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Silvia Aisha Romano sposata: matrimonio con rito islamico e nuova vita via da Milano

Il matrimonio a ottobre, cinque mesi dopo il rientro in Italia della cooperante milanese. Ora la giovane donna insegna lingue straniere in una scuola per adulti

07 Maggio 2021

Silvia Aisha Romano sposata: matrimonio con rito islamico e nuova vita via da Milano

Fonte: lapresse.it

Silvia Romano si è sposata con un suo amico d'infanzia e risulta aver lasciato Milano e la sua casa al Casoretto, quella dove era tornata dopo 18 mesi di sequestro. Si sarebbe infatti trasferita appena fuori città, anche se non si sa dove. La 26enne cooperante milanese che era stata rapita in Kenya, dove si trovava per un progetto di volontariato, nel novembre 2018, era stata rilasciata nel maggio 2020 in Somalia.

Silvia Aisha Romano sposata: matrimonio con rito islamico e via da Milano

A raccontare i retroscena di Silvia Aisha Romano - questo il nome che ha scelto dopo essersi convertita all'Islam - è la Stampa. Il marito della giovane si chiama Paolo e fa l'informatico, un coetaneo e suo amico d'infanzia. I due si sono ritrovati dopo tanti anni in una delle moschee dove Silvia dal suo ritorno è andata a pregare. Anche il ragazzo, infatti, aveva abbracciato l'Islam da diverso tempo.

Il matrimonio è stato dunque celebrato con rito islamico nell'ottobre scorso a Campegine, paesino dell'Emilia Romagna da dove proviene il marito. Ora la coppia vive in provincia di Milano, dopo che Silvia ha lasciato la casa della madre, al Casoretto, periferia est di Milano. Il trasferimento era stato voluto dalla giovane per sottrarsi all'attenzione morbosa dei media sulla sua vita.

Silvia Aisha Romano sposata, la sua nuova vita fuori da Milano

Silvia Romano ora presta servizio come volontaria, in totale anonimato. Da un anno circa è infatti entrata nel Progetto Aisha, associazione che si batte contro le discriminazioni e le violenze domestiche di cui restano vittime le donne islamiche. Il progetto, di iniziativa della comunità musulmana milanese, ruota attorno alla moschea Mariam di via Padova, che la giovane frequenta dai giorni della sua liberazione.

Silvia Romano si è messa a disposizione anche come tutor e insegnante di sostegno per i ragazzi fragili che frequentano una scuola per mediatori linguistici, la stessa dove anche lei si era laureata prima della partenza per l'Africa. La sua richiesta a chi la contatta tramite i familiari è sempre e solo quella di essere "dimenticata" e "lasciata in pace". "Voglio solo dimenticare e non riaprire la ferita".

 

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