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Raffaella Carrà aveva lasciato il lavoro per il Covid: "Non esco più, meglio non lavorare"

La showgirl aveva tantissima paura del Covid. Lo aveva raccontato nell'ultima intervista: "Non esco, ho troppa paura. Dovevo incontrare Achille Lauro, Tiziano Ferro, Mika e Emma ma ho preferito fermarmi"

05 Luglio 2021

Raffaella Carrà

Raffaella Carrà (foto LaPresse)

Raffaella Carrà aveva moltissima paura del Covid: proprio durante la pandemia aveva lasciato il lavoro. Il timore dei contagi aveva portato la nota showgirl ad interrompere la terza edizione di "A raccontare comincia tu", su Rai 3. Raffaella Carrà avrebbe dovuto intervistare Achille Lauro e poi sarebbe dovuta andare negli Stati Uniti per incontrare Mika e Tiziano Ferro. Decise però di non farlo. Ecco che cosa ha rivelato nella sua ultima intervista.

Raffaella Carrà ultima intervista, la paura del Covid: "Meglio non lavorare"

"Ho avuto e ho molta paura", aveva rivelato Raffaella Carrà nell'ultima intervista al Corriere della Sera parlando del Covid. "Non esco e così questo 2020 è diventato un anno sabbatico - aveva aggiunto - anche perché io non sopporto l’idea di lavorare con le distanze o con le mascherine. Meglio non lavorare. Nella prime due edizioni del programma A raccontare comincia tu ho passeggiato e sono andata in tram con la Littizzetto. Con Loretta Goggi ci siamo divertite come due matte sulla macchinetta del golf. Io gli incontri seduti tutti immobili non ce la faccio a farli".

"A raccontare comincia tu" è stato proprio l'ultimo programma condotto da Raffaella Carrà su Rai 3. Le prime due edizioni avevano avuto un grandissimo successo, ma la terza è stata interrotta proprio a causa della pandemia. Raffaella Carrà avrebbe dovuto intervistare Achille Lauro e sarebbe poi dovuta andare negli Stati Uniti per incontrare Mika e Tiziano Ferro. "Con lui ho un rapporto bellissimo", aveva confessato la Carrà a proposito di quest'ultimo.

"Era la seconda metà di febbraio - aveva raccontato la Carrà nell'intervista - sento qualcosa in televisione e avverto dentro una strana inquietudine. Chiamo Rai3 e dico: questo programma non si può fare, è troppo pericoloso. Non me la sento. Sono stata irremovibile. Ho detto a Sergio: Sergio, non ce la faccio, se si ammala uno di noi è il disastro. Dopo una settimana è scoppiata la pandemia, poi si è chiusa l’Italia. Ho avuto fiuto. Mi dispiace che prima degli altri ho tolto lavoro a tante persone. Ma forse ho fatto del bene".

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