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"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

L’ora più buia

Anche senza Churchill, l’attimo cruciale di una Nazione richiede lucidità assoluta

Di Montel

24 Gennaio 2022

Giunta è l’ora

Fonte: lapresse.it

Giunta è l’ora per le scelte importanti. Amen! Preferibili sono le verità scomode alle panzane camuffate da “bicchiere mezzo pieno”. (lettura consigliata: “7”, di me medesimo)

Giunta è l’ora di separare il grano del rispetto dalla pula del sospetto. (lettura consigliata: il Vangelo di Giovanni)

Giunta è l’ora per dire, una volta per tutte, che chi pretende di non aderire a una sperimentazione di massa, nel rispetto della scelta di chi invece vuole farlo, è vittima innocentissima di quello che vuole imporgli la medesima sperimentazione perché «Se l’ho fatto io, allora anche tu!». (lettura consigliata: “Il Processo” di Franz Kafka)

Giunta è l’ora per affermare che chiunque si senta davvero a suo agio in questo Regime è un fascista, come il Regime medesimo, e tanto vale che scenda in cantina a tirare fuori il busto in caseina del suo adorato Duce, in attesa che la zecca di stato nel produca di nuovi con l’effige del Faina. Quelli che invece sono in dubbio, be’, si spicciassero a prendere posizione: meglio essere sepolti fra i Giusti che prosperare tra i fascisti. (visione consigliata: “Una giornata particolare” di Ettore Scola )

Giunta è l’ora per chiarire che il fatto, incontestabile ad oggi, che mi sia concesso di affermare quanto sopra non muta la natura e l’obiettivo di questo Regime, né lo nega: ogni Regime che si pretenda para-liberale lascia un minuscolo spazio alla protesta in quanto sa di garantirne uno cento volte più vasto alla propaganda. (letture consigliate: Albert Camus, tutto ciò che ha scritto, non ci si può sbagliare!)

Giunta è l’ora di affermare che l’obiettivo del Regime è quello di castrare la nostra libertà, in ogni suo afflato, come l’allevatore fa coi tori o i polli o gli agnelli perché, per chi debba amministrare il potere, una massa di animali fiaccati, rinchiusi in casa e abituati alla sottomissione è uno straordinario vantaggio economico e politico. (letture consigliate: “La fattoria degli animali” o “1984” di George Orwell)

Giunta è l’ora per prendere la nostra agenda ed espungere da essa, con affettuosa fermezza, i nomi di quanti «Sì vabbè, che vuoi che sia! Fra qualche mese, quando anche tu ti sarai vaccinato, vedrai che ci ridaranno i diritti». Addio, adorati compagni del tempo di pace: la nostra amicizia, che a quanto pare non era tale giacché senza rispetto l’amicizia non è amicizia, il nostro rapporto, insomma, non ha retto alla tempra della Storia: tu dalla parte dei nazifascisti, in ordine patinato al passo dell’oca, all’ombra della sottana del potere, io da quella dei reietti, nel vagone blindato verso Dachau. (lettura consigliata: “Destinatario sconosciuto” di Ketherine Kressmann Taylor)

Giunta è l’ora per ricordare a tutti i vostri conoscenti che si sentono tanto al sicuro, lì, nei loro appartamentini da 650 mila Euro (o di più, o di meno, conta poco), che quello che credono di possedere, oggi, può essere loro tolto con un semplice dpcm; una volta, prima che ci dessimo una Costituzione, li chiamavano Regi Decreti, e la natura di questi editti è i-den-ti-ca a quei Regi decreti che hanno tenuto i Savoia fuori dall’Italia per sessant’anni. Giacché, dal momento che lo Stato di Diritto non piace più a nessuno, va detto che senza di Esso non esiste certezza per il futuro. (lettura consigliata: “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani)

Giunta è l’ora per rammentare a quanti fra voi si sentono garantiti dal loro status di “borghesi” che i governi pre-costituzionali hanno espropriato castelli, palazzi e industrie, nel passato, a gente davvero potente (a gente che non ci avrebbe sputato in testa, a noi, per paura che uno schizzo gli tornasse indietro contaminato dalla nostra quasi-miseria); figuratevi, quindi, se i governi di oggi, post-costituzionali, si faranno degli scrupoli a riproporre le stesse tecniche presto, stasera stessa magari, con noi che ci crediamo “borghesi” ma siamo solo una penosa scimmiottatura di borghesia, dopotutto, e lo siamo solo fintanto che il Regime ci permetta di affermarlo. (visione consigliata: “La caduta degli dèi” di Luchino Visconti)

Giunta è l’ora per accettare che lauree e diplomi non attestano null’altro da quello che dichiarano, ovverosia che chi se ne fregia ha frequentato per un certo periodo di tempo un luogo, conformandosi alle sue regole e acquisendo delle nozioni. La Sapienza, l’apertura a prospettive diverse dalla propria e il rispetto per l’Altro sono variabili che non trovano più spazio nell’istruzione moderna di quanto ne trovassero in quella impartita dai domenicani di Torquemada. Dunque, non deve stupirci che l’avvocato tuteli gli assassini ma non difenda il Principio di Libertà Personale né lo Stato di Diritto; non deve stupirci che il commercialista faccia la dichiarazione dei redditi agli evasori, dribblando fra leggiucole inique e illegalità, ma non riesca a comprendere i meccanismi economici che stanno alla base di questo Colpo di Stato; non deve stupirci che il medico abbia giurato che non avrebbe mai nuociuto e mai imposto un trattamento, sperimentale o meno, e ora ci insegua con l’ago in mano a mo’ di pugnale. In effetti, la sola cosa che mi stupisca, in tutto questo circo di Nani, Ballerine e Buffoni in tivù che dànno e tolgono la parola a ospiti trattati come foche con la palla, ciò che non smette di sbigottirmi è che Alessandro Cecchi Paone, forte del suo diploma in scienze politiche, dia dell’imbecille a chiunque possieda un titolo accademico scientifico, sia pure magari conseguito senza eccellere nei suoi studi, e non sia d’accordo con lui; di più, mi sconcerta il fatto che si senta in diritto di farlo perché qualche oscuro dirigente tivù, magari laureato in marketing, ce lo spaccia da vent’anni per un divulgatore scientifico. Il che, per chiarezza,  sarebbe come se chiedessimo ad Alberto Angela di proporre una linea di restauro per la Gioconda, o per l’Ara di Pergamo! (lettura consigliata: “frasi sui millantatori e sui bugiardi” wikipedia)

Giunta è l’ora per dire a quanti «Non vedo l’ora che introducano l’obbligo anche in Italia, così quando la gente starà male almeno potrà fare causa allo stato»…giunta è l’ora per dir loro che in Italia non si riesce a essere risarciti nemmeno quando ci si rompa una gamba in una voragine nell’asfalto. Ma che antidepressivi prendete?! Voglio il numero del vostro spacciatore! (lettura consigliata: “Il castello” di Franz Kafka)

Giunta è l’ora per fare presente ai «Quante storie! In Austria hanno già introdotto l’obbligo! Se lo fanno loro, non può esserci nulla di male!» che i tre brand austriaci più famosi, nel secolo che fu, sono stati Adolf Hitler, i cecchini, e il campo di sterminio di Mauthausen. Non me ne vogliano, i carissimi sudditi degli Asburgo, ma le poche persone di quei luoghi che ricordo con interesse, al momento, sono fuggite dall’Impero a gambe levate: Sissi stessa, sovrana riottosa, Sigmud Freud, i migliori esponenti della Bauhaus, etceterà. (lettura consigliata: “Il mondo di ieri” di Stefan Zweig, che fu il più acclamato e venduto scrittore in lingua tedesca della Storia, fuggì dall’Austria che lo perseguitava e morì in esilio, suicida)

Giunta è l’ora, da ultimo, per fare le valigie?

Partiremo, purtroppo, lasciando case e cose e rimpianti, ma quando torneremo sarà festa grande, per noi, e mestizia senza fine per quelli che oggi «Se non capite che lo Stato d’Emergenza deve azzerare i Diritti, allora toglietevi dalle palle». Non vorrei essere al loro posto, dopotutto, perché il collare può essere anche rassicurante, quando si abbia paura di correre nel grande prato, ma il guinzaglio viene a noia molto in fretta.  

Ah, a proposito: mi piace così tanto questa formula che, se l’editore lo consentirà, sarà presto una rubrica che si chiamerà proprio così: “Giunta è l’Ora”. Avevo pensato a “J’accuse”, ma quel copyright è già preso.

Di Montel.

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