Coppa delle Alpi, 12 - 15 marzo 2026
Il fascino d'alta quota, la Coppa delle Alpi si congeda da St. Moritz
Mentre l' ultima scia di scarichi d'epoca si dissolve frale vette innevate dell' Engadina, la Coppa delle Alpi chiude i battenti di un'edizione che ha saputo di leggenda, fatica e quel pizzico di glamour d 'altri tempi, che solo St. Moritz sa offrire. Non è stata solo una gara, ma un valzer meccanico ad oltre duemila metri, dove l'ossigeno rarefatto ha messo alla prova i carburatori. La storia della gara affonda nel mito. Per capire, perchè oggi ci emozioniamo davanti ad un' auto che affronta le strade dell' Engadina per andare ad Arosa o Livigno, dobbiamo riavvolgere il nastro al 1910. La Coupe des Alpes era la madre di tutti i rally. All' epoca attraversare le alpi con i mezzi del tempo non era sport, ma pionierismo puro. La versione moderna, magistralmente orchestrata da 1000 Miglia srl, ha trasformato la sfida in una gara di regolarità d 'eccezione. Non basta avere una vecchia auto in garage, la selezione è chirurgica. La Coppa delle Alpi è riservata alle auto prodotte fino al 1976, suddivise in categorie che raccontano l 'evoluzione dell' ingegneria meccanica. Le "Anteguerra " sono vere e proprie sculture in movimento. Vedere una Bugatti o una Bentley degli anni 30 che si arrampicano sui tornanti è veramente emozionante. Le " Icone del Boom " come le Porsche 356, le Mercedes 190 SL, o le immancabili Alfa Romeo. Sono auto nate per il gran turismo e qui ritrovano il loro habitat naturale. Le " Giovani Grintose " degli anni '70, come le Lancia Fulvia o le prime Porsche 911 , che portano un tocco di aggressività in più. Il vero spirito della Coppa si vede quando ad oltre duemila metri, un equipaggio si ferma per aiutare un avversario in panne, mentre il vento fischia fra le fessure dei finestrini a compasso. A St.Moritz l'arrivo è stato un trionfo fra calici di champagne e quell' atmosfera da jet set anni '60. Quest'anno sono stati 66 i partecipanti di ben 15 differenti nazionalità. 17 i marchi automobilistici rappresentati. Grande rappresentanza della Porsche, con una notevole varietà di modelli, poi Aston Martin, Austin Healey, Jaguar, Ferrari e non solo. Oltre agli equipaggi provenienti da Italia, Svizzera, Germania, Olanda e Belgio sono arrivati appassionati da Taiwan, Giappone e Stati Uniti. Il percorso si è svolto su 630 km. 80 prove cronometriche, 6 prove di media, 10 controlli orari, 7 controlli timbro una Power Stage. Il tutto fra gli scenari più belli di tutto l'arco alpino. La partenza è stata il 12 marzo a St Moritz, per poi proseguire il giorno successivo a Livigno. Sabato 14 marzo è stata invece Arosa la direzione. La conclusione a St.Moritz, poi un aperitivo alla boutique Chopard per concludere la cena di gala e la premiazione al Chesa Veglia. Meravigliosi i paesaggi incantevoli che hanno toccato Zuoz, Madulain, Schanf, Bormio, Livigno ed Arosa, una perla del Canton Grigioni. Vi è stato anche un divertente passaggio in treno nel tunnel della Vereina, lungo 19 km. I vincitori della Coppa delle Alpi 2026 sono stati Aliverti e Carrara, che si sono aggiudicati l 'ambita gara di regolarità per auto storiche, su una Fiat 508 C del 1937. Il Trofeo St. Moritz è andato a Gian Mario Fontanelli ed Anna MariaCovelli, su una Fiat 514 del 1930. Un podio tutto italiano. La Coppa delle Alpi non è solo una sfilata di belle auto storiche, ma anche una sfida alla resistenza meccanica e St. Moritz con il suo fascino ed i meravigliosi panorami è stata la cornice perfetta per questo ennesimo capitolo di storia dell'automobilismo.