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Reazioni avverse vaccino, Giulia si uccide a 51 anni dopo la seconda dose: "Dolori insopportabili"

La storia di Giulia (nome di fantasia): si uccide a 51 anni dopo aver fatto la seconda dose. Reazioni avverse al vaccino insopportabili: "Bruciava la pelle tanto da non sopportare neanche più i vestiti"

23 Febbraio 2022

Vaccino Covid

Vaccino Covid (fonte: Lapresse)

Giulia (nome di fantasia) si è uccisa a 51 anni: dopo la secondo dose le reazioni avverse al vaccino erano diventate "insopportabili". Il racconto della madre alla trasmissione "Fuori dal coro", ripreso anche dal quotidiano "La Verità". Il suicidio era arrivato quando i dolori erano diventati talmente intensi da non lasciare altra via di fuga. Il referto medico menziona ben nove diversi sintomi: astenia, bruciore di stomaco, bruciore ala lingua e alle gengive, che avevano iniziato a sanguinare, fotosensibilità, dolore agli arti, ipersensibilità ai suoni e forti acufeni, ipersensibilità olfattiva, problema di deglutizione e amenorrea. Dolori che sono arrivati già dopo la prima dose, ma che si sono fatti insopportabili dopo la seconda. 

La testimonianza della madre

Racconta la madre che Giulia non riusciva più a vivere: "Bruciava in tutto il corpo, la pelle le faceva così male da non sopportare neanche i vestiti, persino la bocca le bruciava e le gengive le sanguinavano spesso". È un racconto strozzato dalle lacrime e dal dolore: "Un giorno Giulia mi ha detto: mamma come faccio a vivere così, come uno scarto umano, uno scarto della società, io non riesco a fare più nulla da sola, sono solo un peso per tutti". Così la decisione di togliersi la vita, lontana dall'essere incomprensibile: "Io la capisco mia figlia - aggiunge - perché lei è stata emarginata dalla società, in quella lotta sociale tra vaccinati e non vaccinati, dove chi sta nel mezzo sembra non dover esistere".

Il Comitato Ascoltami

"Giulia era molto coraggiosa", ricorda la madre. La sua infatti è stata una delle prime testimonianze a essere portate in pubblico, quando ancora era viva. Giulia ha raccontato il suo dolore al Comitato Ascoltami, un'organizzazione nata a ottobre 2021 che raccoglie le voci di tutti coloro che hanno sviluppato reazioni avverse al vaccino. "Siamo più di mille - sottolinea Federica Angelini, la fondatrice - siamo andati persino in Senato, abbiamo fatto una richiesta ufficiale per essere ascoltati in Commissione Sanità, perché noi ci siamo fidati dello Stato, abbiamo adempiuto al nostro dovere civico e morale di vaccinarci, ma ora vorremmo che sia lo Stato a rispettare il suo dovere di curarci".

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