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Mascherina a Scuola, Presidi attaccano Draghi e Bianchi: "State discriminando i non-vaccinati"

L'allarme di Giannelli (Anp): "C'è il pericolo di creare una situazione di disagio. Se tra 25 studenti ce n'è solo uno non immunizzato, come si sentirà?"

03 Settembre 2021

Scuola, Presidi attaccano Draghi e Bianchi: "Non vanno discriminati i non vaccinati"

Fonte: lapresse.it

In una surreale, e a tratti spaventosa, conferenza stampa di Mario Draghi, il premier ha aperto all'obbligo vaccinale. Ma non è finita: a un certo punto è intervenuto il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi che, con uno squallido mezzuccio, prova a "convincere" tutti gli alunni a vaccinarsi asserendo che "se in una classe sono tutti vaccinati, gli studenti potranno togliersi la mascherina". Fermo restando che ci stanno ripetendo da mesi che la mascherina è essenziale e obbligatoria anche con il vaccino, le parole del Ministro suonano come uno spaventoso ricatto. Infatti, sono il frutto di una bieca strategia per portare pressione a chi non vuole (legittimamente) vaccinarsi

Scuola, Presidi contro Draghi: "Discriminazione per non-vaccinati"

A dare l'allarme sulle possibili (anzi, certe) discriminazioni che andranno in scena all'interno degli edifici scolastici è stato il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli. "Nelle classi ci sarà sempre qualcuno di non vaccinato. E questo creerà una situazione di disagio, con il rischio di emarginazione da parte dei ragazzi che vorrebbero levare la mascherina". "Si pensi, per esempio, se in una classe di 25 studenti c'è solo uno senza vaccino - sottolinea -, come si sentirà questo ragazzo?".

E ancora: "Fermo restando che aspiriamo tutti a tornare a una situazione di normalità, resta il fatto che né i dirigenti né i docenti possono avere informazioni sullo stato di vaccinazione di un alunno. Come facciamo dunque a saperlo?". "Si potrebbe ovviare con una super app, come quella che dovrà essere varata per i docenti, con cui si può sapere quali sono le classi completamente vaccinate senza dover chiedere a ognuno certificati o documentazioni", conclude il presidente dell'Anp.

Ma dubbi sull'operato del Governo arrivano anche dall'interno dello stesso Governo. Il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso asserisce: "Mi permetto di sollevare delle questioni pratiche. Intanto ci sono classi in cui sono presenti contemporaneamente minori di 12 anni, che non hanno la possibilità di vaccinarsi non esistendo un protocollo approvato per i più piccoli, e ragazzi più grandi: in questo caso, quindi, l'abbassamento delle mascherine non sarebbe comunque possibile e si rischierebbe di creare gruppi contrapposti di studenti". Altra criticità - prosegue il sottosegretario leghista — è il rischio che "i compagni indichino un alunno come responsabile dell'obbligo delle mascherine, creando una potenziale situazione di bullismo o discriminazione".

Infine a parlare è stata la sottosegretaria all'Istruzione Barbara Floridia: "Condivido l'obiettivo. Non credo possa entrare in vigore nell'immediato perché sono necessarie ulteriori valutazioni e va sempre considerato l'andamento dei contagi". "Il mio timore è che si possano creare discriminazioni tra gli studenti non essendo possibile, a normativa vigente, sapere se gli studenti e le studentesse siano vaccinati o meno e soprattutto non possiamo rischiare di vanificare gli sforzi che abbiamo profuso per portare i ragazzi in presenza per l'intero anno scolastico".

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