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Vaticano: decreto: "A settembre Marogna passò notte in palazzo di Becciu, entrò con valigia"

Le ultime rivelazioni sullo scandalo del palazzo di Sloane Avenue a Londra

04 Luglio 2021

Vaticano: decreto: "A settembre Marogna passò notte in palazzo di Becciu, entrò con valigia"

Riguardo allo scandalo del palazzo di Sloane Avenue a Londra, il Vaticano ha deciso di mandare a processo l'ex Sostituto della Segreteria di Stato, il cardinale 'dimissionato' Angelo Becciu, e altri 9 il prossimo 27 luglio. Sono quindi 10 in tutto, tra laici ed ecclesiastici, le persone che verranno sottoposte a giudizio. 

Il cardinale Angelo Becciu avrebbe mantenuto i contatti con Cecilia Marogna anche dopo aver appreso delle accuse dagli inquirenti vaticani nei suoi confronti, e questo è uno degli elementi che fa ritenere ai magistrati che non ci sia stato alcun tradimento di fiducia da parte della Marogna nei confronti del cardinale, e che Becciu non possa "non essere ritenuto responsabile di questo ennesimo atto di distrazione di risorse pubbliche", in relazione ai 575mila euro della Segreteria di Stato che sarebbero stati spesi in beni di lusso dalla manager cagliaritana. È la convinzione espressa dagli inquirenti nel decreto di citazione a giudizio.

A dimostrare tali rapporti è una relazione di servizio redatta nell’ambito dei compiti di tutela della sicurezza dal Corpo della Gendarmeria in cui si documenta tra l'altro la presenza della Marogna, dalle 19 del 16 settembre 2020 alle 11.49 del 17 settembre 2020 "all’interno del palazzo del Sant’Uffizio dove è ubicata, tra le altre, l’abitazione privata di Sua Eccellenza Reverendissima Angelo Becciu", palazzo dove dunque la manager passa anche la notte.

"L’atteggiamento della donna, immortalata nel momento in cui faceva ingresso nel palazzo con una valigia, fanno intendere - osservano gli inquirenti vaticani - un rapporto tra il porporato e la sedicente esperta di geopolitica ben consolidato e rimasto inalterato anche dopo che Mons. Alberto Perlasca, dopo l’interrogatorio del 29-4-2020, aveva informato il porporato dei sospetti che all’epoca gli inquirenti avanzavano sulla donna".

Vaticano, scandalo a Londra: cardinale Becciu a processo con altri 9

"Con decreto in data odierna - si legge in una nota della Santa Sede - il Presidente del Tribunale Vaticano ha disposto la citazione a giudizio degli imputati nell’ambito della vicenda legata agli investimenti finanziari della Segreteria di Stato a Londra". Il processo inizierà il 27 luglio 2021 e, si legge ancora, "la richiesta di citazione a giudizio è stata presentata nei giorni scorsi dall’Ufficio del Promotore di Giustizia, nelle persone del Promotore Gian Piero Milano, dell’Aggiunto Alessandro Diddi e dell’Applicato Gianluca Perone e riguarda personale ecclesiastico e laico della Segreteria di Stato e figure apicali dell’allora Autorità di Informazione Finanziaria, nonché personaggi esterni, attivi nel mondo della finanza internazionale".

Nella nota il Vaticano spiega anche che dalle indagini "sono emersi elementi anche a carico del Card. Giovanni Angelo Becciu, nei cui confronti si procede, come normativamente previsto per i reati di peculato ed abuso d’ufficio anche in concorso, nonché di subornazione". La citazione a giudizio riguarda poi l'ex presidente dell'Aif, René Brülhart, il Mons. Mauro Carlino, ex segretario prima di Becciu, il nuovo Sostituto Edgar Pena Parra, l'ex gestore delle finanze vaticane Enrico Crasso, l'ex direttore dell'Aif, Tommaso Di Ruzza, l'imprenditrice nota come la 'dama di Becciu' Cecilia Marogna, il rider Raffaele Mincione, l'avvocato Nicola Squillace, l'ex funzionario laico della Segreteria di Stato Fabrizio Tirabassi e infine il banker Gianluigi Torzi.

Finite a processo anche quattro società: la HP Finance LLC, la Logsic Humanitarne Dejavnosti, D.O.O., la Prestige Family Office SA e infine la Sogenel Capital Investment. "Le indagini, avviate nel luglio 2019 su denuncia dell’Istituto per le Opere di Religione e dell’Ufficio del Revisore Generale, hanno visto piena sinergia tra l’Ufficio del Promotore e la sezione di Polizia giudiziaria del Corpo della Gendarmeria - si legge nella nota della Santa Sede - Le attività istruttorie sono state compiute altresì in stretta e proficua collaborazione con la Procura di Roma ed il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – Gicef della Guardia di Finanza di Roma. Apprezzabile anche la cooperazione con le Procure di Milano, Bari, Trento, Cagliari e Sassari e le rispettive sezioni di polizia giudiziaria".

"Le attività istruttorie, svolte anche con commissioni rogatoriali in numerosi altri paesi stranieri (Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna, Jersey, Lussemburgo Slovenia, Svizzera), hanno consentito di portare alla luce una vasta rete di relazioni con operatori dei mercati finanziari che hanno generato consistenti perdite per le finanze vaticane, avendo attinto anche alle risorse, destinate alle opere di carità personale del Santo Padre. L’iniziativa giudiziaria è direttamente collegabile alle indicazioni e alle riforme di Sua Santità Papa Francesco, nell’opera di trasparenza e risanamento delle finanze vaticane; opera che, secondo l’ipotesi accusatoria, è stata contrastata da attività speculative illecite e pregiudizievoli sul piano reputazionale nei termini indicati nella richiesta di rinvio a giudizio", conclude infine la nota.

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