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Vaccinata con Pfizer ma a Dubai, ora manager italiana non può avere il Green pass

La manager Emanuela De Franchis, direttrice delle risorse umane di una multinazionale italiana e vaccinata a Dubai, ha raccontato la sua odissea al Corriere della Sera

05 Settembre 2021

Vaccinata con Pfizer ma a Dubai, ora manager italiana non può avere il Green pass

Fonte: lapresse.it

Tra i circa 5 mila lombardi "bloccati" c’è anche Emanuela De Franchis, 47 anni, direttrice delle risorse umane di una multinazionale italiana che si è vaccinata a Dubai con doppia dose Pfizer. Tuttavia, come ha raccontato lei stessa al Corriere della Sera, ora non riesce a ottenere il Green pass. "A Dubai. Mi sono vaccinata lì, dove lavoravo in smart working: prima dose ad aprile, seconda a maggio. Dubai è stata tra le prime città al mondo ad aprire alle vaccinazioni, mentre in Italia in quel periodo si potevano immunizzare solo i soggetti fragili. Ho chiesto al consolato e mi hanno suggerito di procedere, garantendomi che ci sarebbe poi stato il modo per gli italiani che tornavano in patria di registrare il tutto".

Vaccinata con Pfizer Dubai, la manager italiana senza Green pass

"Sono rientrata a giugno", ha continuato la donna. "Ho iniziato ad attivarmi sulla questione del riconoscimento a luglio. Una circolare del ministero chiarisce che i vaccinati all’estero devono trasmettere le certificazioni all’Ats di competenza. Ho portato i documenti alla Ats di Lissone. La registrazione sul fascicolo sanitario è stata immediata. Dovevo solo aspettare il codice via sms per scaricare il green pass. Ma non è mai arrivato".

E ancora: "Ho controllato sulle app e anche in farmacia. Ho chiamato il numero verde 1500 e mi hanno detto di aspettare altri 14 giorni. Ancora niente. Mi hanno comunicato che poteva esserci un problema informatico di codice, quindi che avrebbero aperto un fascicolo con la Regione: entro quattro giorni lo avrebbe preso in carico. Continuo a chiamarli per chiedere a che punto siamo: mi rispondono che hanno mandato numerosi solleciti. Ma ancora nulla".

"Ne ho dubitato, ma ho chiamato il centro vaccinale di Lissone e mi hanno inviato una mail col certificato della Regione che riporta tutte le vaccinazioni da me effettuate, di cui le due anti-Covid", continua la donna. "Il numero verde mi ha detto che secondo una circolare del ministero, in attesa del green pass, vale la registrazione sul fascicolo sanitario. Ma non tutti lo sanno: Trenitalia attraverso l’agenzia di viaggio del lavoro mi ha fatto sapere che è sufficiente; non è detto che palestre, cinema, ristoratori abbiano chiara la normativa. Ho già avuto un rifiuto in una palestra. Tutto questo impatta sulla mia produttività — prima di prendere un treno o entrare in un hotel devo sapere se posso accedervi con quel foglio — oltre ad essere frustrante: bisogna spiegare a tutti la situazione assurda in cui mi trovo e convincerli che quel certificato è valido".

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