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Lettera al Sig. Luciano dopo i suoi dispendiosi auguri a Oliviero Toscani

Il messaggio è stato lanciato al mondo il 28 febbraio 2022, dalle colonne del Corriere della Sera, sotto forma di avviso a pagamento, occupante l’intera pagina numero sette di tale quotidiano

Di Pierfranco Faletti

05 Marzo 2022

Lettera al Signor Luciano

Avviso su Corriere della Sera 28 febbraio 2022

“Al mio amico geniale, quello che mi ha convinto a mettere un preservativo su un obelisco in Place de la Concorde, a spogliarmi nudo per una campagna sul riciclo dei vestiti, …… a fare una rivista dedicata esclusivamente alla cacca e a usare la foto di un prete che bacia una suora come pubblicità per un brand di moda, ma soprattutto quello con cui per anni ho lottato contro tutte le forme d’intolleranza, favorendo un dialogo globale sui temi come l’AIDS, la guerra, il razzismo, l’ambiente”….

Questa, una parte del proclama, tra il kitsch e il dannunziano, firmato da un certo Luciano, amico intimo, a quanto sembra, di tal Oliviero Toscani, per anni pubblicitario del gruppo Benetton e grande fustigatore dei costumi e della politica italiana, in occasione del suo ottantesimo genetliaco. Il messaggio è stato lanciato al mondo il 28 febbraio 2022, dalle colonne del Corriere della Sera, sotto forma di avviso a pagamento, occupante l’intera pagina numero sette di tale quotidiano. Ad esso, si sono aggiunti manifesti augurali di uguale natura, affissi per tutta la città di Milano e forse non solo.

Il sottoscritto, impressionato da tanta cultura e genialità, relativamente al “dialogo globale”, menzionato nell’aulico proclama, si sarebbe permesso soltanto di aggiungere, ai vari temi citati, anche quello della gestione delle autostrade, tanto vicino, per anni, ai due protagonisti di questo vibrante Amarcord.

Il mondo di loro provenienza e per Luciano di partecipazione azionaria infatti, ha gestito con diverse responsabilità, prima un brand di grande successo mondiale, creato mirabilmente dal nulla nel settore tessile e successivamente, approfittando della svendita delle Aziende dello Stato, patrocinata a suo tempo dal Governo Prodi, un più che redditizio monopolio di autostrade in concessione, per quasi una trentina d’anni. Le conseguenze più vistose di questa nefanda operazione, sono state la mesta decadenza del glorioso brand Benetton ed il 14 agosto 2018, il crollo del Ponte Morandi, della società Autostrade S.p.A., facente parte appunto del gruppo Benetton. Ciò, stando a quanto ufficialmente dichiarato dal Tribunale di Genova, a causa dell’insufficiente manutenzione. I compleanni sembrano momenti di particolare attrazione per quell’ambiente.  Il 15 agosto 2018, infatti, giorno immediatamente successivo alla tragedia genovese, era stata precedentemente già organizzata una grande festa a Cortina d’Ampezzo, in una villa dei Benetton, in occasione anche qui, di un genetliaco. Purtroppo quella festa si è regolarmente tenuta!

Oggi, una rete autostradale mal gestita, è stata restituita allo Stato, secondo quanto riferito dai media, per 8 miliardi di euro, mentre alcune galline dalle uova d’oro, quali Autogrill, Telepass ed Aeroporti di Roma, anch’esse a suo tempo cedute dallo Stato Italiano, sono rimaste saldamente nelle mani del gruppo.

Al povero cittadino della nostra penisola, in tutti questi anni, sono state pertanto inflitte, direttamente e/o indirettamente, svariate angherie, che si ripercuotono tuttora spesso sulla sua qualità della vita, soprattutto quando deve percorrere alcuni importanti collegamenti autostradali del nostro paese.

Lei sig. Luciano, che ha partecipato da Leader a questo imbarazzante passato, dovrebbe forse evitare, a mio modestissimo parere, di esternare, come ha fatto nel suo avviso augurale, tanta mancanza di pudore, di signorilità e di buon gusto. Non mi sembra poi, che Le giovi esibire tanta opulenza di danaro, inondando l’Italia, magari dalla tolda del suo mega yacht Tribù, lungo 50 metri, con queste rievocazioni, rivolte a quell’Oliviero Toscani che, come tutti ricordano, dopo la tragedia del Morandi, si era distinto, per aver dichiarato: “A chi interessa se cade un ponte?”. Frase che gli costò addirittura, allora, l’apparente allontanamento dal suo gruppo. 

Egregio Sig. Luciano, mi creda, gli umili italiani vorrebbero soltanto dimenticare voi e le vostre gesta. Cercate per favore di aiutarli! Queste sfacciate manifestazioni di arroganza, sarebbe forse meglio trattenerle nella ristretta cerchia dei vostri sodali. La povera gente, infatti, avrebbe preferito sapere soltanto, che tutti i soldi impiegati per questi dispendiosi auguri, fossero stati invece devoluti alle famiglie delle quarantatré vittime del Polcevera. 

Di Pierfranco Faletti

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