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Immanuel Kant: la Critica della Ragion Pura e l'orrore del Covid-19

Dopo provvedimenti legislativi di simile portata, può considerarsi coerente e lineare un legislatore che prevede, sempre per legge, l’obbligo vaccinale? Intanto la conta dei presunti caduti non si arresta e, semmai, cresce

Di Giancarlo Cipolla

07 Settembre 2021

Immanuel Kant: la Critica della Ragion Pura e l'orrore del Covid-19

La contrapposizione tra i c.d. “no vax” ed i “pro vax” è ormai un vero e proprio tormentone quotidiano. Non passa giorno che le pagine dei più diffusi quotidiani, e dei più frequentati social network (Facebook in primis), non riportino le più strampalate teorie degli uni o degli altri espresse sempre con uno stile da curva sud o, forse più propriamente, da Anfiteatro Flavio ai tempi dell’antica Roma.

Le tesi dei “pro vax” poggiano, sostanzialmente, sul dovere morale di tutelare la propria, quanto l’altrui, salute. Al contrario, i c.d. “no vax” si pongono tutta una serie di domande sulla reale efficacia dei vaccini da Covid 19 e sui conseguenti effetti collaterali, inclusa la morte. Le due contrapposte fazioni sembrano seguire la “logica” delle altrettanto contrapposte teorie della Ragione pura pratica e della Ragione empirica pratica di kantiana memoria, laddove la prima è la morale, è perfetta, non c'è nulla da criticare, mentre la seconda discende dall'esperienza e, quindi, può discostarsi dalla morale.

Insomma: la morale contro la ragione, il valore etico di una scelta assunta come giusta e doverosa a prescindere, da una parte, ed il senso della ragione, del dubbio, dell’analisi ragionata dall’altra. A differenza dei paladini del vaccino COVID 19, i cittadini che ne sono contrari, o comunque che nutrono qualche dubbio sulla loro effettiva efficacia (definirli “no vax” non è corretto ed è palesemente fuorviante), forse anche solo per il rispetto che è dovuto all’essere umano, non accettano di assumere lo status di cavie rispetto ad un vaccino che, inopinatamente, è sperimentale atteso che sui reali effetti di protezione o, peggio, sui relativi effetti avversi non vi è ancora alcuna garanzia.

Dell’efficacia e delle conseguenze del vaccino ne dubitano persino le case farmaceutiche che hanno preteso dal committente (Commissione europea e relativi Stati membri) tutte le manleve del caso dichiarando che la sperimentazione non è ancora conclusa e che, quindi, non si è in possesso di alcun dato che possa escludere, o anche solo circoscrivere, eventuali danni alla salute delle persone. Tanta è l’incertezza, che i contratti tra Big Pharma e gli Stati membri dell’Unione europea prevedono una serie di clausole che limitano la facoltà di ottenere risarcimenti dalle stesse. E come se ciò non bastasse, per chiudere il cerchio, oltre ad imporre ai cittadini che si sottopongono al vaccino la sottoscrizione del consenso informato, il legislatore italiano si è affrettato a prevedere anche uno scudo globale che “immunizzi” il personale addetto alla vaccinazione da qualsiasi responsabilità penale durante lo stato di emergenza da Covid-19.

Dopo provvedimenti legislativi di simile portata, può considerarsi coerente e lineare un legislatore che prevede, sempre per legge, l’obbligo vaccinale? Intanto la conta dei presunti caduti non si arresta e, semmai, cresce. I medici di base che segnalano casi sospetti di morte da vaccino sono deferiti ai vari consigli dell’ordine che, alla velocità della luce, avviano procedimenti disciplinari a carico degli eretici. Decine di migliaia di medici, non maniscalchi ma medici, rifiutano il vaccino e pretendono di operare liberamente e nel pieno rispetto dei principi che trovano fondamento nel Giuramento di Ippocrate.

In questi due drammatici anni abbiamo ascoltato tantissimi opinionisti - senza tema di smentita potremmo definirli ormai opinion leaders - che, forti dell’autorevolezza ricevuta dai media, hanno detto tutto ed il contrario di tutto (tra essi, non spiccano per numero nè i vaccinologi e nè i virologi). Nonostante le clamorose, e pluri documentate, errate previsioni delle stars del COVID all’italiana, i moderni seguaci della ragion pura pratica, fedeli al loro credo incondizionato, forti della loro fede, non hanno mai dato rilievo a quanto rappresentato da esperti del calibro di: Luc Montagnier, virologo, professore emerito dell’Istituto Pasteur, premio Nobel per la medicina; Tasuku Honjo, immunologo, premio Nobel per la medicina; Martin Kulldroff, epidemiologo all’Università di Harvard; Michael Levitt, biofisico e professore di biologia strutturale presso la Standorf University, premio Nobel per la chimica; Robert W. Malone, uno dei ricercatori che ha posto le basi teoriche e cliniche delle attuali terapie geniche (mRNA e DNA, dal Salk Institute nel 1988) etc. etc.

A differenza di chi ha il dono della fede in Big Pharma, non può rimanere che allarmato “l’infedele” che ha notizia di quanto sarebbe stato affermato da ultimo dal Dott. Robert Malone, ossia che le nanoparticelle lipidiche del vaccino COVID – che dicono al corpo di produrre la proteina spike – lascerebbero il sito di iniezione e si accumulerebbero negli organi e nei tessuti. Malone prende spunto dal controverso studio giapponese di biodistribuzione di Pfizer, reso pubblico dal dottor Byram Bridle, un immunologo virale, e con cui sarebbe dimostrato che le nanoparticelle lipidiche del vaccino non rimangono nel muscolo deltoide dove sono iniettate, ma circolando in tutto il corpo, si accumulerebbero in grandi concentrazioni in organi e tessuti, tra cui la milza, il midollo osseo, il fegato, le ghiandole surrenali e – in “concentrazioni piuttosto elevate” – nelle ovaie (tesi e documento smentito dal sito bufale.net). Malone evidenzia anche la mancanza di studi adeguati sugli animali per i nuovi vaccini mRNA, e valorizza la teoria, sostenuta dal virologo Geert Vanden Bossche, Ph.D., secondo cui la vaccinazione di massa con i vaccini mRNA potrebbe produrre varianti sempre più trasmissibili e potenzialmente mortali.

Ciò che desta preoccupazione, ancor più delle affermazioni del Dott. Malone, è che la sua intervista sia stata inibita dal web e che, così come fatto per Montagnier e per gli altri, dello stesso ne è stata pubblicamente ridimensionata la caratura professionale. Al contrario di quanto ci si sarebbe aspettati, mai sono stati pubblicati lavori scientifici in grado di mettere in discussione gli argomenti di tutti gli “infedeli” che ancora impegnano l’intelletto nella ricerca di una potenzialmente incontrovertibile, documentata e sperimentata verità scientifica. Intanto che opinion leader, studiosi, ricercatori, virologi e vaccinologi discutono, scannandosi sulla pelle dell’umanità, secondo quanto riportato dal Financial Times “la campagna di vaccinazione di massa in Israele non sta funzionando” (analoghe supposizioni sembra si possano fare per Inghilterra), ed in Giappone è sospeso l’utilizzo di milioni di dosi di vaccino Moderna per la supposta presenza di sostanze estranee. Ed ancora, non è certo rassicurante il recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, secondo cui la proteina Spike del coronavirus potrebbe modificare alcune cellule che rivestono i capillari sanguigni del cuore. Per gli studiosi inglesi, in seguito a legame con la proteina Spike, queste cellule cardiache subirebbero una variazione funzionale, nonostante non vengano infettate.

Ultimo ma non ultimo, il rapporto Aifa, pubblicato ad agosto, "Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19, dal 27/12/2020 – 26/07/2021”, segnala che a fronte di 65.926.591 dosi complessive di vaccino inoculate vi sono state “84.322 segnalazioni di evento avverso successivo alla vaccinazione”. Lo 0,6% di queste 84.322 sarebbero decessi (506 morti in 211 giorni.) Secondo Aifa, “il rapporto descrive le segnalazioni di reazioni che sono state osservate dopo la somministrazione del vaccino. Ciò non significa che queste reazioni siano state causate dal vaccino”.

In tutto questo caos, in Italia si discute sull’obbligatorietà del vaccino contro il COVID 19 ed in molti, politici e giuristi, si sono espressi nel senso della legittimità costituzionale di una simile previsione. In effetti, i precedenti giurisprudenziali, anche della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sembrano andare in questa direzione. Sembrano, perchè a ben vedere riguardano casi completamente differenti rispetto a quello in analisi. Tutti i precedenti giurisprudenziali fanno infatti riferimento a vaccini regolarmente testati e non in fase sperimentale come quello in oggetto. Ecco dunque che anche il giurista “infedele” si ribella e, in quanto privo del dono della fede, tanto in Big Pharma quanto in coloro che ne divulgano il sacro verbo, spinto dalla Ragione empirica pratica, ritiene l’obbligo da vaccino COVID 19 gravemente lesivo dei diritti consacrati dalla Carta Costituzionale e dall’Ordinamento dell’Unione europea.

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