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Domenica delle Palme 2021, Papa Francesco: "Un'altra Settimana Santa in pandemia"

Il Papa ammette: "La crisi economica è diventata pesante"

28 Marzo 2021

Domenica delle Palme 2021, Papa Francesco

Papa Francesco (LaPresse)

Papa Francesco, nella sua omelia per la domenica delle Palme 2021, ha detto che è "la seconda volta che viviamo" la Settimana Santa "nel contesto della pandemia". "L’anno scorso eravamo più scioccati, quest’anno siamo più provati", ha continuato. "E la crisi economica è diventata pesante". A tutti spetta incontrare "i volti di tanti fratelli e sorelle in difficoltà: non passiamo oltre, lasciamo che il cuore si muova a compassione e avviciniamoci". 

Domenica delle Palme 2021, Papa Francesco

Papa Francesco recita l’Angelus dopo la celebrazione della Domenica delle Palme e apre così la sua seconda Settimana Santa. Nella Messa per le Palme erano presenti soltanto centoventi fedeli. Sull'altare ci sono una trentina di religiosi, tra cardinali concelebranti e cerimonieri. Per il secondo anno di fila, come ha riportato La Repubblica, è omessa la tradizionale processione, i ramoscelli d'ulivo vengono benedetti con i fedeli al loro posto tra le panche.

All’Angelus Francesco ha ricordato la sofferenza di Dio che "prende la croce". "Gesù", continua il papa, "prende la croce, cioè si fa carico del male che tale realtà comporta, male fisico, psicologico e soprattutto male spirituale". Quindi "tutte le vittime della violenza, in particolare per quelle dell’attentato avvenuto questa mattina in Indonesia, davanti alla Cattedrale di Makassar".

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Francesco ha altresì ricordato quale sia la novità del cristianesimo. Arrivare "alla gloria per la via dell’umiliazione". Di fronte a Dio, dice il Papa, l'atteggiamento deve essere quello dello "stupore", non della "ammirazione". Infine: "Se la fede perde lo stupore diventa sorda” e non vede altra via che quella di “rifugiarsi nei legalismi e nei clericalismi, tutte cose che Gesù condanna”. “L'ammirazione può essere mondana, perché ricerca i propri gusti e le proprie attese; lo stupore, invece, rimane aperto all'altro, alla sua novità”, conclude.
 

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