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Giustizia, l'assurda sentenza: il magistrato "turbato" può accedere agli atti che lo riguardano

"Non integra l'illecito disciplinare" si legge in una sentenza (ma ci sono molti precedenti) che riguarda un magistrato che aveva sfruttato la propria posizione per accedere alle carte di un processo che lo riguardava. Concesso perché era "turbato" dalla situazione

03 Settembre 2022

Magistrati

Magistrati (Fonte: Lapresse)

Non finiscono mai di sorprendere i privilegi della magistratura italiana: questa volta tocca a Enrico Costa, Vicesegretario di Azione, svelarne altri. È la storia, pubblicata da Libero, di un magistrato che ha avuto modo, semplicemente, di recarsi in cancelleria del tribunale e di accedere alle carte di un processo che lo riguardava. Nelle motivazioni del giudice, il gesto del diretto interessato "non integra l'illecito". Cioè non aggrava il carico penale pendente già presente. Questo perché il magistrato avrebbe agito in stato di "turbamento": una condizione che secondo il giudice svincola l'imputato da qualsiasi responsabilità. Inoltre quest'ultimo si sarebbe impegnato a restituire le carte in questione. Tutto regolare insomma.

Giustizia, il magistrato "turbato" e l'assurda sentenza

"Non integra l'illecito disciplinare nell'esercizio delle funzioni della grave scorrettezza nei confronti dei colleghi - si legge nella sentenza pubblicata dal quotidiano Libero - il comportamento del Sostituto procuratore che acquisisce copia degli atti di un procedimento che lo riguarda avvalendosi delle relazioni di ufficio con il personale di cancelleria". In altre parole, sarebbe bene ogni cittadino italiano si dotasse di qualche conoscenza nelle cancellerie del proprio tribunale locale. Non sia mai dovesse tornare utili. E ancora: "Laddove tale condotta sia stata posta in essere in uno stato di evidente turbamento che ha portato a una scarsa ponderazione dell'agire a cui, però, è seguita la restituzione delle carte, circostanza che escludono la sussistenza del requisito della gravità della condotta".

I privilegi della magistratura

Dunque "il turbamento" derivante dalla situazione è sufficiente a giustificare un comportamento che a prima vista parrebbe tutt'altro che cristallino. Peccato per tutti quegli italiani "turbati" ma non fortunati abbastanza da entrare nelle cancellerie dei tribunali a proprio piacimento ottenendo le carte che vogliono. Libero ha pubblicato poi altre sentenze assurde che garantiscono ai magistrati diritti che i comuni mortali possono solamente sognare.

"Non integra l'illecito disciplinare il sostituto procuratore che... abbia incluso imputazioni riferite a una fattispecie non ancora entrata in vigore al momento della commissione del fatto laddove, valutata la complessità dell'atto redatto, si possa riconoscere il carattere della mera disattenzione". E ancora: "Non integra l'illecito disciplinare... la condotta del giudice che sia stato condannato per guida in stato di ebbrezza laddove le circostanze del caso concreto inducano a ritenere che il fatto sia di scarsa lesività e che non vi sia stata in concreto alcuna compromissione dell'immagine" 

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