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Pesci morti nel Tevere: analisi nella norma, ma rebus su chi li deve togliere

Il fenomeno è accaduto più volte anche lo scorso anno, e sempre nella stessa zona. Ma il vero mistero è chi provvederà a rimuovere le carcasse

02 Settembre 2021

Pesci morti nel Tevere: analisi nella norma, ma rebus su chi li deve togliere

Immagini da film dell'orrore, quelle che si sono visti davanti i cittadini di Roma vedendo i pesci morti nel Tevere. Un mistero su cui ora interviene l'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa), mostrando un primo quadro delle analisi sulle acque della capitale. Il rebus vero, però, rimane quello delle responsabilità di chi dovrà occuparsi della bonifica, anche perché il fatto accade a poche ore dalle polemiche intorno al caso dei cinghiali tra la spazzatura.

Pesci morti nel Tevere: le prime ipotesi

Dopo un primo giro di analisi sulle acque dove sono stati rinvenuti i pesci morti, l'Arpa rassicura: "I dati provvisori e le misure effettuate in campo non hanno evidenziato fino al momento particolari criticità. Infatti le misure in campo hanno mostrato una normale presenza di ossigeno disciolto e le analisi chimiche e microbiologiche non si discostano in modo significativo dai dati generalmente riscontrati durante le attività di monitoraggio del fiume. In particolare i parametri: ammoniaca non ionizzata, cianuri, e anche il carico di materiale organico appaiono sostanzialmente nella norma."

L'evento che ha inaugurato il mese di settembre nella Capitale non è però l'unico della serie. Nello stesso tratto di fiume, come evidenzia l'Arpa, si sono verificati fenomeni simili e tutti in concomitanza con giornate caratterizzate da forti precipitazioni. Nella nota diffusa dall'Agenzia emerge infatti che "i due eventi (30-31 maggio 2020 e 4-5 luglio 2020) sono intervenuti in giorni immediatamente successivi a intensi fenomeni piovosi preceduti da un periodo di relativa siccità. Anche quest’anno la moria ittica è avvenuta a circa 48 ore di distanza da intense piogge cadute dopo un periodo di siccità e di relativa magra in termini di portata del fiume." "Pertanto è possibile, conclude il comunicato, ipotizzare un meccanismo simile a quello descritto lo scorso anno: dopo un periodo di siccità, intense ed improvvise precipitazioni possono in breve tempo convogliare nel corpo idrico recettore una notevole quantità di sostanza organica dilavata dai terreni, fossi di scolo e piccoli tributari."

Moria di pesci nel Tevere: e, ora, chi se ne occupa?

Il vero rebus da risolvere è quello delle responsabilità di chi dovrà provvedere con la pulizia del fiume. Dopo un intenso scambio di opinioni tra i politici della Capitale, tra chi chiede l'intervento della Regione, e chi chiede la mobilitazione del Comune, ancora sembra permanere uno stallo. La sindaca Virginia Raggi è accusata di voler "rimbalzare" il problema al collega e presidente della Regione Nicola Zingaretti, mentre il problema diventa stringente.

A preoccupare i romani, infatti, è una più generale questione di salute pubblica che non può più essere rimandata, fatta di malagestione dei rifiuti e da troppi abusi (non ultimi gli scarichi illegali di sostanze dannose). L'acqua del Tevere, inoltre, entra nell'acquedotto pubblico attraverso un potabilizzatore in cui il comune detiene il 51% delle azioni insieme alla compagnia di servizi Acea, che punta ad aumentare l'offerta attingendo dal fiume. 

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