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Covid, variante Delta Piacenza e Cremona: in 300 non si presentano al tampone

Le ultime dichiarazioni dalla Usl Piacenza: difficile il tracciamento, collaborano le forze dell'ordine

23 Giugno 2021

Covid, variante Delta Piacenza e Cremona: in 300 non si presentano al tampone

Fonte: lapresse.it

La variante Delta di Covid identificata in un cluster di contagi tra Piacenza e Cremona continua a preoccupare le autorità sanitarie. Il tracciamento è difficile, ma c'è altro: gli stessi potenziali contagiati non si fanno trovare. Questa la denuncia dell'Usl Piacenza, che dal 17 giugno ha iniziato a identificare diversi casi e dato l'allarme.

Ora sono 300 gli assenti all'appello del tampone, contatti dei contagiati che potrebbero aver contratto il virus e diffonderlo. "Abbiamo contattato circa 800 persone per sottoporsi al tampone, ma di queste quasi 300 devono ancora presentarsi per farlo. Stiamo attivando le forze dell’ordine locali per rintracciarli perché molti non si fanno trovare", ha denunciato alla trasmissione 'Mattino 5' Marco Delledonne, responsabile dipartimento Sanità pubblica Ausl di Piacenza. 

Covid, variante Delta a Piacenza e Cremona: i 25 contagiati non erano vaccinati

Nessun malato grave, solo un ricovero, riferisce la Usl Piacenza. L'età media dei contagiati è tra i 30 e i 40 anni, e nessuno di loro era vaccinato. Si tratta di 10 dipendenti del polo logistico piacentino, che avrebbero poi diffuso il virus contagiando 14 persone tra amici e parenti. Si presume che il contagio iniziale sia avvenuto a bordo dei mezzi di trasporto del Cremonese. Proprio nei giorni scorsi la stessa Ausl aveva invitato i cittadini del piacentino a sottoporsi al tampone prima di utilizzare l'autobus della tratta Piacenza-Cremona.

Gli esperti si sono detti "abbastanza fiduciosi di essere riusciti a contenere il virus, grazie ad un'azione tempestiva". Di vitale importanza in questa operazione è stato secondo le autorità il tracciamento, che ha permesso di individuare con facilità i parenti contagiati dai dipendenti piacentini. Come riportato dal responsabile di dipartimento, gli esperti hanno tentato di "allargare il più possibile il cerchio, tentando di individuare i possibili contatti dei contagiati". Ora, però, il tracciamento sembra rallentare davanti alla "fuga" dei potenziali contagiati.

Covid variante Delta: i dati in Italia

I sequenziamenti della variante Delta in Italia sono pochi, e gli ultimi dati del Ministero della sanità a fine maggio indicavano la presenza della variante solo nell'1% dei casi. Ora, secondo la banca dati europea, i contagi in Italia sarebbero saliti al 26%. Siamo ancora lontani dalle cifre dei paesi più colpiti, tra cui il Regno Unito con il 98% dei casi, o il 96% del Portogallo. Ciononostante, il trend è in crescita e c'è già chi, tra gli esperti, ipotizza una ripresa dei contagi in autunno.

L'unica difesa sembra essere il vaccino, avverte la Usl. Uno studio su 'Lancet' ha calcolato che l’efficacia dei vaccini si riduce in presenza della variante Delta, ma riguardo ali sintomi del virus anche i vaccini sembrano resistere. A giocare un ruolo importante sarebbe la seconda dose. Il Ministero della salute inglese ha analizzato invece l’efficacia sui casi gravi, che sembrano evitabili con la completa immunizzazione.

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