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Green pass, il sindacato dei Carabinieri si oppone: "È incostituzionale"

Il sindacato dei Carabinieri si oppone al dogma governativo sulla efficacia del Green pass per contenere la pandemia: "Provvedimento discriminatorio e illegittimo"

02 Ottobre 2021

Green pass, anche il sindacato dei Carabinieri si ribella e dice no

Fonte: lapresse.it

Il decreto del Governo sul Green pass obbligatorio dal 15 ottobre è un "provvedimento discriminatorio": anche il Sindacato dei Carabinieri si oppone al certificato verde. L'Associazione ha "inviato a Mario Draghi e alla Corte Europea dei diritti dell'uomo una lettera" in cui si chiedono "tamponi gratuiti per i militari dell'Arma visto che si parla di vaccinazione come 'scelta personale', e in quanto tale va rispettata e tutelata". A renderlo noto è Antonio Nicolosi, Segretario Generale del Sindacato dei Carabinieri Unarma, commentando in un'intervista a La Verità il decreto del Governo sul Green pass e definendolo "discriminatorio e incostituzionale". "Chiediamo inoltre una revoca del provvedimento o quantomeno un confronto. Noi siamo e resteremo fedeli alla Costituzione - osserva Nicolosi - ma quella sul Green pass è una legge inaccettabile e incostituzionale".

Green pass, il Sindacato dei Carabinieri si oppone

Richiamando studi scientifici effettuati con fondi Governativi e Ministero Salute dello Spallanzani realizzato dagli studiosi Francesca Colavita, Silvia Meschi, Cesare Ernesto Maria Gruber e altri 19 tra biologi e virologi dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, lo studio di Magistratura Democratica in punto di Diritto e con una propria ottima analisi dell’Ordinamento Giuridico Italiano in relazione al quale non sono consentite modifiche unilaterali al rapporto contrattuale di lavoro, né ai sensi dell’art. 2103 cod.civ. né a mente del D.Lvo 165/2001 per i pubblici dipendenti, conclude che nel nostro Ordinamento, il provvedimento di “sospensione” diverso da quello irrogato per motivi disciplinari, non esiste affatto ed è palesemente illegittimo perché contrario a tutto l’impianto normativo di rango superiore. Né può ritenersi che sia applicabile di per sé la sanzione disciplinare della sospensione per inosservanza all’obbligo di certificazione verde, quando il rifiuto all’ordine illegittimo viene adeguatamente motivato sulla base di argomentazioni attestanti l’illegittimità dell’ordine stesso.

Nemmeno può ritenersi che la presenza sul luogo di lavoro in mancanza della certificazione verde, possa esser equiparata ad una assenza ingiustificata e non esser retribuita. Dalla lettura del decreto-legge NON SI PREVEDE, infatti, che sia interdetto l’accesso alla struttura lavorativa, bensì la valutazione della stessa quale assenza ingiustificata. Alla luce delle evidenti lacune evidenziate e descritte è palese e chiaro che mentre in un primo momento poteva essere “drammaticamente accettabile” una disposizione così coercitiva e drastica che induceva in maniera quasi subdola la cittadinanza ed in particolare i lavoratori Carabinieri a vaccinarsi, non può di converso essere accettato che i Carabinieri, sprovvisti di Green Pass, debbano pagarsi il tampone di tasca propria.

Green Pass, le richieste del Sindacato dei Carabinieri al Governo

1) Assumere i provvedimenti di rispettiva competenza al fine di revocare immediatamente le disposizioni impartite, inerenti la certificazione verde quale condizione per il regolare ed usuale espletamento del lavoro, chiedendo la revoca altresì di ogni provvedimento generico: questa Unarma, continuerà a concentrare la propria attenzione sulla questione, valutando ogni strada percorribile per portare avanti le proprie idee che trovano fondamento - così come descritto - su basi giuridiche, scientifiche e soprattutto logico deduttive.

2) Predisporre, a carico dell’amministrazione, l’effettuazione di tamponi per tutti quei Carabinieri sprovvisti di green pass, che accedono sui luoghi o nell’ambiente di lavoro, costituendo convenzioni a titolo gratuito in tutti i presidi territoriali d’Italia (così come avviene oggi per i vaccini antinfluenzale), è indispensabile per garantire la sicurezza e la salute sul lavoro e il rispetto della pari dignità dei lavoratori con la garanzia dei diritti suesposti.

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