Licata, lite familiare per l'eredità: uccide quattro parenti
Uccide quattro parenti a seguito di una lite familiare per l'eredità, poi si spara un colpo in testa al telefono con le forze dell'ordine
Strage a Licata (Agrigento), dove al culmine di una lite familiare per l'eredità, un uomo ha ucciso quattro parenti per poi spararsi in testa. La lite è scoppiata in un appartamento nella zona periferica di via Rieti, e si è conclusa con 4 omicidi, tra cui due ragazzini di 15 e 11 anni: si tratta della cognata, del fratello e dei due nipoti dell'assassino.
Lite familiare a Licata: morti fratello, cognata e due nipoti
A dare l'allarme è stata la moglie dell'assassino che, durante una lite familiare, ha ucciso il fratello, la cognata e i suoi due nipoti, per poi spararsi un colpo di pistola in testa mentre era al telefono con i carabinieri. La lite sarebbe scoppiata per un'eredità contesa: secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, basata sulle testimonianze di alcuni vicini, la strage sarebbe stata originata per motivi di interesse legati alla suddivisione di alcuni terreni dove coltivano carciofi. Senza arrivare a un compromesso, l'uomo ha tirato fuori la pistola e ha ucciso i suoi quattro familiari: sua cognata, suo fratello e i suoi due nipoti.
La pistola usata per la strage è una calibro 9 regolarmente detenuta da Tardino, sequestrata dalle forze dell'ordine. Da un primo esame medico legale sui corpi delle quattro vittime emerge che l'uomo avrebbe sparato al fratello prima da lunga distanza, poi da vicino. Dopo avere sparato al fratello, Angelo Tardino è entrato a casa e ha ucciso la cognata, con almeno quattro proiettili, e poi Alessia e Vincenzo. Il piccolo è stato trovato sotto le coperte. Sedici colpi, tutti quelli in canna, per uccidere il fratello e la cognata e i nipoti, Alessia di 15 anni e Vincenzo di 11 anni.
L'assassino si è sparato in testa mentre era al telefono con i carabinieri. Dopo essere stato rintracciato dagli investigatori, che erano ormai sulle sue tracce e che hanno cercato di convincerlo a costituirsi, i militari hanno sentito al telefono uno sparo e hanno capito che il fuggitivo aveva tentato il suicidio. Angelo Tardino è morto dopo alcune ore all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta per le gravi ferite riportate.