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Pride 2021: da Roma a Milano in migliaia marciano per il Ddl Zan

Onda arcobaleno nelle piazze per i diritti Lgbt, molti i politici in piazza e slogan contro il Vaticano

27 Giugno 2021

Pride 2021 a Milano

Fonte: lapresse.it

Per la prima volta dall'inizio della pandemia ritorna il Gay pride nelle piazze italiane: il popolo arcobaleno spinge per il Ddl Zan, mentre sono tanti i politici a prendere parte alla manifestazione. Tema centrale dell'evento, tra dibattiti e concerti, è stata anche la recente critica del Vaticano contro il decreto. 

Da Milano a Roma l'ultima settimana del Pride ha colorato le strade italiane. Tantissimi i giovani e giovanissimi a partecipare, tra chi espone striscioni con le scritte "Per la laicità dello Stato aboliamo il Concordato" e chi marcia con bandiere arcobaleno, ghirlande e visi dipinti.

Pride 2021: la partecipazione della politica a Milano

A Milano anche il sindaco Beppe Sala è salito sul palco. Il capo del capoluogo lombardo ha regalato un orologio arcobaleno a Zan, perché "il tempo è scaduto, ha detto, Andiamo in Parlamento e andiamoci a contare". E aggiunge sulla questione col Vaticano "Da cattolico non ho imbarazzo sul Ddl Zan."

All’Arco della Pace a Milano è arrivato un popolo eterogeneo, di giovanissimi e genitori, di omosessuali ed etero, transessuali e poliamorosi, quasi tutti in mascherina, ma con un difficile distanziamento. Mentre sul palco sfilavano cantanti di rap e trap, nella piazza sventolavano bandiere di Verdi, Pd, antifascisti, studenti e una miriade di associazioni che combattono per l’Europa dei diritti.

Anche l'ex Ministra per l'Istruzione Lucia Azzolina è salita sul palco: "Perché Meloni e Salvini hanno paura della scuola? Perché sanno che a scuola si insegna l'inclusione, che siamo uguali". E ha aggiunto: "Dobbiamo lavorare perché questa legge passi e non è vero che non è possibile organizzare la giornata nelle scuole, perché c'è l'autonomia scolastica". L'ex ministra denuncia quello che lei chiama "bullismo omofobico" e mette l'accento sul valore dell'educazione alla diversità che solo la scuola prima tra tutti può offrire.

Per il Partito democratico, Simona Malpezzi, presidente dei senatori del Pd: "In Senato abbiamo chiesto una data certa per l'aula per evitare l'ostruzionismo: voteremo in aula il 6 luglio per calendarizzare il testo perché finora non abbiamo visto volontà di discutere il provvedimento ma solo di bloccarlo."

Pride 2021: a Roma protagonisti adolescenti e associazioni

"Siamo finalmente qui", ha dichiarato un rappresentate del movimento Lgbtq. "Dopo due anni si ritorna al Pride in piazza. Questo è un momento particolare perché noi, come movimento, chiediamo l’approvazione immediata del Ddl Zan. Per noi di Famiglie Arcobaleno è fondamentale che si riparli della situazione dei nostri figli, e chiediamo il riconoscimento dei nostri figli alla nascita. Noi siamo genitori in coppia gay o lesbiche e molto spesso solo uno è il genitore legale, e l’altro non viene riconosciuto. Chiediamo che i nostri figli abbiano due genitori pienamente riconosciuti."

"Basta col gender, basta vergogne, omofobi fascisti tornate nelle fogne", fa uno slogan intonato a gran voce dai partecipanti. Sullo striscione di testa esposto dai manifestanti si legge la scritta "Basta ribassi - Legge Zan subito". Forti anche le critiche contro il Vaticano, tra "mannaggia al clero e al patriarcato" e "Italia stato laico, Vaticano stato invasore".

Pride 2021, Alessandro Zan: "Italia come l'Ungheria"

Sul palco di Milano Alessandro Zan, relatore della legge contro l’omotransfobia, ha ricordato come l’Italia sia "un paese dell’Unione europea che ancora non si è dotato di una legge contro i crimini di odio. Questo è molto grave. Stiamo parlando di violenza, di discriminazione, di bullismo. Come ha fatto notare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella se qualcuno viene discriminato per la propria condizione personale cioè solo perché esiste, allora questo è un problema di violazione dei principi di uguaglianza."

Zan mette l'accento sulla situazione dell'Italia rispetto all'Unione Europea: "L’Italia deve decidere se stare con i paesi più avanzati che tutelano i propri cittadini o scivolare rovinosamente verso quei paesi come l’Ungheria e la Polonia che stanno smantellando le libertà individuali e democratiche. L’Italia deve decidere di stare dalla parte dei diritti e non dalla parte delle discriminazioni".

Il pride nel mondo: festa a Tel Aviv, marce vietate a Istambul

Gay Pride torna a Tel Aviv, dove centinaia di migliaia di persone sfilano sul lungomare della città israeliana, per una delle manifestazioni del Gay Pride più celebri al mondo. L'anno scorso era saltata causa pandemia da Covid-19, ma oggi i paese ha superato lo scoglio della vaccinazione di massa, uno tra i primi al mondo ad aver azzerato i ricoveri grazie alla campagna vaccinale.

La Turchia invece vieta il Gay Pride per il settimo anno consecutivo. La marcia era prevista per domani nel quartiere di Maltepe, nella periferia asiatica di Istanbul, ma le autorità l'hanno ritenuta "non appropriata" per ragioni di sicurezza e ordine pubblico. L'evento, secondo loro, avrebbe potuto portare ad "eventi ed azioni provocatori". Non è però dell'unico Paese nel mondo che si oppone alle manifestazioni LGBT.
Il corteo di Istanbul si terrà comunque: "Non potranno impedire alle persone Lgbt di riunirsi e rendersi visibili" dicono gli organizzatori. Già negli scorsi giorni, la polizia è intervenuta per disperdere cittadini e fermare  alcuni degli attivisti. Non è la prima volta in Turchia: fino al 2014 il Pride ha portato in piazza migliaia di persone pacificamente, ma dall'anno successivo la marcia è stata messa al bando e la repressione delle forze dell'ordine è stata durissima.

La Turchia è uno dei pochi stati dell'area mediorientale a considerare legale l'omosessualità. Il governo conservatore di Erdogan sta facendo molti passi indietro in materia di diritti civili. Il suo Governo non è però il solo a vietare anno dopo anno la Marcia dell'Orgoglio Lgbt. Tra i Paesi delle Nazioni Unite sono 69, cioè quelli che considerano un reato i rapporti tra persone dello stesso sesso.

In alcuni di questi però, come in Tunisia, si tratta soprattutto di una formalità e le manifestazioni si tengono comunque. In altri 37 stati africani la partecipazione al Pride è fortemente contrastata. Le azioni più decise, e spesso sanguinose, in questo senso avvengono Nigeria, Kenya e Uganda.

In Asia sono 21 i Paesi in cui è illegale sventolare la bandiera arcobaleno. Tra loro alcuni importanti partner politici e commerciali dell'occidente, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ma anche Iran, Afghanistan e Yemen, stato in cui non si è mai tenuto un corteo Pride, anche in via non ufficiale. In tutti questi, persino in quelli apparentemente più moderni, vige la Sharia, la legge sacra islamica, che vieta ogni tipo di comportamento omosessuale. Più ad Est, c'è la contrarietà alla marcia del regime militare del Myanmar e quello nordcoreano di Kim Jong-un. Anche in Cina, dove fino al 2019, per dieci anni, si è tenuto uno dei cortei più rappresentativi al mondo, lo Shangai Pride, la manifestazione del 2020 è stata annullata. A quella di quest'anno è toccata la stessa sorte.

In Europa la situazione non va molto meglio. La Russia, nonostante i ripetuti appelli della Corte europea dei diritti dell'uomo, il tribunale di Mosca nel 2012 ha proibito la marcia Lgbti+  per i successivi 100 anni. Il Pride è illegale anche a San Pietroburgo. In Polonia invece il divieto, imposto a Varsavia nel 2005, è stato dichiarato illegale, mentre in Ungheria, nonostante la discussa legge anti Lgbti+ e l'atteggiamento conservatore del governo Orbàn, le manifestazioni si svolgono regolarmente.

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