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Sergio Mattarella a Udine all'istituto Bearzi: "Resistenza ucraina va sostenuta"

Il presidente della Repubblica in visita all'istituto del giovane Lorenzo Parelli ribadisce il suo favore al sostegno alla resistenza ucraina contro l'invasione russa

29 Aprile 2022

Sergio Mattarella, 2019

Sergio Mattarella, 2019 (fonte: Lapresse)

Sergio Mattarella a Udine ribadisce il suo pensiero sul conflitto in corso: "La resistenza ucraina va sostenuta". Il presidente della Repubblica era nella città friulana per visitare l'istituto Bearzi, quello frequentato dal giovane Lorenzo Parelli, lo studente morto a 18 anni durante il suo ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro. E da lì ha detto ancora una volta la sua sul conflitto scoppiato in Ucraina più di due mesi fa. In questi giorni, sulla scia dei festeggiamenti per il 25 aprile, si è discusso molto di un'analogia tra i partigiani italiani e gli ucraini e sulla legittimità dell'invio di armi al governo di Kiev affinché possa opporsi con più efficacia all'invasione russa. E Mattarella ci è tornato sopra con un discorso senza ambiguità.

Sergio Mattarella a Udine: "Resistenza ucraina va sostenuta"

Il discorso del Capo dello Stato parte da lontano, dalle difficoltà e dalle sofferenze che gli italiani affrontano da due anni, da quando è scoppiata la pandemia. Proprio quando il peggio dal punto di vista sanitario sembra alle spalle, ecco fare capolino una guerra che in Europa mancava da 30 anni, dai Balcani, ma che per impatto e rilevanza non si vedeva dalla Seconda Guerra mondiale.

Un conflitto che Mattarella definisce "insensato", scoppiato per un motivo ben preciso: "l'aggressione militare russa contro il popolo ucraino". Per questo, secondo il presidente della Repubblica, non si può essere terzi ed equidistanti: gli ucraini "vanno sostenuti nella loro resistenza". Parole pronunciate davanti ad un gruppo di giovani profughi ucraini ospiti dell'istituto dopo essere riusciti a fuggire dal loro Paese. 

Le parole del presidente dopo il 25 aprile

Mattarella non cita mai esplicitamente le armi, ma il riferimento a un sostegno che non può non essere militare, in un contesto di guerra, è chiaro. Come è cristallino, per lui, che gli ucraini siano a tutti gli effetti dei resistenti, proprio come gli italiani che quasi 80 anni fa abbracciarono la causa partigiana contro i nazisti. Lo aveva fatto intendere con parole precise lunedì scorso nel giorno della Festa della Liberazione.

Il giorno in cui la guerra in Ucraina è cominciata, il 24 febbraio, ha subito pensato "agli ucraini svegliati dalle bombe. E, pensando a loro, mi sono venute in mente queste parole: "Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l'invasor". Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di Bella ciao". Poche frasi dal significato incontestabile. 

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