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Coldiretti: Green pass obbligatorio per lavoro mette a rischio la stagione

Per l'associazione i nuovi obblighi mettono a rischio l'approvvigionamento alimentare del nostro paese

21 Luglio 2021

supermercato spesa

Green pass sul posto di lavoro? Dopo la proposta emersa tra gli ambienti di Confindustria, Coldiretti avverte in un comunicato che una misura simile "mette a rischio la stagione". È quanto si legge oggi mercoledì 21 luglio sul sito dell'associazione di categoria per il primo settore. Tra i problemi sul tavolo: tempi della burocrazia, lavoratori stranieri e la drammatica coincidenza del calo della manodopera con gli eventi atmosferici estremi che stanno abbattendo la produzione.

Coldiretti: Green pass obbligatorio per lavoro mette a rischio la stagione

Nel comunicato si legge: "L’obbligo del Green pass sul lavoro mette a rischio le forniture alimentari del Paese in una situazione in cui solo la metà della popolazione è completamente vaccinata e grandi difficoltà ci sono per l’arrivo di stagionali dall’estero dai quali dipende un quarto dei raccolti Made in Italy." Il messaggio di Coldiretti ha a che vedere soprattutto con i tempi: nelle campagne è in piena attività la raccolta di frutta e verdura, mentre tra poche settimane inizierà la vendemmia. Per le aziende agricole si tratta di appuntamenti non rinviabili che riguardano prodotti altamente deperibili.

In aggiunta, si nota nel comunicato, la stretta sui lavoratori rischia di distruggere parte della produzione, già duramente colpita dagli effetti del maltempo. I dati di Coldiretti dipingono un quadro drammatico del settore, che ha visto ridurre drammaticamente le produzioni nazionali con cali, rispetto alle normali annate, che vanno dal 30% per le ciliegie al 40% per le pesche e nettarine, per arrivare al 50% per le albicocche. Tu rispetto ad una annata normale, secondo l’analisi della Coldiretti.

Coldiretti: Green pass problema per gli stagionali

Coldiretti ricorda che per la vendemmia, che inizia tradizionalmente a settembre, serviranno 200mila lavoratori solo per la raccolta. Preoccupano, quindi, le difficoltà per l’arrivo in Italia di molti lavoratori dall’estero. Più di un quarto del Made in Italy a tavola arriva nella filiera grazie al lavoro degli stagionali dall'estero, con 368 mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.

Nella maggior parte dei casi si tratta di lavoratori che spesso collaborano da anni con le aziende italiane per garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole, attraversando il confine per poi tornare nel proprio Paese. Secondo i dati dichiarati dall'Inail, il lavoro in campagna ha segnalato appena lo 0,3% degli infortuni da Covid19. Sarebbe inoltre un ambiente di lavoro più sicuro, dichiara Coldiretti,  grazie all’attività all’aperto e alla possibilità di mantenere il distanziamento. I dati sulle denunce complessive di infortunio da Covid al 31 maggio 2021 evidenziano come la percentuale più bassa di contagi tra le diverse attività si sia verificata proprio in agricoltura.

Nel primo settore, inoltre, non si è mai smesso di lavorare durante l’anno per garantire le forniture alimentari al Paese: ciononostante l'incidenza dei contagi è apparsa minima rispetto alle altre categorie.. "A garantire le forniture alimentari alla popolazione, conclude il comunicato di Coldiretti, "sono 3,6 milioni di lavoratori impegnati in oltre un milione di realtà divise tra 740 mila aziende agricole, 70 mila industrie alimentari e 230 mila punti vendita, tra ipermercati (911) supermercati (21.101), discount alimentari (1.716), minimercati (70081 e altri negozi (138 mila)".

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