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Chiara Gualzetti, l'amico confessa: "Non moriva e mi faceva resistenza"

Il presunto assassino di Chiara Gualzetti, la 16enne di Bologna, ha confessato e la ricostruzione dell'omicidio è "raccapricciante, macabra e cruenta"

01 Luglio 2021

Chiara Gualzetti

Fonte: instagram

Ieri in tarda serata, mercoledì 30 giugno 2021, è stato convalidato l'arresto dell'unico indagato per l'omicidio di Chiara Gualzetti, la 16enne bolognese trovata morta a pochi metri da casa. A confessare il delitto era stato, solo qualche ora dopo, lui stesso, amico e coetaneo di Chiara. Oggi però emergono altre dichiarazioni rilasciate dal presunto assassino e la sua ricostruzione è "a dir poco raccapricciante - si legge nella convalida del fermo - sia per i numerosi dettagli macabri e cruenti sia per la freddezza del racconto sia per il movente, che può apparire sotto certi aspetti incredibile e sotto altri estremamente inquietante".

Sedicenne uccisa, coetaneo "si è vantato con amica per omicidio"

Il 16enne fermato per l'omicidio dell'amica e coetanea Chiara Gualzetti, uccisa a coltellate domenica mattina a Monteveglio (Bologna), non ha mostrato segni di pentimento: deve restare in carcere "attesa la mancanza di scrupoli, di freni inibitori, di motivazioni e di segnali di resipiscenza quasi emergono dal tenore dei messaggi vocali inviati ad un'amica subito dopo i fatti". Lo scrive il gip del tribunale per i minorenni di Bologna, Luigi Martello nell'ordinanza, in possesso dell'Adnkronos, con cui ha convalidato il fermo.

Contro il 16enne il provvedimento di fermo è stato legittimo visto non solo la sussistenza del pericolo di fuga, ma anche una serie di "gravi indizi di colpevolezza". Un delitto di estrema violenza, in cui emerge "la inconsistenza delle motivazioni e comunque la assenza di ragioni di contrasto con la vittima", scrive il gip.

Il carcere appare l'unica misura idonea vista "la estrema violenza e la determinazione dimostrate durante tutto il corso dell'aggressione, che ha avuto una durata significativa, ed ha visto il giovane colpire ripetutamente con violenza con coltellate al collo, al petto ed alla gola la vittima ed infine colpirla anche con calci e soprattutto l'incapacità di autocontrollo il che rende particolarmente elevata la pericolosità attinente al rischio di reiterazione del reato".

Chiara Gualzetti, l'amico confessa: "Non moriva e mi faceva resistenza"

L'amico e presunto killer di Chiara Gualzetti ha rivelato agli investigatori: "Ricordo che non moriva e mi sono stupito di quanto fosse resistente il corpo umano", come riporta il Corriere della Sera. Secondo il quotidiano, il minore avrebbe anche questa volta ribadito di aver agito perché mosso da "spiriti demoniaci" come Samael, l’angelo del giudizio "con cui parlo da molto tempo e che ho anche visto, un uomo di fuoco". E ancora: "Mi sentivo come nella serie Lucifer". Il legale di Chiara fa comunque sapere che non intende opporsi alla richiesta di perizia psichiatrica per il ragazzo.

Confessioni a dir poco inquietanti quelle del 16enne che avrebbe ucciso la giovane coetanea. É ancora buio però sul reale movente: "Mio figlio non ha mai fatto del male a nessuno, stavamo cercando di risolvere il problema degli scatti di rabbia" racconta la madre presente all'interrogatorio del figlio di ieri. "Sono come in una bolla". A parlare è anche la sorella del ragazzo, che si dice "spezzata in due dal dolore". 

Intanto ieri sera si è svolta una fiaccolata in cui gli unici assenti erano i componenti della famiglia del presunto assassino ma "non per indifferenza, piuttosto per una forma di rispetto per i genitori della ragazza e per la loro sofferenza" ha detto ancora la sorella. All'evento in ricordo della giovane Gualzetti c'era l'intero paese di Monteviglio, nel Bolognese, con almeno 1500 partecipanti. In prima fila i genitori di Chiara: "Mi affido alla giustizia, ho fede nella giustizia e la voglio per mia figlia - ha detto mamma Giusi. "Io e mio marito vi ringraziamo tutti per questo abbraccio che ci avete dato, per la forza che ci date".

Bologna sedicenne uccisa, autopsia venerdì

L'autopsia sul corpo di Chiara Gualzetti è stata fissata per venerdì. Lo conferma l'avvocato Giovanni Annunziata che assiste la famiglia della vittima. Il minorenne che ha confessato di aver ucciso la giovane domenica 27 giugno 2021, è stato sottoposto all'interrogatorio per la convalida dell'arresto. Il ragazzo ha risposto alle domande del gip del tribunale per i minorenni di Bologna che si è riservato sulla decisione al termine dell'udienza di convalida durata un paio di ore. Assistito dall'avvocato Tanja Fonzari, il minore ha sostanzialmente confermato la confessione e la dinamica del delitto: l'appuntamento, il tragitto percorso insieme verso l'Abbazia, il momento in cui ha accoltellato alla gola la vittima. La procura ha chiesto la convalida del fermo - l'accusa è omicidio premeditato con l'aggravante della minore età della vittima - e il carcere visto il grave quadro indiziario e il pericolo di fuga. La decisione è attesa nelle prossime ore. "Non ha detto di averla picchiata ed è un particolare su cui bisognerà attendere l'esito dell'autopsia", ha rivelato una fonte.

Il magistrato ha concesso inoltre 90 giorni per la relazione finale sul corpo di Chiara Gualzetti, anche se le prime evidenze si avranno subito. "Stamattina c'è stata l'udienza di conferimento degli incarichi ai periti e noi abbiamo deciso di aggiungere ai periti del pubblico ministero e a quello della difesa, due miei consulenti: un medico legale e un anatomopatologo per avere una visione più complessiva e chiara della dinamica dell'omicidio", ha spiegato l'avvocato della famiglia. "I pm hanno fatto un lavoro puntuale, hanno contestato le aggravanti corrette - la premeditazione e la minore età della vittima - il capo di imputazione è impostato in modo più che corretto, è la giusta fotografia giuridica di quello che e è accaduto". "Non trovo un aggettivo idoneo per descrivere la devastazione psicologica di due genitori", conclude il legale Annunziata.

Chiara Gualzetti uccisa, il coetaneo reo confesso: "Mi sentivo come nella serie tv Lucifer"

Davanti ai carabinieri il ragazzo ha raccontato di essersi sentito "come nella serie tv Lucifer", una serie tv Netflix che racconta la vita sulla terra di Lucifero. Il 16enne ne è rimasto ossessionato. I demoni di cui ha parlato agli inquirenti cominciavano a emergere anche nelle sedute con la psicologa che lo seguiva.

Al suo fianco l'avvocato Tanja Fonzari, che dice: "Risponderà alle domande, spiegherà la sua versione, poi un giudice deciderà. È un ragazzo scosso, agitato, che sta prendendo coscienza di quello che è successo. L'altro ieri mattina era con gli amici, faceva quello che fanno tutti i teenager, sicuramente non era consapevole di cos'era successo".

Chiara Gualzetti, chi l'ha uccisa: la ricostruzione dei fatti 

La ricostruzione del Messaggero parla di un giovane confuso, che si era isolato, chiuso in se stesso e che provava rabbia verso gli altri. Secondo la Repubblica, il suoi coetanei lo descrivono come un tipo tranquillo, con atteggiamenti da "bulletto" ma non violento. E strano. "Avrei voluto che il demone uccidesse me. Avrei preferito morire io - ha raccontato la nonna, come riporta il quotidiano -, per lui mi sarei buttata nel fuoco. Aveva iniziato un percorso con la psicologa, ultimamente aveva degli scatti di rabbia ma non aveva mai fatto del male a nessuno. La madre aveva ritenuto opportuno cominciare un percorso per capire. Non lo so cosa sia successo. Non parlava di quei demoni in casa ma so che voleva approfondire questo discorso con la psicologa. Ma non ha fatto in tempo".

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, invece, pochi giorni prima della tragedia, il giovane aveva anche detto a un parente: "Domenica ucciderò una ragazza”. La Procura per i minorenni di Bologna guidata da Silvia Marzocchi sta valutando di disporre una consulenza psichiatrica per il giovane. "E' ovviamente dispiaciuto nei confronti di tutti. La famiglia della vittima merita cordoglio e vicinanza. Anche la famiglia di questo ragazzo è distrutta", ha detto l'avvocato del ragazzo.

Bologna, Chiara Gualzetti assassinio: "C'è chi mi tormenta da anni"

"C'è chi mi tormenta da anni" continuava a ribadire Chiara sui social. Da tempo la giovane veniva "presa in giro" a causa di "errori" che aveva commesso in passato ma dai quali non riusciva a liberarsi. Di che errori si tratta? Cos'aveva fatto di così "sbagliato" l'adolescente da essere perseguitata fino all'ultimo giorno di vita? E soprattutto, chi era a metterle così paura?

Le chat con l'amico sono tantissime e ora il cellulare del minorenne è sotto sequestro: gli investigatori, proprio in queste ore, stanno esaminando il contenuto di quei messaggi ma stanno passando anche al setaccio tutti i profili social della ragazza. Chiara Gualzetti aveva una pagina di Instagram e una di TikTok, dove condivideva spesso foto e video. Ma ecco che proprio questi contenuti mostravano che c'era qualcosa che non andava in lei. Non stava bene e lo ribadiva in continuazione ai suoi follower.

"Mi dicono - scriveva su Instagram - che ho un bel corpo, che sono intelligente e bella... E va sempre a finire che lo dicono per approfittarsi del mio corpo e della mia intelligenza... Oppure spariscono perché si stancano di provare a usare il mio corpo e si stancano della mia intelligenza". Chi era ad approfittarsi di lei? Forse l'amico che ha ammesso di essere l'assassino? Al momento la colpevolezza del ragazzo, nonostante l'ammissione, deve ancora essere provata, ma tutto fa pensare che sia stato proprio lui - il 17enne con cui Chiara scambiava centinaia di messaggi al giorno - ad averla uccisa. Il movente? Forse l'ossessione per la Gualzetti e la gelosia. 

Chiara Gualzetti, il padre: "Volevo che Chiara crescesse in un posto sicuro"

"Diciassette anni fa ho lasciato Napoli con mia moglie perché mia figlia nascesse qui, volevo crescesse in un posto sicuro per il suo futuro e ora non mi rimane niente: lei non ha più futuro e io non ho nessun futuro senza di lei", si dispera Vincenzo Gualzetti, il papà di Chiara Gualzetti, la 16enne trovata morta ieri a Monteveglio, uccisa dall'amico 16enne che nella notte dopo la confessione, è stato fermato per omicidio premeditato. E poi  parla, senza mai nominarlo, del ragazzo accusato dell'omicidio, che nella sua confessione ha farneticato di voci e demoni: "Lo conosco il ragazzo, ha fatto uno stage con me (come elettricista, ndr): non ha mai dimostrato demoni, sarà forse uno dei primi alibi che si sta creando. Io non vorrei che mia figlia fosse morta per niente e che non abbia giustizia".

Il papà di Chiara è uscito di casa e ha scambiato qualche parola con i tanti cronisti assiepati davanti all'abitazione. "Voglio solo ringraziare tutti quelli che hanno collaborato". Poi un post sui social di Vincenzo e Giusi, la mamma: "Poche parole per esprimere tutta la nostra gratitudine alle forze dell'ordine, alla Protezione civile e a tutti quelli che hanno partecipato sia materialmente che moralmente. Grazie".

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