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Invalsi 2021, 1 studente su 2 ha gravi carenze: i danni della Dad

Alle superiori il 44% degli studenti è impreparato in italiano, il 51% in matematica: i rapporti preoccupanti sugli effetti della Dad in Italia

14 Luglio 2021

Invalsi 2021, 1 studente su 2 ha gravi carenze: i danni della Dad

Manifestazione anti-Dad (fonte Lapresse)

Il fatto che la Dad abbia causato più danni che benefici è ormai un dato certo, ma questa volta a testimoniarlo nero su bianco sono i risultati del Rapporto Invalsi 2021. Dal report emerge chiaramente che la didattica a distanza ha avuto conseguenze disastrose sugli studenti: 1 ragazzo su 2 presenta ancora gravi mancanze nelle principali materie scolastiche.

Invalsi 2021, 1 studente su 2 ha gravi carenze: i danni della Dad

É addirittura del 39% la percentuale di alunni delle scuole medie che non ha raggiunto risultati adeguati in italiano e del ben 45% in matematica. Dati preoccupanti anche per le scuole superiori: il 44% dei giovani risulta impreparato in italiano e il 51% in matematica. La Dad sembra avere fatto maggiori danni soprattutto nelle Regioni del Sud Italia, dove - sempre secondo quanto emerge dal report sugli invalsi 2021 - superano la metà quegli studenti che non raggiungono la soglia minima di competenze in italiano.

Raggiunti picchi massimi in Campania e Calabria, entrambe con il 64% dei ragazzi con gravi carenze in italiano. Seguono Puglia (59%), Sicilia (57%), Sardegna (53%) e Abruzzo (50%). In Campania invece il 73% degli studenti è sotto il livello minimo di competenza in matematica, in Sicilia 70% e in Puglia 69%. Il calo è comunque generalizzato da Nord a Sud della Penisola. A salvarsi è solo la Provincia autonoma di Trento, che rimane sempre sopra la media.

Il numero di studenti con gravi lacune disciplinari cresce in particolar modo tra i ragazzi svantaggiati dal punto di vista sociale, come ad esempio gli immigrati. Sono circa 40mila i giovani tra i 18 e i 19 anni che escono da scuola impreparati, quindi il 9,5%. Tale percentuale è senza dubbio aumentata nell'anno del Covid. "Sono la metà della città di Ferrara - fa notare il responsabile nazionale delle prove Invalsi 2021 Roberto Ricci - e un terzo di Modena".

"La bocciatura non cambia le cose - continua - ma è più funzionale all'organizzazione della scuola che alle competenze. I dati dicono che anche gli studenti che hanno avuto una bocciatura, continuano ad avere esiti sensibilmente più bassi di chi non è stato bocciato, dunque la bocciatura non è la soluzione. La sfida credo sia cercare risposte alternative, che sono già tutte nell'ordinamento vigente. Il tempo che è trascorso - conclude infine Ricci - non lo recuperiamo con la bacchetta magica, ma usare questi dati può aiutare a prendere decisioni da calare nella realtà". Cosa aspetta allora il Governo a dire addio per sempre alla Dad?

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