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Un p-Re-sidente®, un p-Reggente®, Giuseppe Tomasi (frainteso) e gli eroici autotrasportatori canadesi

Perché tutto resti com’è, che nulla cambi mai! Però, sullo sfondo, romba il motore di un TIR, ed è un suono angelico

Di Montel

31 Gennaio 2022

Un p-Re-sidente®, un p-Reggente®, Giuseppe Tomasi (frainteso) e gli eroici autotrasportatori canadesi.

Il Reggente, nell’Ordinamento monarchico, è colui che detiene e amministra il potere regale in vece dell’Erede al Trono in attesa che costui sia abbastanza adulto da assumere su di sé le prerogative dinastiche e regnare, in nome degli uomini e per Grazia di Dio.

Talvolta, nel corso dei secoli, il Reggente ha Retto il Trono in luogo di un pretendente già adulto ma sgradito alle Potenze Alleate (che poi sono Potenze Nemiche, appena si disubbidisce loro) o magari solo ad alcune di esse. È capitato spesso, infine, che fra Reggente ed Erede al Trono esistesse un accordo, segreto o palese, che permetteva all’Erede di governare pienamente, senza limitazioni di sorta, dando ad intendere alle Potenze Straniere che non era così o, almeno, che seppure era così lo si faceva in modo discreto, surrettizio.

La Repubblica, ovviamente, non prevederebbe nulla di simile. Per due ragioni, in buona sostanza: la prima è che in Repubblica gli Amministratori del Potere vengono eletti dal Demos, il Popolo (demo-crazia, vale sempre la pena di ricordarlo, specialmente in questi tempi di Re-gime, significa Potere del Popolo), la seconda ragione è ancora più ovvia: nessuno che abbia fatto la fatica di sopportare una campagna elettorale, sottoporsi allo giudizio altrui e vincere le elezioni ha il benché minimo interesse a farsi sostituire come, d’altra parte, nessuno che NON abbia alcun desiderio di amministrare il potere sarebbe così pazzo da proporre il suo nome a un’elezione e accettare un’investitura. Ed ecco perché l’Istituto della Reggenza latita dalla storia repubblicana. Ma, forse, dovremmo dire che LATITAVA.

A questo punto, le solite tre domande di costume sociale:

- Per quali ragioni un p-Re-sidente® che ha dichiarato alcune decine di volte di NON volere rimanere a p-Re-siedere la Res-Publica dovrebbe accettare, a ottant’anni suonati, di farsi tirare per la giacchetta da una manica di accidiosi buro-crati se non per impedire a chiunque altro di occupare quel posto? E se è così, a che titolo l’Istituzione che costui incarna deve rimanere in “ostaggio” di qualcuno che NON desideri più rappresentarla?

- Non è legittimo supporre e sostenere che il p-Re-sidente® così eletto si trasformi in un p-Reggente® della Repubblica? E se accettiamo quest’ipotesi, cosa ci impedisce di pensare che il p-Reggente® in questione accetti un simile incomodo per tenere in caldo il Trono per l’Unico Erede Designato (anche auto-designato!) il quale, qualche giorno fa, non era disponibile a prendere il suo posto causa ingerenze straniere? (perché se l’America o l’Europa non vogliono il Drago, non ORA!, noialtri Non Debemus, Non Possumus, Non Volomus!!!). Cosa, dunque, ci impedisce di convincerci che il p-Reggente® regnerà in nome dell’Erede al Trono, ubbidendo ai desideri di chi erediterà il Regno?

-  Da ultimo: siamo in 60 milioni, in Italia. SESSANTA! E, stando alla descrizione che gli istituti demoscopici fanno di noi, non siamo mai stati altrettanto istruiti, laureati, dotti, internazionali, politicamente corretti, tolleranti, etceterà. Ordunque: davvero gli accidiosi buro-crati che hanno votato il p-Re-sidente® e che alla fine hanno eletto un p-Reggente®, davvero possono sostenere che non esistesse un altro candidato?! Davvero!? DAVVERO!?

Quando, mi domando (il quesito è tutto personale, stavolta), sapremo liberarci delle influenze esterne, delle ingerenze economiche e finanziarie internazionali, e torneremo a vivere la Res Publica come la Cosa di tutti e 60 i MILIONI di Italiani?

P.S.: Il mio cuore trabocca di gaudio per quanto sta avvenendo in queste ore, in tutto il mondo, sui sedili dei TIR. Invito chiunque a sintonizzarsi con la notizia, ad ascoltarla, a ragionarci, e a considerare se questa iniziativa non sia promettente quanto l’arrivo degli Alleati alle porte di Aushwitz.

Grazie, autotrasportatori canadesi! E grazie a chiunque si sia unito a loro!

Di Montel

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