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Morti sul lavoro, Landini: "Stop alle aziende che non rispettano norme di sicurezza"

Il leader della Cgil: "Questo vuol anche dire, da subito, effettuare migliaia di nuove assunzioni negli ispettorati del lavoro, nelle Asl e servizi territoriali"

29 Settembre 2021

Morti sul lavoro, Landini: "Stop alle aziende che non rispettano norme di sicurezza"

Fonte: lapresse.it

A proposito delle morti sul lavoro, secondo Maurizio Landini "serve una norma che fermi le aziende sino a quando non sono ripristinate le norme di sicurezza". Con il premier Mario Draghi in questo campo si stanno facendo "progressi veri", ma la "serie degli incidenti dimostra l'urgenza di agire". Lo afferma il leader della Cgil intervistato da La Stampa questa mattina, mercoledì 29 settembre 2021, all'indomani del tragico bilancio di ieri di vittime sul lavoro.

Incidenti sul lavoro, Landini: "Aumentare ispezioni e sanzioni"

Maurizio Landini, che, insieme agli altri leader dei sindacati è al lavoro sul dossier sicurezza, "la qualità del lavoro, la salute e sicurezza devono subito diventare una priorità nazionale" e starà ora al Governo fare qualcosa per combattere e ridurre a zero il numero di incidenti sul lavoro. Incidenti che spesso, purtroppo, diventano fatali per migliaia di persone. "Vanno aumentati i poteri ispettivi e le sanzioni", sostiene il segretario della Cgil a La Stampa.

"Con il Presidente del Consiglio Mario Draghi abbiamo condiviso la necessità che nelle imprese che non rispettano norme, o che sono soggette a incidenti, le attività possano essere sospese sino a che non si ripristinino le condizioni di sicurezza. Questo vuol anche dire, da subito, effettuare migliaia di nuove assunzioni negli ispettorati del lavoro, nelle Asl e servizi territoriali", continua.

"Inoltre - continua - è necessario rafforzare il vincolo della formazione per i datori di lavoro. L'incidente di Pieve Emanuele avviene nell'ambito di un appalto e, troppo spesso, le vittime sono lavoratori precari o neoassunti. Non si può restare a guardare", asserisce ancora Landini, che come richiesta avanza "la patente a punti della sicurezza aziendale. Il Governo - prosegue - si è reso disponibile a lavorarci a partire dal coordinamento delle banche dati".

"Abbiamo condiviso più ampi poteri ispettivi e sanzioni per chi non rispetta le regole. Nessuna azienda deve rimanere senza rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza. Il nodo è prevenzione e formazione. La sicurezza deve essere considerata un investimento, non un costo". Secondo Landini è giusto fermare le aziende fuori norme. "Senza sicurezza - conclude infine Maurizio Landini a La Stampa - non si può lavorare".

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