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Santa Maria Capua Vetere, violenza nel carcere: sospesi tutti gli indagati

Pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: Il Ministero della Giustizia ha annunciato la sospensione di tutti e 52 agenti penitenziari

30 Giugno 2021

Santa Maria Capua Vetere, violenza nel carcere: sospesi tutti gli indagati

Sono stati sospesi i 52 agenti della polizia penitenziaria raggiunti da misura cautelare a seguito delle violenze commesse sui detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Lo ha comunicato il Ministero della Giustizia: ”Una volta ricevuta formale trasmissione da parte dell'Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere dell'ordinanza di custodia cautelare, sono state immediatamente disposte le sospensioni di tutti i 52 indagati raggiunti da misure di vario tipo". "Il Dap - ha aggiunto - sta valutando ulteriori provvedimenti anche nei confronti di altri indagati, non destinatari di iniziative cautelari, e ha disposto altresì un'ispezione straordinaria nell'Istituto del casertano, confidando nel pronto nulla osta dell'Autorità Giudiziaria".

Pestaggi in carcere, ministero della Giustizia chiede approfondimenti

Il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, ha chiesto approfondimenti sull'intera catena di informazioni e responsabilità, a tutti i livelli, per risalire a tutti coloro che hanno consentito quanto accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il Ministero ha richiesto anche un rapporto a più ampio raggio anche su altri istituti italiani. Inoltre sono state prese immediate iniziative che riguardano sia la situazione contingente sia le attività proiettate in un più lungo periodo. Marta Cartabia ha anche sollecitato un incontro con tutti gli 11 provveditori regionali dell'Amministrazione penitenziaria, che il Dap sta già organizzando. E' stato richiesto anche un meeting con tutte le rappresentanze sindacali del personale dell'Amministrazione penitenziaria, sia del Corpo di Polizia Penitenziaria che delle altre figure professionali, già fissato per il 7 luglio dal Sottosegretario Sisto.

Santa Maria Capua Vetere, detenuto: "Pestati per ore"

"Mi hanno ucciso di mazzate, dal primo piano al seminterrato sono sceso con calci, pugni e manganellate. Non lo scorderò mai", racconta un ex detenuto del carcere di Santa Maria Capua Vetere che per primo ha denunciato 300 agenti della penitenziaria per violenza. I fatti risalgono al 6 aprile del 2020, gli agenti, stando alle dichiarazioni dei detenuti e ai video emersi, avrebbero pestato per quattro ore i detenuti del Reparto Nilo, che il giorno prima avevano protestato dopo che si era diffusa la notizia della positività al Covid di un recluso.

Ore e ore di calci, manganellate, spintoni e torture varie anche nei confronti di un detenuto in carrozzina. Per questi episodi sono state notificate dai Carabinieri le misure cautelari emesse dal Gip, su richiesta della Procura, a 52 tra ufficiali e sottufficiali della Polizia Penitenziaria in servizio quel giorno nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per i reati tortura, maltrattamenti, depistaggio e falso. Otto sono finiti in carcere e 18 ai domiciliari, mentre 23, tra cui il provveditore regionale alle carceri Antonio Fullone, sono stati raggiunti dalla misura della sospensione dal lavoro. Per gli arrestati a breve inizieranno gli interrogatori di garanzia.

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