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Discoteche aperte: da settimana prossima si decide. Gestori disillusi: "Così rave abusivi"

Il Governo non ha ancora saputo dare una risposta, mentre nel resto del mondo si apre. Ma per Speranza "siamo in ripresa"

30 Settembre 2021

Pisa, rave party abusivo con 6mila giovani: ma le discoteche rimangono chiuse

Party (fonte: Pixabay)

Siamo pronti a rivedere le discoteche aperte dopo due anni? Forse. Da settimana prossima si decide, promette il Governo. Ma i gestori sono oramai disillusi: "Così continuate a favorire i rave abusivi". È questo il sentiment che si respira all'interno del settore, fortemente penalizzato da mesi di chiusure che hanno distrutto lo stesso ricordo dell'esperienza di una sala da ballo.

Speranza promette, pochi ci credono

A dare l'annuncio sulla riapertura imminente delle discoteche in sicurezza è lo stesso ministro alla Sanità Roberto Speranza, che ha parlato del tema a margine dell'11esima edizione di 'Frecciarosa', progetto di prevenzione del tumore al seno, promosso da IncontraDonna con il Gruppo Fs italiane, col patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Salute e il sostegno dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e di Farmindustria.

Insieme alle nuove direttive per la riapertura delle discoteche ci sarà anche maggiore chiarezza sulle capienze dei luoghi dello sport e dello spettacolo. Speranza ha affermato: "Nel prossimo Consiglio dei ministri, quello della prossima settimana lavoreremo alle nuove riaperture, discoteche comprese, e alle capienze massime dei locali che già possono aprire. La prossima settimana sicuramente interverremo su questi temi".

Non è però un annuncio preso alla cieca, l'ennesima promessa da parte del Governo a guida Mario Draghi. Il continuo rimpallo delle riaperture continua a penalizzare i luoghi più "scomodi" per il terrore che il contagio da Covid19, ovvero tutte quelle aree dove si costruisce la socialità. E che Speranza parli con toni così positivi di ripartenza lascia con l'amaro in bocca tutte quelle professioni indeboliti dalla pandemia.

Il grido disperato del settore discoteche

È una lenta agonia, quella che parte del settore delle sale da ballo ha dovuto sperimentare dallo scorso marzo 2020. Un lento declino dal quale i più piccoli sono già usciti sconfitti, mentre i grandi iniziano a sentire il peso dei mesi di chiusura. Ad oggi, con la sola eccezione di una pausa estiva favorevole (ma non troppo) alle "discoteche all'aperto", tutto il settore è stato fortemente penalizzato dalle scelte del Governo.

Da mesi i gestori di discoteche non fanno che chiedere risposte chiare a Palazzo Chigi che, però, nicchia. C'è quindi un forte malcontento nel settore che continua a crescere, e dove iniziano ad estremizzarsi le tifoserie pro e no Green pass. "È inaccettabile essere ancora a questi punti. Mi sale il sangue alla testa se penso che a Parigi sono tutti aperti.", scrive il direttore de Il Giornale Nicola Porro, in linea con le proteste degli esercenti. E provoca: "Sono chiuse non già per il ruolo che avrebbero nel diffondere la malattia, ma perché vengono considerati posti ludici dove ci va gente di destra che vuole divertirsi. Questo è il problema."

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