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Funivia Mottarone, il piccolo Eitan Biran salvato dall'abbraccio del padre

I medici: "La corporatura robusta del padre potrebbe avergli fatto da scudo nell’impatto"

24 Maggio 2021

Eitan Biran è l'unico superstite della tragedia del Mottarone, dopo la caduta della funivia su cui stava con tutta la sua famiglia. Il bimbo è in rianimazione e determinanti saranno le prossime 48 ore, ma la notte è stata tranquilla e non c'è stato alcun tracollo nelle sue condizioni di salute. "Il bambino è stato operato e sono in corso accertamenti diagnostici per evitare complicanze - ha confermato Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute - è stabile da ieri sera, sedato, intubato, incosciente. È ancora in prognosi riservata, ma dal punto di vista emodinamico è stabile".

Funivia Mottarone, il piccolo Eitan Biran salvato dall'abbraccio del padre

Da fonti ospedaliere del Regina Margherita di Torino si apprende che il piccolo con tutta probabilità è stato salvato dall’abbraccio del padre. "Per essere riuscito a sopravvivere al terribile impatto è probabile che il papà, di corporatura robusta, abbia avvolto con un abbraccio istintivo suo figlio prima di morire". "La famiglia è qui - ha confermato il direttore generale all'arrivo degli zii - ma ha chiesto in questo momento il massimo riserbo. Sono in lutto per quello che è successo e in ansia per il bambino. invitano tutti a pregare per lui".

Anche Giorgio Ivani, direttore Rianimazione dell’ospedale dove si trova Eitan, ribadisce che "il bambino adesso rimane addormentato. Adesso deve restare calmo, speriamo. Non si può ancora dire se ha riportato traumi celebrali". Nel pomeriggio di oggi, lunedì 24 maggio, sono attesi ulteriori esami per capire se il piccolo porterà o meno danni permanenti.

Per il momento, in ospedale, non si è presentato nessun familiare di Mattia Zorloni, il bimbo di 5 anni morto dopo il ricovero ha contattato la direzione sanitaria: "Stiamo cercando di rintracciare i parenti dell’altro bambino. Non abbiamo informazioni al momento".

Sarà la Procura di Verbania a indagare sullo schianto della funivia del Mottarone che ha causato 14 morti. "L’intera area è stata posta sotto sequestro e nomineremo dei tecnici per accertare le cause dell'incidente", ha detto il procuratore Olimpia Bossi. "Per ora procediamo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, poi dobbiamo verificare anche la fattispecie dei reati colposi di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell'impianto". Bisognerà anche stabilire se il cavo si sia rotto o sganciato: "Non è un accertamento che può essere fatto nell’immediatezza sarà necessario fare verifiche di carattere tecnico".

Funivia precipitata sul Mottarone: al via le indagini

Necessario fare luce sulla dinamica e sui perché della tragedia: per questo già da stamattina è al lavoro un tavolo tecnico al Palacongressi di Stresa. Saranno presenti il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti e alla Protezione Civile Marco Gabusi, oltre al prefetto di Verbania Angelo Sidoti.

Oltre alla rottura del cavo, l'inchiesta della Procura di Verbania dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina precipitata dalla funivia dello Stresa-Mottarone. "Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema” ha detto il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini, “la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza”.

Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato". La mancata attivazione del freno, ha spiega, "ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno". 

La storia della funivia

La funivia del Mottarone era stata sottoposta ad una revisione generale nel 2014: lavori di manutenzione e ammodernamento che erano durati due anni e che avevano portato alla sua riapertura nel 2016, esattamente il 13 agosto. Tra ottobre e dicembre dello stesso anno furono rinnovate anche le stazioni.

La funivia è, comunque, datata: i lavori per la sua costruzione iniziarono  nel 1963 per sostituire un vecchio percorso ferroviario addirittura datato 1911. I lavori, affidati alla ditta Piemonte Funivie, vanno avanti alcuni anni fino all'inaugurazione dell'impianto il primo agosto del 1970.

La prima revisione straordinaria che si ricorda è quella eseguita dalla ditta Poma Italia nel 2002. Mentre nel 2009, per un intervento della società Leitner, l’impianto venne completato con una seggiovia biposto, che dalla stazione di arrivo della funivia al Mottarone conduce alla croce in vetta al monte, alle piste da sci e ad Alpyland, una nuova area divertimenti sorta nel 2010, e costituita da un alpine coaster.

La funivia è strutturata in due tronconi, ciascuno con due cabine dalla portata di 35 persone: Il primo parte a 205 m in località Lido di Carciano, a Stresa e raggiunge la Località Alpino, dove si trova il Giardino botanico Alpinia. Il secondo parte agli 803 m dell'Alpino e raggiunge un pianoro immediatamente sotto la vetta del Mottarone, posto a 1385 m, da questa posizione è possibile raggiungere i 1491 m a piedi o con una seggiovia realizzata nel 2009.

Le parole del legale dei gestori dell'impianto

"I controlli, le verifiche, la manutenzione sono tutte a posto. Poi quel che è accaduto è tutto da verificare", ha detto l'avvocato Pasquale Pantano, difensore della società che gestisce la funivia del Mottarone, parla dopo l’incidente. L'impianto è di proprietà del Comune di Stresa.

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