Venerdì, 05 Marzo 2021

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Chat dell'orrore con abusi e violenze su Whatsapp e Telegram, indagati 4 minori

In provincia di Arezzo le indagini sono partite grazie alla segnalazione del padre di uno dei membri

22 Febbraio 2021

Chat dell'orrore con abusi e violenze su Whatsapp e Telegram, indagati 4 minori

Chat dell'orrore con abusi e violenze su Whatsapp e Telegram, indagati 4 minori

Una chat come tante altre creata originariamente, per organizzare e festeggiare l’ultimo dell’anno, nominata "Capodanno 20k20". In realtà il gruppo creato sia su Whatsapp che su Telegram era un ritrovo di perversione e violenza, una chat dell'orrore dove giravano immagini pedopornografiche e video shock di stupri e abusi sessuali anche su bambini. A crearla minori non molto più grandi delle vittime mostrate nei video. Per questo sono stati indagati quattro giovanissimi tra i 14 e i 16 anni residenti in Casentino in provincia di Arezzo.

Il nucleo operativo della compagnia di Bibbiena ha avviato le indagini grazie alla segnalazione del padre di uno dei membri della chat che insospettito, aveva controllato lo smartphone del figlio. Dal profilo collegato all'utenza di uno dei partecipanti, era partito all'indirizzo dell'intero gruppo un video pedopornografico raccapricciante, con un rapporto sessuale promiscuo, tra più bambine e bambini, probabilmente girato in Sud America. Immediata la perquisizione nella casa del minorenne, con il sequestro dello smartphone, di altri video e di supporti informatici per le analisi del caso. Nell’attività di indagine che ha intercettato il gruppo Whatsapp, non si esclude però che i contenuti illegali, abbiano raggiunto un numero indefinito di minori. Il 14enne è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, per la detenzione e la diffusione del materiale pedopornografico. I reati contestati hanno riguardato la pornografia minorile e la detenzione di materiale di tale tenore.

Le indagini però proseguono e si allargano. Sono stati approfonditi i circuiti relazionali dei minorenni coinvolti e sono stati individuati altri tre ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, tutti residenti in Casentino, a carico dei quali sono scattate ulteriori perquisizioni e sequestri di smartphone e dispositivi informatici. Sono stati rinvenuti video, di carattere pedopornografico, ma anche di natura violenta, come mutilazioni, rapporti promiscui e stupri di bambini. Le immagini pedopornografiche venivano trasformate anche in stickers, emoticon con le quali rispondere ai messaggi. I contenuti illegali poi venivano scaricati e reinoltrati dal social/piattaforma di comunicazione Telegram, evidenzia l'Arma dei carabinieri in un comunicato. “Emerge anche in questo contesto un disagio che i giovanissimi cercano di colmare con il ricorso a contenuti multimediali forti, illegali, non rendendosi forse nemmeno conto che commettono reati gravissimi. È necessaria una costante, pronta, sinergia tra i genitori e le istituzioni, la scuola, le forze di polizia" concludono i militari.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

iGdI TV

Articoli Recenti

Più visti