Luana D'Orazio, scatola nera dell'orditoio sotto esame: si poteva evitare la morte?
Sono arrivati i codici decifrati dalla Karl Meyer, la casa costruttrice del macchinario che ha ucciso Luana D'Orazio, la giovane operaia di Prato. La sua morte poteva essere evitata? Ecco le ultime notizie
A quasi due mesi dal tragico incidente a Prato che ha portato alla morte di Luana D'Orazio sono arrivati finalmente dalla Germania i codici decifrati dalla Karl Meyer, la casa costruttrice dell'orditoio che ha ucciso la giovane operaia di 22 anni. Luana, mamma di un bambino di 5 anni, è deceduta - in circostanze ancora non del tutto chiare - lo scorso 3 maggio sul posto di lavoro, ovvero nella ditta tessile "Orditura Luana" di Oste di Montemurlo.
Luana D'Orazio, scatola nera dell'orditoio sotto esame: si poteva evitare la morte?
É arrivata oggi la notizia che i codici della memoria interna dell'orditoio - definita da molti come una "scatola nera" - sono finalmente disponibili. La Procura di Prato ora inizierà a esaminarli per far luce sulla vicenda della morte di Luana D'Orazio. A distanza di due mesi infatti sono ancora molti, anche troppi, i dubbi sul decesso della giovane operaia. Lo rende noto il giornale La Nazione. La speranza diventa dunque quella di chiarire come Luana sia rimasta incastrata e uccisa dall'orditoio. Sarà, verso la metà del prossimo mese, l'ingegner Carlo Gini a depositare la sua relazione dopo aver preso in esame la scatola nera.
I codici del macchinario saranno messi in relazione alle prove tecniche che i periti - sia quelli della procura che quelli della difesa e della parte civile - hanno già eseguito nell'azienda di via Garigliano a Montemurlo dove Luana ha perso la vita. In particolare si cercherà di rispondere a due domande. La prima è a che punto della lavorazione era arrivata la giovane operaia prima di venire stritolata dentro gli ingranaggi del macchinario e la seconda è a che velocità stava andando. Queste due informazioni saranno fondamentali per capire se la morte della 22enne di Prato poteva essere evitata.
Ci sarà poi una terza questione da chiarire: perché la D'Orazio si è avvicinata così tanto alla macchina? Ha sbagliato lei o c'era qualcosa che non andava? Solo la perizia potrà darci qualche risposta. Al momento i tre indagati per la morte di Luana sono la titolare della ditta Luana Coppini, il marito Daniele Faggi, gestore di fatto, e infine il tecnico manutentore Mario Cusimano, accusati di omicidio colposo e omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche.