Sabato, 16 Ottobre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Chi è Carlo Vichi, biografia, età, figli e patrimonio dell'imprenditore Mivar: presto i funerali

È morto il padre della televisione italiana, Carlo Vichi, il primo in Italia a produrre tv con il famoso marchio Mivar

21 Settembre 2021

Carlo Vichi

Carlo Vichi

Chi è Carlo Vichi, padre fondatore dello storico marchio produttore di televisioni Mivar, che si è spento nella notte del 20 settembre. Un uomo che da solo ha cambiato per sempre la vita di milioni di italiani introducendo la televisione nelle loro case. Ecco tutto quello che c'è da sapere su Carlo Vichi, dalla biografia che racconta la sua carriera di successo in Mivar, all'amore per i figli, passando per il patrimonio da capogiro dell'imprenditore. Vichi si è spento all'età di 98 anni, saranno presto annunciati i funerali, con un rito molto particolare.

Chi è Carlo Vichi, l'imprenditore che ha portato la televisione agli italiani

L'imprenditore toscano Carlo Vichi si è spento all'età di 98 anni dopo una vita trascorsa in prima fila nell'ambito dell'innovazione tecnologica italiana. È stato lui il primo a produrre televisori a prezzi accessibili per gli italiani, dopo aver fondato la famosa azienda Mivar nel 1945. Toscano di origine, ma milanese di adozione, Carlo Vichi è nato a Montieri, provincia di Grosseto, nel 1923. Si è poi trasferito a Milano ed è cresciuto nel quartiere di Lambrate, per seguire il padre che lavorava come metronotte.

Appassionato di elettrotecnica, consegue il diploma alla scuola serale e inizia la sua carriera in una ditta che produce chiodi, prima come tecnico, e poi alle dipendenze della Minerva. A seguito della leva obbligatoria (trascorsa presso la IMR di Germignana), Vichi si lancia nell'impresa che cambierà per sempre la sua vita e quella dei suoi compatrioti, e fonda la Vichi Apparecchi Radio (VAR), l'antecedente delle Mivar. 

Carlo Vichi ha quattro figli avuti con la moglie Annamaria Fabbri: Luisa, Maria, Valeria e Girolamo.

Carlo Vichi e gli anni d'oro della Mivar: dalla radio alla televisione 

Inizialmente l'azienda madre produceva radio e valvole in maniera artigianale, che rivendeva a terzi per conto di società del settore. La svolta è avvenuta nel 1968 quando, ormai sotto il marchio Mivar, Carlo Vichi decide di puntare tutto su un nuovo gingillo che nel mercato internazionale già stava facendo buoni affari: la televisione. Ecco che da una piccola azienda che costruisce valvole, Vichi cavalca gli anni d'oro della crescita economica italiana e diventa il primo produttore nazionale di televisori, sbaraglia la concorrenza nata a seguito del suo successo, e diventa leader del mercato.

Ma niente dura per sempre, e inevitabilmente anche un'azienda così longeva come la Mivar ha avuto il suo canto del cigno. Nel 2013 Vichi decide di non vendere più televisori, non potendo competere con le grandi catene di produzione arrivate con la globalizzazione degli anni '90. Da allora l'azienda si dedica alla progettazione di tavoli con sedie estraibili, destinati ai luoghi pubblici.

Chi è Carlo Vichi, pensiero politico e funerali "fascisti"

Una delle esperienze più formative della vita di Carlo Vichi è stato il periodo trascorso facendo il servizio militare. Vichi ha servito nella sezione IMR di Germignana, come parte della leva obbligatoria vigente all'epoca. Da sempre dichiaratamente ateo e anticlericale, le sue posizioni politiche sono sempre state apertamente in linea con quelle dei grandi dittatori del '900: Benito Mussolini e Adolf Hitler. Per quanto alcuni fondamenti del pensiero di Vichi non possano definirsi fasciste, la sua ammirazione per il Duce e la sua avversione per il comunismo (era un grande oppositore delle organizzazioni sindacali) lo avvicinano al filone più estremo dell'estrema destra. 

Ciò nonostante, Carlo Vichi non si è mai schierato ufficialmente e ha dichiarato di non votare dagli anni '50. Pur non essendo legato a nessun partito politico, nel 2019 è stato al centro di polemiche per aver fatto restaurare a sue spese il Monumento dei Caduti Fascisti del Cimitero monumentale di Milano.

Pare quindi che negli ultimi anni della sua vita la posizione politica di Carlo Vichi si sia radicalizzata, ed è probabile che i suoi funerali si svolgeranno secondo la tradizione fascista, così come ha dichiarato a Il Giornale in una nota intervista. In quell'occasione, Vichi aveva detto: "Per i miei funerali voglio una bara di legno povero in mezzo al nuovo stabilimento. Indosserò solo maglietta e pantaloncino. L'ultima frase sarà: A noi!, poi partirà la musica di Faccetta nera. Solo allora la festa avrà inizio. Sono invitati tutti i cittadini di Abbiategrasso. Ad eccezione di autorità e politici". I funerali non sono stati ancora annunciati, ma se l'ultimo desiderio di Vichi sarà rispettato le polemiche non si faranno attendere. In Italia vige infatti ancora il reato di apologia del fascismo, che non consente la promulgazione e la propaganda del pensiero fascista, così da prevenire il ripetersi un capitolo buio della nostra storia.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x