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Covid, Governo pronto a varare nuove restrizioni: ma i numeri (veri) non le giustificano

La cabina di regia a cui seguirà il Consiglio dei ministri potrebbe slittare a giovedì. Parametri al rialzo, ma economia in pericolo

20 Luglio 2021

Nuovi parametri per le fasce di rischio e proroga stato di emergenza: tutti i problemi del ritorno alle chiusure

La cabina di regia e il Consiglio dei ministri per determinare i parametri per le fasce di rischio e definire la proroga dello stato di emergenza previste per mercoledì 21 luglio potrebbero slittare a giovedì 22. Sono tanti i problemi e le criticità sul tavolo, mentre si teme il ritorno alle chiusure dopo l'ubriacatura degli assembramenti per la vittoria dell'Italia agli Europei di calcio.

Lo studio del Governo per regolare la vita pubblica dei cittadini italiani è ancora incerto, e la "via italiana" del Green pass sembra prendere strade diverse e su più livelli. L'idea al vaglio della Cabina di regia è di usare il pass con la prima dose per entrare nei luoghi al chiuso, mentre i grandi eventi richiederanno maggiore attenzione. Ma nel frattempo, cresce la paura del ritorno alla zona gialla, dove il tam tam mediatico contribuisce all'incertezza sulle settimane a venire.

Nuovi parametri per le fasce di rischio e proroga stato di emergenza: tutti i problemi del ritorno alle chiusure

Secondo le prime indiscrezioni, il ritorno alla zona gialla potrebbe essere determinato dall'occupazione al 15% per le terapie intensive e del 20% per i ricoveri nei reparti ordinari. Dalla riunione del gruppo di lavoro è emerso, quindi, un rialzo delle stime rispetto alle cifre precedenti. Le prime indicazioni per definire i profili di rischio parlavano di un’occupazione delle terapie intensive superiore al 5% dei posti letto a disposizione e quella dei reparti ordinari superiore al 10% per definire il passaggio in zona gialla.

L'ipotesi ora, come si apprende da ambienti dello stesso tavolo a cui partecipano tecnici del ministero della Salute, delle Regioni e dell'Iss,  rappresenterebbe un compromesso rispetto alle soglie allo studio in un primo momento. Con la ridefinizione dei parametri però si stabilirà, inoltre, un numero minimo di tamponi da eseguire ogni settimana.

Nuovi parametri per le fasce di rischio e proroga stato di emergenza: tutti i problemi del ritorno alle chiusure

Lo spettro della zona gialla sta già pesando sulle borse, che ha determinato un vero e proprio lunedì nero nella giornata di ieri, 19 luglio. Ma la preoccupazione non riguarda solo gli italiani: profondo rosso anche per le borse asiatiche, influenzate dal crollo dei mercati europei e statunitensi di questi giorni.

Secondo i dati forniti dalla Protezione civile nel suo bollettino quotidiano, i casi ci sono ma la curva dei contagi e delle ospedalizzazioni è stabile. In Italia le persone positive al coronavirus, compresi guariti e deceduti, sono 244.624. Le vittime, in totale, sono 35.058. Solo 13 i decessi registrati nelle ultime 24 ore. Il totale dei positivi, compresi morti e guariti, registra un incremento di 190 casi, in calo rispetto ai contagi registrati nella giornata di ieri, ovvero 219. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 47, due 2 in meno rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi sono 745 (+2 rispetto a ieri). 11.612 invece le persone in isolamento domiciliare (in calo di 36 unità). I tamponi, al contrario, sono al momento 6.262.302, un aumento di 24.253 rispetto al giorno precedente.

Covid in Italia, Speranza dà i numeri

"Siamo in una fase in cui l'epidemia" di Covid-19, ha detto il Ministro della Salute Roberto Speranza, per il quale "è un errore pensare che sia passata". "I numeri sono in crescita", dice poi, dimenticando però anche lui di contestualizzare i numeri. La Lombardia, per esempio, ha sì 200 nuovi contagi, ma gli abitanti della Regione sono più di dieci milioni. Dunque i contagi riguardano solo una piccola parte dei cittadini lombardi. Va da se, quindi, che per uscire dalla pandemia non servono certo nuove restrizioni, nuovo chiusure arbitrarie e dittatoriali, ma basterebbe aumentare le terapie intensive per i pochi, tra i contagiati, che rischiano la vita per colpa del Covid, la cui Salute è sempre e comunque da tutelare.

"Guardiamo alla Spagna, all'Olanda e al Regno Unito, ma anche la Francia che ha superato 18mia casi", continua Speranza, che sembra aver dimenticato l'unico motivo per il quale è stato chiamato a Ministro della Salute: il suo cognome. Per colpa di questa "dimenticanza", continua a far paura agli italiani, senza spiegare gli effettivi numeri, continuando a provocare ondate di panico, di intolleranza verso chi non si è vaccinato e continui crolli delle borse, che a loro volta si tradurranno nel proseguo della crisi economica attualmente in corso. "Il vaccino è essenziale anche sotto i 40 anni", conclude Speranza. "I nostri scienziati lo raccomandano fortemente anche sotto i 40 nelle fasce autorizzate dalle agenzie regolatorie". Infine una frase in merito del Green Pass: "Questa mattina alle 7 erano stati scaricati oltre 36 milioni di certificati verdi digitali".

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