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Perugia, prostituiva il figlio con un prete per soldi. Arrestata la madre

Il parroco si trova ora in carcere con l'accusa di prostituzione minorile aggravata. Nella chat scriveva "Mi piacerebbe farlo in tre, non l'ho mai fatto"

03 Agosto 2021

Perugia, prostituiva il figlio con un prete per soldi. Arrestata la madre

Prostituiva il figlio con un prete per soldi. È accaduto a Perugia, dove la madre del minorenne manteneva i contatti con un sacerdote di stanza a Palermo per interagire in via telematica. Il sesso via chat era correlato anche di materiale pedopornografico, il tutto a vantaggio economico del genitore. Ora la madre è stata arrestata, mentre il prete si trova in carcere con gravi accuse per prostituzione minorile e pedofilia.

Perugia, prostituiva il figlio con un prete per soldi. Arrestata la madre

"A me piacerebbe fare l'amore con te e con lui insieme...che non l'ho fatto mai in tre". Questa una delle frasi scioccanti intercettate durante le indagini sul caso del minorenne prostituito dalla madre per soldi. Il parroco, un uomo di 63 anni, è stato arrestato dai Carabinieri di Termini Imerese e dalle prime ricostruzioni si evince che era "aduso a pratiche sessuali illecite".

Come scrive il gip Fabio Pilato nell'ordinanza di custodia cautelare "anche le sistematiche modalità di consumazione, la pervicacia e l’insistenza nell’avanzare le richieste, sempre dietro la prospettazione di una ricompensa economica conseguita al soddisfacimento degli istinti perversi". Il gip Pilato parla di "rapporti intrattenuti dal parroco con i soggetti minori coinvolti nelle sue trame", e di "paradigma della sequenza criminale, costituita dalle richieste di prestazioni sessuali - essenzialmente incentrate su filmati e videochat -, in cambio della dazione di danaro".

Secondo quanto riportato dal gip, il sacerdote "ha saputo impostare un gioco psicologico di dipendenza, ed anche di affetto inducendo in tentazione i ragazzini con le ricompense economiche, e così approfittando delle umili origini e della situazione di bisogno". Il soggetto attuava un "perverso modus operandi" in "totale spregio dei principi di etica e di religiosità che dovrebbero ispirare il suo comportamento", continua la deposizione, che non si risparmia nell'accusa del 63enne. La pratica si estendeva anche ad altri minorenni, quindi. Il sacerdote avrebbe utilizzato anche i soldi delle offerte dei fedeli secondo quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare a carico del religioso e della madre di uno dei ragazzini.

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