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Mafia, sventato l'omicidio del "ribelle" del clan Bagheria: 8 arrestati a Palermo

L'operazione Persefone ha permesso di salvare l'uomo, che da tempo si ribellava al boss

13 Settembre 2021

Mafia, sventato l'omicidio del testimone del clan Bagheria: 8 arrestati a Palermo

Ancora un duro colpo per la Mafia, dopo che è stato sventato l'omicidio di un membro "ribelle" del clan Bagheria, nel palermitano. Sono per ora 8 gli arrestati nel quadro dell'operazione Persfone, che ha permesso di smantellare l'organizzazione criminale.

Nella mattina di lunedì 13 settembre, all'alba, i Carabinieri hanno dato il via all'operazione di fermo nei confronti di alcuni sospettati con il mandato della Direzione distrettuale antimafia. L'accusa ora è di traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, lesioni personali aggravate e detenzione e vendita di armi clandestine. Tutte le accuse arrivano unitamente all'aggravante di associazionismo di stampo mafioso.

Smantellato il clan dei Bagheria

L'operazione dei Carabinieri, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, rappresenta l'esito di una complessa attività di investigazione sui membri della famiglia Bagheria di Palermo. A incastrarli la presenza di un membro della famiglia, pregiudicato, che era da tempo sotto mira del boss per rimostranze nei confronti dei famigliari.

L'uomo, "apparentemente estraneo al contesto mafioso", spiegano gli investigatori dell'Arma, avrebbe messo in discussione l'autorità del capo dell'organizzazione Massimiliano Ficano, subendo vessazioni da parte degli altri membri del clan. Il tutto era culminato in una spedizione punitiva, finita con un pestaggio che era costato all'uomo un truma cranico e una frattura alla mano.

In manette collaboratori e prestanome

Anziché sopprimere l'atteggiamento "ribelle" del famigliare, la violenza aveva stimolato l'uomo a parlare sulle attività illecite dei Bagheria e minacciando a sua volta vendetta. Dalle indagini emerge che le attività di Cosa Nostra in zona erano controllate attraverso un racket che obbligava gli stessi spacciatori e imprenditori ad attenersi al pagamento di una quota fissa per ottenere la "autorizzazione" a operare sul territorio.

Tra gli arrestati c'è anche un imprenditore edile, Carmelo Fricano, detto 'Mezzo chilo'. In passato già altri testimoni avevano indicato l'uomo come prestanome del boss del clan dei Bagheria. "Le risultanze investigative dell’indagine 'Persefone', hanno detto gli investigatori. hanno consentito di raccogliere una serie di elementi di indubbia capacità probatoria circa la sussistenza a carico di Fricano di un quadro gravemente indiziario in ordine al delitto di associazione di tipo mafioso".

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