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Operatori sanitari rifiutano il vaccino: prima diffidati e poi sospesi in 15

Le persone coinvolte restano quindi sospese dal servizio e dalla retribuzione fino a quando non accetteranno di farsi vaccinare

24 Giugno 2021

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Vaccino (fonte foto Pixabay)

15 operatori sanitari sospesi dal servizio perché si sono rifiutati di ricevere il vaccino anti-Covid. E' successo in Calabria e lo ha deciso l'azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. Lo conferma il commissario dell'Asp Gianluigi Scaffidi che, prima di prendere il provvedimento, aveva diffidato i sanitari chiedendo loro di sottoporsi alla somministrazione. Le persone coinvolte restano quindi sospese dal servizio e dalla retribuzione fino a quando non accetteranno di farsi vaccinare.  

Operatori sanitari rifiutano il vaccino: prima diffidati e poi sospesi in 15

E' di pochi giorni fa la decisione della Federazione nazionale degli Ordini dei medici di provvedere alla sospensione dei medici non vaccinati, come a spiegato il presidente Filippo Anelli. Per la categoria dei lavoratori della sanità infatti c'è l'obbligo della vaccinazione contro il coronavirus, obbligo legato al rischio di contagio a cui medici e infermieri no vax sottopongono i pazienti che hanno in cura. 

Sanitari non vaccinati: ecco quanti sono

Mentre la Zecca ha appena coniato una moneta dedicata alle professioni sanitarie per rendere omaggio allo sforzo e all’impegno profuso al servizio del Paese nell’anno segnato dalla pandemia da Covid-19, le Regioni avviano le prime procedure per la sospensione di operatori sanitari non ancora vaccinati. Medici, infermieri, operatori delle professioni sanitarie e assistenti socio-sanitari che, senza un motivo valido (ad esempio la guarigione dal Covid da meno di sei mesi o casi "di accertato pericolo per la salute") non hanno ancora rispettato l’obbligo vaccinale imposto dalla legge (28 maggio 2021, n. 76) e non risultano neanche prenotati.

Una platea di 45.753 professionisti, pari al 2,36% della categoria (solo lo 0,2%, hanno precisato i sindacati di categoria, rappresentato da medici), secondo l’ultimo report settimanale della struttura commissariale. Concentrati in nove Regioni (nelle restanti tutto il personale sanitario ha ricevuto almeno una dose di vaccino). I più numerosi sono in Emilia-Romagna (14.390, il 7,9% rispetto al numero di operatori sanitari in tutta la Regione), Sicilia (9.214, pari al 6,5%), Puglia (9.099, che corrisponde al 6,5% della categoria nella regione) e Friuli Venezia Giulia (5.671, pari all’11,9%).

I provvedimenti contro i sanitari non vaccinati

Per questi operatori sanitari, ha ricordato il segretario del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri, l’Anaao-Assiomed, Carlo Palermo, il decreto legge 44 (convertito nella legge 76 del 2021) prevede in prima istanza "che possano essere addetti allo svolgimento di altre mansioni non a contatto con i pazienti, ma ciò solo ove possibile; in secondo luogo, l’operatore o il medico può essere messo in ferie forzose. In ultima istanza, si ricorre alla sospensione dalla professione senza il recepimento dello stipendio. Non è però contemplata la possibilità di licenziamento e la norma ha comunque validità fino al 31 dicembre 2021".

Ad ogni modo, ha sottolineato Palermo, "i medici non vaccinati, sul totale degli operatori sanitari, e per i quali le asl potrebbero avviare i procedimenti di sospensione, sono una percentuale molto bassa: non più dello 0,2%, pari a circa 200-300 medici sul territorio nazionale». La posizione del sindacato è «chiara e netta»: «I medici non possono non vaccinarsi poiché è inammissibile che i luoghi di cura come gli ospedali possano trasformarsi in luoghi di potenziale contagio epidemico per i cittadini". 

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