Città di Castello, alla Pinacoteca comunale la mostra “La grazia della fragilità” con le opere di ADGART, Diaz, Gasperoni e Nussbaum
Il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio interiore in cui la fragilità si configura come una nuova lente per vivere la contemporaneità, non debolezza, ma origine possibile di empatia, compassione e relazioni autentiche
La Pinacoteca comunale Città di Castello che raccoglie in collezione dipinti di Raffaello Sanzio, Luca Signorelli, Domenico Ghirlandaio fino a giungere ai più recenti Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Mario Mafai ospita -negli spazi denominati “Manica Lunga” - dal 21 Marzo al 4 Aprile le monografiche di ADGART (Antonello Diodato Guardigli), Fernando M. Diaz, Carlo Gasperoni e Peter Nussbaum, affiancate da una sezione collettiva dei Maestri Marco Bettocchi, Franco Carletti, Silvana Landolfi, Liliana Scocco Cilla, Fedora Spinelli e Nazzareno Tomassetti.
Il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio interiore in cui la fragilità si configura come una nuova lente per vivere la contemporaneità, non debolezza, ma origine possibile di empatia, compassione e relazioni autentiche. In un contesto storico in cui forza e potere delineano i modelli dominanti, le opere in mostra intendono invitare a compiere una riflessione profonda, un esame di coscienza, in cui il vulnerabile assume un ruolo centrale per tornare a una dimensione umana.
Fragilità dal verbo latino frangere ossia “rompere” appare così una condizione esistenziale di sensibilità tendente a valorizzare l’invisibile, l’effimero, ciò che è ai margini.
Stefania Pieralice, curatrice della mostra ed anche alla 61. Biennale di Venezia Arte, Padiglione Nazionale Guatemala; afferma: "Fare esperienza della nostra fragilità consente di attraversarla e abbracciarla con coraggio, senza sconti. La fragilità appartiene alla nostra vita sin dalla nascita, è nel senso di precarietà e finitudine. Averne consapevolezza e non paura è un giovamento rispetto a un'esistenza fatta di illusioni, che ci vuole sempre perfetti e appropriati. Il senso intimo del nostro esistere, la fragilità appunto, è scandaloso perché apre al non -senso. In questa prospettiva consapevole giunge sorprendentemente una scoperta, cioe' stare al mondo con più cura e attenzione verso gli altri e quello che accade, come- dice Bobin- "un piccolo sasso sul fondo di un'acqua chiarissima che accoglie la corrente quando arriva, e ne gioisce"
L’intenzione della mostra è esplorare l’identità umana e la condizione esistenziale di ognuno di noi come realtà senza confini, in cui la percezione si traduce nella “mitezza” interiore. In questa prospettiva, Antonello Diodato Guardigli, in arte ADGART, trasforma il dolore e la perdita in un’esperienza catartica. La caducità della vita umana e delle relazioni costituiscono simbolo di una forza eterna, che trascende la finitudine, è la forza dell’amore, capace di superare la separazione, unita a quella della fede, atto di devozione sacra e dialogo con il divino.
La pittura di Fernando M. Diaz, delicata e sospesa, affronta il tema dell’erranza e della ricerca d’identità. Gli impaginati indagano il “non-luogo” spazi della contemporaneità privi di memoria e accoglienza, ridotti a quinte teatrali anonime, in netto contrasto con i luoghi tradizionalmente carichi di storia e interazioni umane.
Nella produzione di Carlo Gasperoni, composizioni astratte dalle cromie cangianti delineano la genealogia di un universo in cui la natura, nella sua accezione generatrice, riacquista un ruolo preponderante. La narrazione segue topografie e orografie fantasiose, di un territorio magico da scoprire e preservare. Colori vitalistici delineano un’aspirazione libertaria nel superare lo spazio obbligato della superficie per anelare all’infinito.
Quale “architetto dello spirito”, la produzione presentata da Peter Nussbaum conduce verso una dimensione arcana, costruita attraverso geometrie calibrate e potenti. Ordine e armonia assumono un valore rinnovato, quali strumenti di conoscenza per disvelare i segreti primordiali del cosmo e trasformare il colore in veicolo spirituale.
La selezione della collettiva segue la ricerca concettuale della mostra, declinandola attraverso sei ulteriori lavori dei seguenti Maestri: Marco Bettocchi, Fedora Spinelli, Liliana Scocco Cilla, Silvana Landolfi, Franco Carletti, Nazzareno Tomassetti. L’inaugurazione della mostra, alla presenza delle autorità istituzionali del Comune Città di Castello è fissata per il 21 Marzo ore 16.00, sono previsti interventi critici di Daniele Radini Tedeschi e Stefania Pieralice.
“La grazia della fragilità” mostra d’arte, Pinacoteca Comunale Città di Castello, Palazzo Vitelli alla Cannoniera, Ala Nuova Indirizzo: Largo Monsignore G.Muzi 9/A, Città di Castello Inaugurazione: 21 Marzo 2026 ore 16.00 Periodo: 21 Marzo- 4 Aprile 2026; Orari: 10-13 / 15-18
Maestri in mostra
(sezione personale): ADGART (Antonello Diodato Guardigli); Fernando M.Diaz, Carlo Gasperoni, Peter Nussbaum (sezione collettiva): Marco Bettocchi, Franco Carletti, Silvana Landolfi, Liliana Scocco Cilla, Fedora Spinelli, Nazzareno Tomassetti.
Di Ivan Rota