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Milano, la Digos smantella organizzazione nazi-fascista di giovanissimi

Il gruppo di ventenni si ispirava ai suprematisti americani incitando a violenze e discriminazioni

01 Luglio 2021

Milano, la Digos smantella organizzazione nazi-fascista di giovanissimi

Gli agenti della Digos di Milano hanno emesso misure restrittive nei confronti di alcuni giovanissimi, parte di un'organizzazione nazi-fascista ispirata ai movimenti suprematisti degli Stati Uniti. Sono quattro al momento i ventenni indagati e relegati a misure restrittive, dopo che un'inchiesta ha fatto luce sull'entità del gruppo.

L'organizzazione, chiamata 'Avanguardia Rivoluzionaria' (AR) dichiarava tra i propri valori "l'instaurazione di un nuovo ordine mondiale di matrice nazi-fascista, incitando alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali". Tra i loro idoli, stragisti dell'estrema destra tristemente conosciuti per aver compiuto omicidi su base di discriminazioni razziali, etniche e nazionali.

Milano, l'organizzazione nazi-fascista di giovanissimi stava preparando azioni violente

Gli agenti della Digos della Questura di Milano, coordinati dal capo della Sezione Distrettuale Antiterrorismo della Procura Alberto Nobili e da Enrico Pavone, hanno eseguito a Milano e Trieste quattro misure restrittive della libertà personale, dell’obbligo di dimora con contestuale obbligo di presentazione giornaliera presso un Ufficio di Polizia, a carico dei quattro ventenni.

L’inchiesta condotta dai poliziotti della Digos milanese ha permesso di individuare e disarticolare l’organizzazione clandestina, denominata Ar- Avanguardia Rivoluzionaria. Il gruppo, era composto da giovanissimi che prendevano ispirazione dai gruppi suprematisti americani. A caratterizzare i ragazzi, la scelta di usare quali nomi di battaglia quelli di terroristi divenuti icone di riferimento della galassia neonazista come, ad esempio, quello di Anders Breivik, responsabile dell’eccidio di Utoya nel luglio 2011.

Tra gli obbiettivi dichiarati dal gruppo rientravano l’instaurazione di un nuovo ordine mondiale di matrice nazi-fascista, con la collaborazione dei militanti dell'estrema destra da ogni parte del mondo. A motivare la strategia di attacco, razzismo e nazionalismo, i giovani stavano preparandosi a colpire sulla base di questi princìpi. 

Milano, l'organizzazione nazi-fascista di giovanissimi nella rete internazionale dell'estrema destra

Il gruppo aveva pianificato azioni violente e programmato azioni intimidatorie per recuperare denaro. Inoltre, l'organizzazione aveva tentato di allargare il proprio raggio d’azione attraverso rapporti diretti con altre organizzazioni di estrema destra, come il sodalizio elvetico Junge Tat che un indagato aveva visitato a maggio, rimanendo coinvolto nell’aggressione organizzata da movimenti antifascisti ai danni degli esponenti svizzeri.

I giovani neonazisti svizzeri erano di ispirazione per i giovani italiani del gruppo AR. Ma anche altre organizzazioni, come la tedesca 'Blood & Honor' o la statunitense 'American freedom party' dichiarano di battersi contro la "decadenza della cultura occidentale". Per farlo si programmano pestaggi contro le minoranze, oppure azioni intimidatorie di stampo antisemita. A giocare un ruolo preponderante sono i social network, che permettono ai gruppi di entrare in contatto e condividere esperienze o collaborare. 

I nuovi gruppi nazi-fascisti, tra loro soprattutto tanti giovani

Sono tantissimi i giovani che vengono reclutati tra le fila dei gruppi di matrice nazi-fascista. In particolare, sono i social network a fare da catalizzatori per questi ragazzi, attirati dall'ideologia forte alla base di questi gruppi. Cresce di anno in anno il numero di minorenni.

In particolare, Instagram è diventato un hub per i giovani neonazisti per reclutare giovani in gruppi di estrema destra, ha avvertito un rapporto di un gruppo antirazzista uscito nel Regno Unito lo scorso marzo. La piattaforma basata sulle raccomandazioni e l'attenzione ai media visivi la rendono ideale per diffondere la propaganda, ha affermato Hope Not Hate (HNH) nella sua valutazione annuale sullo stato dell'odio.

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