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Mafia, arresti nella notte: incastrati dalle lotte tra bande

Spaccio, estorsione e aggressioni: finisce così l'indagine durata 5 anni sulla rete camorrista

13 Luglio 2021

Mafia, arresti nella notte: incastrati dalle lotte tra bande

Mafia, arresti nella notte: incastrati dalle lotte tra bande

Mafia, arresti nella notte: incastrati dalle lotte tra bande

Gli arresti sono avvenuti tutti nella notte tra il 12 e il 13 luglio e in sette luoghi diversi: Acerra (Napoli), Caivano (Napoli), Napoli, San Gimignano (Siena), Benevento, Cosenza e Siracusa. A eseguire le operazioni, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Il Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito il provvedimento cautelare nei confronti, complessivamente, di 26 indagati gravemente indiziati, a vario titolo, di "associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, alle estorsioni aggravate dal metodo mafioso, nonché alla commissione di reati in materia di armi, contro il patrimonio e la persona". Ora 22 di loro si trovano in carcere, mentre 4 rimarranno agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Le indagini, svolte dai Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna e coordinate dalla Dda partenopea, hanno seguito per anni le dinamiche della criminalità organizzata attiva sul territorio del comune di Acerra. Tra gli interessi del gruppo mafioso, la commercializzazione di sostanze stupefacenti come Cocaina, Hashish e Marijuana. A incastrarli? Proprio la lotta tra bande, che ha portato ad arrestare entrambe le due formazioni criminali emerse nel corso delle indagini. Si tratta del gruppo criminale "Di Buono" (cc.dd. “Marcianisielli”) ed il gruppo avverso dei "Lombardi", entrambi operanti nel grande centro campano.

Mafia, arresti nella notte: incastrati dalle lotte tra bande

Le indagini sono iniziate nel 2016 e mettevano sotto la lente dell'Arma le evidenze circa l’operatività criminale dei gruppi "Di Buono" e "Lombardi". Le ricerche hanno anche evidenziato le dinamiche organizzative di tre distinte "piazze di spaccio", attivate nel comune di Acerra. Le aree designate si trovavano nei quartieri popolari Ice Snei, Parco dei Napoletani e Piazzale dei Martiri.

A far scattare le indagini è stato un omicidio avvenuto in Acerra il 19 settembre 2015 da parte un pregiudicato del luogo. L'uomo, al tempo 57enne, era legato al gruppo criminale "Lombardi" e stava operando per minare gli interessi del clan rivale "Di Buono". A loro volta tra i "Di Buono" era emerso un testimone chiave e divenuto collaboratore di giustizia. Il caso aveva destato particolare clamore per la crudeltà dell'operazione: i due autori materiali, avvicinatisi alla vittima in sella ad uno scooter, le avevano sparato un colpo di arma da fuoco alla testa mentre questa si trovava seduta su di una panchina nel pieno centro cittadino. L’episodio ha fatto emergere per la prima volta le dinamiche intestine alle due bande rivali, inizialmente strette da vincoli di collaborazione.

Un secondo agguato avvenuto il 13 aprile 2016 ad Acerra aveva confermato i sospetti dell'Arma. Sferrato sempre a colpi d’arma da fuoco, veniva messo in atto da uno degli indagati (insieme ad un altro soggetto non identificato) a danno di un pregiudicato del luogo. La vittima, all'epoca 21enne, non era morto ma rimasto gravemente ferito. L’episodio, come ricostruito dagli investigatori, era maturato nel contesto legato alla lotta per il predominio sulle "piazze di spaccio" della città campana. In aggiunta, alcuni episodi di estorsioni nei confronti di ditte locali avevano evidenziato le dinamiche di antagonismo tra le due bande, impegnate entrambe anche nei settori della produzione e rivendita di calcestruzzi, siderurgico e della bonifica ambientale. 

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