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Green Pass, a Milano i primi cartelli da 'shoah': "Non hai il vaccino? Fott..."

È divisione sociale tra chi approva il green pass e chi vorrebbe essere libero di frequentare i locali. Ma alcuni ristoratori esagerano

28 Luglio 2021

Green pass e ristoranti

Fonte: Instagram @iltascaelabodega

Green pass, vaccino e ristoratori, una miscela esplosiva dal potenziale inaspettato. Fa scalpore oggi a Milano l'insulto nel cartello affisso da un locale in Corso di Porta Ticinese che accetta solo chi è vaccinato. Con toni coloriti e senza spazio per l'immaginazione: sei vaccinato? Puoi entrare nel locale. Non sei vaccinato? Vai a quel paese. È polemica su Instagram, dove la pagina ufficiale del localino milanese ha pubblicato senza vergogna lo screenshot del cartello. C'è chi approva la misura e chi inneggia alla "dittatura sanitaria".

Follia da Green Pass, a Milano il ristoratore insulta: "non hai il vaccino? Fott..."

Si pensava che la prima fase della pandemia avesse tirato fuori il peggio di noi e che a un anno e mezzo dal lockdown che ha sconvolto l'Italia ci fossimo lasciati alle spalle l'odio e la paura. Ma la situazione che le controversie legate al vaccino e all'obbligo di green pass stanno creando vanno ben oltre il semplice timore, e tra i cittadini è divisione sociale. Si è parlato molto in queste settimane di senso civico, di correttezza, di salvaguardia del bene comune. Dal Governo, poi, una nuova misura che sconvolgerà per l'ennesima volte le nostre vite: a partire dal 6 agosto sarà obbligatorio il codice Covid digitale per accedere a ristoranti, bar e moltissimi luoghi al chiuso.

Inevitabile dunque che tra la gente ci sia stato qualche clamore. Diviso è anche l'atteggiamento dei ristoratori. Se in molti sono scesi in piazza per protestare alle nuove misure, ritenendo che di fatto mettano in ginocchio il settore della ristorazione, già in crisi da molto tempo per la pandemia, dall'altra c'è chi ha preso una posizione inaspettata. Contrariamente alle aspettative infatti, c'è chi, tra i ristoratori, il green pass lo vuole eccome. È quanto successo alla Bodega del Tasca a Milano, in Corso di Porta Ticinese, dove il proprietario del noto localino ha affisso un cartello ingiurioso sulla porta principale. L'avviso legge: "Covid Free. Sei vaccinato? Prego, puoi entrare, non lo sei? Fottiti".

Questo il messaggio lanciato dal Tasca, che dopo il "No vax no drink" sta diventando il nuovo motto in supporto alla restrizione del green pass obbligatorio. Una mossa che prende una posizione critica verso chi sceglie di non vaccinarsi ma anche e soprattutto discrimina chi, per diversi motivi, non può fare il vaccino o non lo ha ancora fatto per ragioni burocratiche.

Follia da Green Pass, "No vaccino, no party". Furia sui social

Non ha rimorsi il proprietario del locale, Erwan Maze, 50 anni, che nelle ultime ore ha difeso su Instagram la sua posizione, chiedendo ai clienti di vaccinarsi. Secondo il ristoratore chi non si vaccina sarebbe "da prendere a bastonate" e la sua decisione in materia di chi fare entrare nel locale sarebbe completamente legittima. Un locale "Covid Free", così lo ha chiamato, ma come puntualizzato da diversi utenti sui social, non è detto che chi è vaccinato contro il Covid non sia un pericolo per le altre persone, o che non sia a rischio di contagiarsi.

È rabbia sui social media e sono in molti ad avere minacciato il gestore e i camerieri del locale. Qualcuno lo chiama "effetto Draghi", altri protestano contro la "dittatura sanitaria". In un commento particolarmente seguito si legge "Potete pure chiudere e andare alla Caritas, siete venduti servi dello stato". Piovono anche le recensioni negative su Google, fondamentali per qualsiasi locale per rimanere a galla, soprattutto in tempi di crisi. "Sei un codardo e un vile, farò una recensione negativa così da farti chiudere", è il commento di un utente su Instagram. E ancora: "Non vedo l'ora che fallisca il locale".

Di contro però, anche diversi commenti positivi e c'è chi ritiene giusta la misura presa dal ristoratore. Secondo i clienti a favore, si tratta di un modo per salvaguardare la sicurezza di chi vuole proteggersi contro il Covid e ha già fatto il vaccino. Dal canto suo, il gestore Maze non teme per la propria attività e rivendica la libertà di opinione visto che viviamo in una democrazia.

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