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Latina, orrore in mare: trovati un rene e un fegato galleggianti. Di chi sono?

Prima è stato trovato un fegato, il giorno successivo un rene. L'orrore è avvenuto nelle acque di Latina. Che cosa si nasconde dietro alla macabra scoperta

23 Giugno 2022

Carabinieri

Carabinieri (fonte foto Lapresse)

Orrore a Latina: prima è stato trovato un fegato, il giorno successivo un rene. Gli organi galleggiavano sull'acqua del mare. A trovarli è stato un bagnante. Che cosa si nasconde dietro alla macabra scoperta?

Latina, orrore in mare: trovati un rene e un fegato galleggianti

Il 21 giugno 2022 un bagnante ha visto galleggiare nel mare di Latina un fegato. Il giorno successivo, ossia il 22 giugno 2022, è stato trovato addirittura un rene. Precisamente il ritrovamento è avvenuto a Foce Verde, località sulla litoranea di Latina. La Capitaneria di Porto è intervenuta prontamente e ora la Procura ha fatto partire le indagini. Gli organi sono stati affidati ad un medico legale che ora avrà il compito di analizzarli per capire se appartengano a esseri umani.

Il rene e il fegato appartengono a un essere umano?

I due ritrovamenti hanno scioccato l'intera comunità e non solo. Il sostituto procuratore Daria Monsurrò, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo, ha deciso di far analizzare i due organi a un medico legale per stabilirne la natura. Pur non escludendo alcuna ipotesi - riporta Repubblica - gli investigatori sospettano infatti che possa trattarsi di organi umani.

Le guardie costiere, agli ordini del comandante Samuele Sasso, ora dovranno controllare l'intera zona. Bisognerà verificare se in acqua ci sono altri macabri resti e cercare di individuarne la provenienza.

Altri resti ritrovati a Foce Verde

Non è la prima volta che resti umani vengono ritrovati a Foce Verde, Latina. Nel gennaio 2021 le mareggiate invernali portarono a riva uno scheletro umano in avanzato stato di decomposizione. A segnalarlo fu un passante e gli agenti di Polizia del Commissariato locale fecero partire le indagini. Le analisi eseguite sulle ossa non diedero i risultati sperati. Fu però ipotizzato che i resti potessero appartenere a un 62enne romeno senza fissa dimora, che era scomparso da Borgo Sabotino qualche giorno prima di Natale.

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