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Saman Abbas ultime notizie, la confessione sul padre: "É impazzito, diceva che..."

Ecco le ultime notizie sul caso di Saman Abbas, la 18enne pachistana scomparsa dopo essersi opposta a un matrimonio combinato: arriva la terribile testimonianza sul padre: "C'era un problema, diceva un sacco di bugie"

14 Giugno 2021

Saman Abbas ultime notizie, la confessione sul padre: "É impazzito, diceva che..."

Saman Abbas (fonte pagina Facebook: @Saman Abbas)

Non si fermano le domande sul caso di Saman Abbas che sta sconvolgendo l'Italia: cos'è successo alla 18enne pachistana? Cosa si nasconde dietro la sua scomparsa? É stata davvero la sua famiglia a ucciderla per essersi opposta a un matrimonio combinato con un uomo molto più grande di lei? Ecco che arrivano le clamorose rivelazioni del datore di lavoro del padre di Saman che ora, insieme allo zio e ai cugini della ragazza, si trova al centro delle indagini. "Aveva le chiavi, non aveva nessun problema a prendere le pale che potrebbero essere state utilizzate per..."

Saman Abbas ultime notizie, la confessione sul padre: "Era impazzito, diceva che..."

Emergono così le ultime notizie su Saman Abbas che sembrano gettare ancora più sospetti nei confronti del padre della giovane scomparsa la notte dello scorso 30 aprile. Dopo i video che ritraggono tre persone - che sembrano essere lo zio e i due cugini di Saman - dirigersi verso un luogo ancora sconosciuto con pale e attrezzi per scavare nel terreno e quelli che vedono la 18enne e la madre all'aeroporto di Milano Malpensa, il quadro sulla scomparsa della ragazza sembra essere sempre più chiaro: secondo i più, è proprio la famiglia a essere l'unica responsabile della presunta morte della giovane Abbas.

A gettare ombre sul padre di Saman è anche il suo datore di lavoro che ai microfoni di Non è l'Arena afferma: "Le pale sono sempre nell'angolo del deposito. Le abbiamo usate mille volte dopo il primo maggio. Potrebbe essere che le hanno utilizzate per...". Per Shabbar Abbas sarebbe stato difficile procurarsi le pale? L'imprenditore non ha dubbi: "Aveva tutte le chiavi, quindi non aveva nessun problema ad approvigionarsi con l'attrezzatura qua dell'azienda".

Un altro dettaglio inquietante riguarda proprio Saman: il datore di lavoro del padre sostiene di aver visto spesso il fratello, ma quasi mai la 18enne. "Trovavo strano che una ragazza giovane fosse sempre chiusa in casa con la madre" dice a Massimo Giletti e aggiunge che il padre di Saman avrebbe fatto di tutto per non farla andare a scuola e alla fine sarebbe riuscito nel suo intento.

"Ci siamo accorti che c'era un problema. Scappando, Shabbar è impazzito, non è stato più lo stesso dall'anno scorso" continua il datore di lavoro. Infine, stando sempre alle dichiarazioni di quest'ultimo, non sarebbe mai stato programmato un matrimonio combinato tra Saman e un uomo più grande. "Diceva che lei poteva fare ciò che voleva, ha sempre negato i problemi - continua - "e ha raccontato anche un sacco di bugie. Noi ci fidavamo - conclude infine l'imprenditore a Non è l'Arena - ma ci siamo accorti di tante cose che non ci ha raccontato".

Saman Abbas, gli ultimi attimi della ragazza viva prima della tragica scomparsa

Intanto sono state rilasciate in esclusiva a Dritto e Rovescio le ultime immagini di Saman Abbas ancora viva. A registrarle è una telecamera di sorveglianza. La giornata, il 27 aprile, data dell'ultimo avvistamento prima della scomparsa. Con lei lo zio e due cugini, proprio quelli che attualmente sono i primi nella lista degli indagati per l'omicidio della diciottenne.

Saman Abbas, in compagnia del fratello, cammina tranquilla. Secondo le ricostruzioni rese possibili anche grazie alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza, si stava recando al casolare dello zio e dei cuginiVestito tradizionale pakistano, ma niente velo, lo sguardo fisso sul cellulare, costantemente in mano. Un ritratto come tanti di una qualsiasi diciottenne dal background multiculturale che vive in Italia. Ma per Saman, quella passeggiata è stata probabilmente l'ultima. Costretta a scegliere tra le sue molteplici identità culturali, Saman Abbas si era opposta al matrimonio combinato con un cugino più grande di lei. Dopo il 27 aprile, giorno ripreso dal filmato, la scomparsa. Qualche settimana dopo, si pensa già all'ipotesi di omicidio.

Saman Abbas, le ultime ore di vita: non portava il velo 

Saman Abbas amava l'Italia e voleva sposarsi per amore. Il suo fidanzato, anch'egli pakistano, non era abbastanza per la famiglia e la pressione delle tradizioni ha avuto il sopravvento. Nel video Saman non porta il velo, ha i capelli raccolti e sembra tranquilla. Nel filmato incriminante per i parenti di Saman poi, una pala, un piede di porco, e i famigliari che si dirigono verso un campo. Dettagli scabrosi in questa vicenda famigliare che ha sconvolto l'Italia e che ha fatto tanto discutere di alcune tradizioni culturali da abbandonare.

Infervorato anche Paolo Del Debbio, conduttore di Dritto e Rovescio, che durante la trasmissione ha detto: "La vedete vestita così Saman, come lei non voleva vestirsi. La giovane pakistana ma residente a Reggio Emilia voleva occidentalizzarsi, al punto che avrebbe voluto farsi chiamare Laila. Io sono molto incazzato perché Saman aveva il diritto dell'autodeterminazione". Se davvero l'abito tradizionale a Saman non piacesse non ci è dato sapere, ma ciò che è chiaro è che la ragazza voleva emanciparsi dalle pressioni della famiglia. Riguardo alla cultura pakistana, l'aveva a volte definita troppo radicale, probabilmente proprio in riferimento alla tradizione dei matrimoni combinati. 

Del corpo di Saman ancora nessuna traccia. I carabinieri stanno scavando nei dintorni di Novellara, in Emilia Romagna, dove lo zio della ragazza aveva un casolare. Nel frattempo, uno dei cugini di Saman Abbas, Ikram Ijaz, arrivato in Italia dopo l'estradizione dalla Francia, ha incontrato il suo avvocato in un colloquio lungo sei ore.

Saman Abbas ultime notizie: si svuotano i pozzi per cercarla, anomalie nel terreno

Non si fermano nel frattempo le ricerche per trovare il corpo di Saman Abbas, la 18enne pachistana scomparsa a Novellara lo scorso 30 aprile: si svuotano anche i pozzi. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: lo zio e i due cugini della ragazza, in accordo con i genitori, avrebbero ucciso la giovane dopo che lei si era opposta a un matrimonio combinato. Intanto è previsto per oggi, venerdì 11 giugno 2021, l'interrogatorio di garanzia di Ikram Ijaz, il cugino di Saman Abbas arrestato a Nimes e consegnato mercoledì scorso ai carabinieri.

La decisione di svuotare i pozzi per cercare Saman Abbas è arrivata dopo che i militari del quinto Reggimento Mobile Emilia Romagna hanno rivelato ben 10 anomalie nel terreno dove i tre uomini ripresi dalle telecamere di sorveglianza avrebbero "scavato una fossa" per seppellire la 18enne e far perdere le sue tracce. Nelle prossime ore verranno eseguite ulteriori escavazioni in altri punti segnalati dall'elettromagnetometro.

Su richiesta dei carabinieri giungeranno sul posto in mattinata anche specialisti dei vigili del fuoco del comando provinciale di Reggio Emilia che si caleranno in alcuni pozzi di irrigazione nella medesima area, i quali saranno gradualmente svuotati grazie all'intervento dell'autorità di bonifica.

Saman Abbas ultime notizie, l'ultimo audio al fidanzato: "Ho sentito dire 'uccidiamola'"

Spunta nel frattempo l'ultimo audio choc mandato da Saman Abbas al fidanzato: "Li ho sentiti dire ‘uccidiamola’, una cosa del genere". A mandare in onda la nota vocale della ragazza è il programma Chi L'ha Visto, che fa emergere così altri inquietanti dettagli sulla sua scomparsa. Per i più ormai non ci sono più dubbi: la famiglia di Saman sembra essere l'unica responsabile.

Nell'audio si sente Saman dire anche: "Mia madre mi ha detto 'Non parliamo di te, ma di una ragazza che è scappata in Pakistan" per rassicurarla. Continuano così a emergere nuove prove contro la famiglia della 18enne scomparsa ormai da giorni e gli inquirenti sembra essere sempre più vicini alla verità. Sono stati davvero lo zio e i cugini a uccidere la ragazza e a nascondere il corpo? Secondo le prove, i video delle telecamere di sorveglianza e le accuse del fratello minore di Saman, sembra proprio di sì.

Saman, arriva in Italia il cugino arrestato in Francia

Intanto mercoledì 9 giugno 2021, in mattinata è stato consegnato alle forze dell'ordine il cugino di Saman Abbas, Ikram Ijaz, dopo l'arresto in Francia avvenuto lo scorso 29 maggio. Ijaz era stato fermato a Nimes dalle Autorità di polizia d'oltralpe, a seguito del mandato di arresto emesso dal Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Procura locale. La consegna da parte della polizia francese è avvenuta al posto di frontiera di Ventimiglia.

Si aggiunge così un nuovo tassello nella vicenda di Saman Abbas, la diciottenne di origine pakistana ripudiata dai genitori per essersi opposta al matrimonio combinato con un cugino in Pakistan. Il cugino di Saman, Ikram Ijaz era uno degli indagati principali per l'omicidio della ragazza, che si ritiene sia avvenuto con il coinvolgimento di diversi parenti. Il giorno dell'arresto da parte della gendarmeria francese di Nimes, Ikram Ijaz era a bordo di un Flixbus diretto a Barcellona. Stando alle indagini stava tentando di raggiungere la Spagna per incontrare un parente o un amico.

Saman, quel video con il cugino e il piede di porco

Il mistero è cominciato nella provincia emiliana, a Novellara, e aveva fin da subito preso una piega macabra quando la ragazza è scomparsa. Non voleva sottoporsi alle imposizioni della famiglia che, secondo una tradizione pakistana, la volevano sposata con un cugino molto più grande di lei. Poco dopo la scomparsa, l'indagine per omicidio e occultamento di cadavere. I sospetti ricadono immediatamente sui genitori della ragazza, rientrati inspiegabilmente in Pakistan senza preavviso.

Oltre alla madre e al padre della giovane, gli indagati comprendono anche lo zio e i due cugini della ragazza. Uno di questi è appunto Ikram Ijaz, riconosciuto dagli inquirenti in un video risalente al 29 aprile 2021 che mostra tre persone dirigersi verso un campo muniti di pale, un piede di porco, e un secchio. A dare una svolta alle indagini, due video e un super testimone. Un filmato risalente a fine aprile mostrava la giovane Saman uscire di casa in compagnia dei famigliari indagati. A fornire la testimonianza è invece un minorenne, che ha raccontato la sua versione dei fatti alla procura di Reggio.

"Un lavoro fatto bene", queste le parole di un messaggio dello zio di Saman, Danish Hasnain, prova secondo la procura del coinvolgimento dei famigliari nella scomparsa della ragazza. E un ulteriore elemento a supporto dell'accusa di omicidio. Secondo le informazioni in possesso degli inquirenti fino ad ora, la madre della giovane avrebbe inoltre indicato l'uccisione della figlia come unica "soluzione" per chi non si attiene alla tradizione pakistana.

Saman, si cerca il cadavere

Secondo la procura ci sono pochissimi dubbi. Saman Abbas sarebbe stata uccisa e sepolta dai famigliari. Il padre, che secondo le ultime dichiarazioni dovrebbe rientrare in Italia il 10 giugno, rigetta le accuse. Ha più volte riferito di avere parlato di recente con la figlia. "Mia figlia sta bene, è in Belgio" ai primi di giugno.

Un delitto famigliare con l'aggravante delle implicazioni culturali. La storia di Samman Abbas ha sconvolto l'Italia e torna a far parlare di diritto di cittadinanza. La giovane era infatti cresciuta in Italia, e italiane erano le sue abitudini. Anche per questo si era opposta con fermezza alla pratica del matrimonio combinato. Ma stando a quanto rivelato finora dall'accusa, non è riuscita a scampare alle pressioni della famiglia e si andrà ad aggiungere alle troppe vittime di femminicidio in Italia.

Ancora nessuna traccia dunque della ragazza. Nessuna speranza da parte dei carabinieri. Quello che cercano, è un cadavere. Secondo i carabinieri, Saman sarebbe stata uccisa la notte tra il 30 aprile e il 1 maggio. Campi e canali sono passati al setaccio ormai da giorni, anche con il supporto di cani molecolari, ma di Saman, ancora nessuna nuova. 

Saman Abbas uccisa in 13 minuti? Esce di casa con lo zaino e non torna più

Saman Abbas è stata stata uccisa in 13 minuti: è questa l'accusa che grava su Danish Hasnain, lo zio della 18enne pachistana scomparsa lo scorso 30 aprile e attualmente ricercato. Secondo il fratello minorenne, lo zio avrebbe strangolato la ragazza e lo avrebbe fatto in soli 13 minuti. A non lasciare dubbi sembra essere l'ultimo video reso noto dagli inquirenti in cui si vede prima la 18enne uscire di casa con lo zaino e poi, in un secondo momento, il padre tornare da solo e con lo zaino della figlia in spalla.

Il video che sembra testimoniare che Saman Abbas è stata uccisa con la complicità della famiglia viene da alcune telecamere di sorveglianza nei pressi della casa della 18enne pachistana scomparsa ormai da giorni. Era 00.09 del primo maggio quando, nel filmato, si vede Saman uscire casa con lo zainetto color avorio in spalla e le ore 00.22 quando si vede il padre tornare senza la figlia, ma con lo stesso zainetto. Da quel momento la giovane Abbas è scomparsa.

Ebbene, Saman sembra essere stata uccisa proprio in questo arco temporale, in 13 minuti. Prima della sua scomparsa la 18enne pachistana aveva mandato, alle 23.30 del 30 aprile 2021, un ultimo messaggio al fidanzato con un telefono utilizzato di nascosto. Dopo ci sarebbe stata la violenta lite con i genitori e poi il presunto omicidio.

Sarebbe stato proprio lo zio Danish a strangolarla secondo quanto emerge dalla testimonianza rilasciata dal fratello minore di Saman, che agli inquirenti ha rivelato: "Lui ha ucciso Saman. Ho paura di lui, perché mi ha detto che se io avessi rivelato ai carabinieri quanto successo, mi avrebbe ammazzato. Ho pensato anche di ucciderlo mentre dormiva, visto ciò che ha fatto. Ma poi ho pensato che sarei finito in prigione. Ed era meglio che intervenissero i carabinieri". 

Secondo le ricostruzioni quindi Saman sarebbe stata prima "rapita" dal padre e poi portata dallo zio che si trovava nascosto da qualche parte, visto che sembrava essere a conoscenza della posizione di quelle telecamere di sorveglianza.

Saman Abbas, il video che incastra tre uomini con le pale in mano. La testimonianza: "Lo zio l'ha strangolata"

Ma questo non è l'unico video che sembra incastrare i responsabili della scomparsa di Saman Abbas, la pachistana da giorni sparita nel Reggiano dopo essersi opposta alla famiglia per sfuggire a un matrimonio combinato. Spunta un altro video che riprenderebbe lo zio e i due cugini con le pale in mano mentre sembrano andare a scavare la fossa per la giovane.

Il video sembra incastrare zio e cugini di Saman Abbas, la 18enne che potrebbe essere stata strangolata dai parenti dopo che la sera dello scorso 30 aprile aveva cercato di fuggire di casa a seguito di una violenta lite con i genitori. È quanto emerge dall'ordinanza di custodia in carcere del Gip di Reggio Emilia. Al momento gli indagati sono cinque e sono tutti parenti stretti di Saman: padre, madre, zio e due cugini.

Il video diffuso dagli inquirenti è preso da una videocamera di sorveglianza ed è stato  girato intorno alle 19.30 del 29 aprile vicino alla casa di Saman. Qui si vedono tre persone - forse lo zio di Saman con i due cugini -  con abiti scuri mentre camminano, una imbracciando una pala, un'altra un secchio con un sacchetto e un'altra un attrezzo. Non si fermano le indagini degli investigatori che accusano i tre indagati di essere i responsabili della scomparsa della giovane Saman.

Saman Abbas, la testimonianza: "Strangolata dallo zio"

Intanto arriva un'altra terribile testimonianza sul caso di Saman Abbas: "Secondo me lo zio l’ha uccisa strangolandola, anche perché quando è venuto a casa non aveva nulla in mano". Queste le parole del fratello minore che conosceva bene la 18enne pachistana scomparsa. Lo zio inoltre avrebbe anche minacciato il minorenne "di non dire nulla ai carabinieri, con conseguenza la mia uccisione" e poi avrebbe detto ai genitori della ragazza: "Andate in casa. Ora ci penso io".

Si fa sempre più plausibile dunque l'ipotesi che la giovane pachistana sia stata uccisa. "Proseguono le ricerche dei resti della persona offesa, che purtroppo reputiamo sia deceduta" fa sapere Isabella Chiesi, procuratrice capo di Reggio Emilia. "Riscontri positivi su quello che ha detto il padre non ce ne sono. Abbiamo appurato che in Belgio non c’è la ragazza" conclude. La Procura infatti continua a indagare per omicidio premeditato.

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