Mercoledì, 04 Agosto 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Covid, rischio zona gialla in Veneto? Zaia dice no a nuove restrizioni

Il presidente della Regione Veneto risponde al potenziale rischio di una nuova ondata di contagi, niente panico e stop alle restrizioni

13 Luglio 2021

Draghi premier, Zaia

Fonte: lapresse.it

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha commentato la nuova ondata di casi di Covid-19 e la possibilità del cambio in zona gialla previsto per alcune regioni del nord Italia. Secondo il governatore del Veneto anche di fronte a un cambio di colore da zona bianca a zona gialla non sarà necessario implementare nuove restrizioni e misure che possano limitare la libertà dei cittadini. La nuova ondata di contagi che potrebbe secondo le ultime statistiche caratterizzare i prossimi giorni non sarà infatti un pericolo per il sistema sanitario italiano, che grazie all'andamento stabile della campagna vaccinale è finalmente tornato a respirare.

Covid, rischio zona gialla in Veneto? Zaia: "Sanità pubblica non è a rischio"

Il governatore del Veneto Luca Zaia non è preoccupato: anche con l'aumento di casi di Covid-19 il sistema sanitario della regione sarà in grado di resistere. Lo ha spiegato nella mattinata di martedì 13 luglio in un punto stampa dedicato all'emergenza Covid. Secondo quanto dichiarato da Zaia, i ricoveri sono ancora troppo pochi e non costituiscono una preoccupazione seria. "No a nuove restrizioni con pochi ricoveri", ha affermato il governatore del Veneto nel punto stampa. Come da dcpm, i cittadini che si trovano in zona gialla sono soggetti a limitazioni legate agli spostamenti e devono attenersi a misure contenitive quali coprifuoco per i locali, chiusura dei ristoranti, mascherine all'aperto e all'interno. Tutte quelle misure di cui l'Italia intera si è liberata a fatica e che adesso sembrano venire vanificate nel nome di qualche contagio in più.

Ma Zaia non ci sta. Per il presidente della Regione i numeri sono troppo deboli per giustificare un'ennesima chiusura e nuove restrizioni per gli italiani. Nel punto stampa a proposito ha dichiarato: "Di fronte ad un aumento del numero di casi asintomatici che è il fenomeno di questi giorni non possiamo pensare a misure di sanità pubblica come quando le strutture ospedaliere erano al collasso. Oggi in Veneto abbiamo solo 249 ricoveri di malati Covid di cui 16 in terapia intensiva". Respira la terapia intensiva e il sistema sanitario è solido, per Zaia, non ci sono dubbi: non si può tornare indietro ai tempi di inizio pandemia.

Covid, Zaia contro le restrizioni anti-Covid

Zaia conta sui numeri come vero parametro per definire l'emergenza. Per il governatore del veneto non sono gli asintomatici a preoccupare ma un eventuale pressione al sistema sanitario regionale. In base ai dati odierni, ha spiegato, la condizione degli ospedali è stabile e non c'è dunque bisogno di allarmarsi o pensare a nuove misure restrittive. "Questa settimana potremmo avere un’incidenza di 25-30 casi ogni 100.000 abitanti ma non siamo preoccupati - ha detto Zaia - a noi interessa l’ospedalizzazione, che è il vero parametro. Lo scenario è oggettivamente cambiato, qualche riflessione va fatta e bisogna capire che sono cambiati molti fattori". 

Scenario diverso dopo un anno e mezzo di pandemia. Per Zaia non si possono utilizzare gli stessi parametri ed è ingiusto creare il panico tra i cittadini. "Davanti ad un fenomeno che oggi è sostanzialmente rappresentato da asintomatici non possiamo pensare che possano scattare misure di sanità pubblica tipiche di contesti in cui gli ospedali erano al collasso", ha detto Zaia, "oggi la situazione in ospedale è assolutamente sostenibile", ha proseguito.

Covid, zona gialla per il Veneto? Zaia: "Niente preoccupazioni, ma non è liberi tutti"

Nessuna preoccupazione, ma sempre restando prudenti. Il governatore del Veneto conclude la conferenza stampa facendo un ricapitolo della situazione varianti e quarantene, invitando i cittadini del Veneto a godersi l'estate ma con intelligenza. "E’ innegabile che lo scenario sia cambiato nuovamente, questa è materia di scienziati. Oggi ci si infetta con maggiore velocità ma si va meno in ospedale: questo non significa certo 'liberi tutti'. C'è il rischio di grandissimi numeri che abbiano effetti sull’ospedalizzazione, c’è il rischio per i non vaccinati, che possono finire in terapia intensiva. E c’è poi il rischio di quarantene, secondo il piano nazionale di sanità pubblica, rischiamo di chiudere un paese per una mole paurosa di asintomatici".

Commenti moderati anche sulla variante Delta, che sta attanagliando diversi paesi europei. A tale proposito Zaia ha dichiarato: "Arriveremo al 70% di variante Delta sui positivi. Abbiamo proiezioni su tassi di ospedalizzazione più bassi rispetto al passato. Abbiamo la certezza che spingendo con le vaccinazioni possiamo mettere in sicurezza la popolazione: l’ospite ideale del virus è nella fascia 15-24 anni, con effetti per fortuna diversi rispetto a quando il virus colpiva soprattutto gli over 60, è una materia delicata perché la vaccinazione è su base volontaria, i minorenni sono anche sotto tutela dei genitori: e ogni famiglia deciderà come comportarsi e se vaccinare o meno i propri figli".

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x