Gucci presenta la collezione "Gucci Primavera": un concept culturale tra arte, scultura e innovazione stilistica

Demna introduce nuove silhouette, materiali e capi seamless in un percorso tra eleganza, comfort e sperimentazione, spazi museali, musica e dettagli iconici come Bamboo 1947 e Manhattan sneaker

Gucci, in una nota stampa, ha reso noto il concept della collezione "Gucci Primavera". Demnadesigner della Maison, ha spiegato che:

"Gucci è un marchio, ma è soprattutto un luogo culturale condiviso, capace di parlare a persone diverse per sensibilità, identità e codici espressivi. Questa pluralità si riflette in Primavera: una costellazione di archetipi, gusti e attitudini, una gamma di proposte stilistiche pensate per chi la Maison già abbraccia e per chi desidero possa riconoscervisi. Presentare la collezione in uno spazio monumentale, quasi museale, circondato da statue in marmo, è un gesto che traduce il mio modo di vedere questa straordinaria Maison. A rispecchiarne la visione, una colonna sonora costruita sulla giustapposizione di cinque generi distinti, curati da loki e ricomposti in un’unica, coerente estetica sonora.

La collezione introduce un nuovo vocabolario di silhouette, texture e materiali, espressione dell’etica progettuale che è al cuore di Gucci. Ne scaturisce un’idea di leggerezza, naturalezza e comfort, con forme consapevoli del corpo, frutto di uno sviluppo prodotto rigoroso che ha reso possibile la creazione di capi seamless di ultima generazione e volumi tagliati il più vicino possibile alla figura, una sensibilità profondamente Gucci, insieme a bordi termosaldati invisibili e orli curvi progettati con precisione.

L’apertura è affidata a un minidress seamless in candido tessuto da calzetteria, indossato con un’attitudine da femme fatale: un gesto netto, quasi un azzeramento visivo. La collezione propone molteplici modalità di vestire: le stesse giacche si alternano tra gonne, leggings-pantalone e pantaloni, attraversando con disinvoltura l’ufficio, il bar e tutto ciò che sta nel mezzo.

La sartorialità, morbida e fluida, prende forma in tessuti eterei dall’effetto liquido, contaminata da una sensibilità streetwear attraverso giacche scollate e pantaloni con tasche orizzontali che inducono una postura precisa.

Nuove forme di abbigliamento, da sempre una mia ossessione, includono tracksuit e abiti che evolvono in moderne trackdress; leggings fusi con il pantalone; giacche e top integrati in un unico capo ultra aderente; e calzature che fondono scarpe in pelle e sneaker in una silhouette unica, con l’aerodinamicità di un’auto sportiva.

Ricami di piume voluminosi profilano bubble blouson avvolgenti, bomber e shearling intarsiati, aprendosi fino a incorniciare il volto di chi li indossa. Pelli preziose, selezionate per morbidezza e flessibilità, donano naturalezza a biker, pantaloni aderenti e stole circolari e soffici. La tradizione scultorea che ha plasmato il mio immaginario informa look scolpiti, quasi adonici, che richiamano gli ideali rinascimentali di proporzione e fisicità; silhouette da skater abbinate a T-shirt fluide trattenute in un drappeggio di ispirazione greca; e un abito bianco scivolato che evoca la Nascita di Venere.

Preziosi completi due pezzi, una proposta partyboy composta da top aderenti e pantaloni scivolati, sono immersi nelle decorazioni e indossati a piedi nudi, in dialogo con abiti audaci e minidress dagli spacchi vertiginosi. Il finale è affidato a un abito dalla schiena nuda che rivela un perizoma GG in oro bianco, tempestato di dieci carati di diamanti.

L’iconica borsa Gucci Bamboo 1947 viene reinterpretata con un volume più slanciato e un manico “bamboo” realizzato in segmenti di pelle flessibile assemblati tra loro, mentre le minaudière d’archivio si allungano per accogliere smartphone ed essenziali. Manhattan, la mia prima sneaker per Gucci, unisce una forma da basket ultra-minimale alla praticità slip-on del mocassino; i modelli Giovanni e Cupertino, morbidi e destrutturati, superano la rigidità tradizionale della scarpa in pelle.

Questa collezione, e più in generale la mia visione per Gucci, si fonda su un principio di pragmatismo: creare oggetti desiderabili e autentici, capaci di accompagnare persone diverse, arricchirne la quotidianità e farle sentire bene. Prodotti che esistono e si affermano per ciò che sono, senza bisogno di giustificazioni pseudo-intellettuali".

Inoltre il brand ha reso pubblica una lettera scritta proprio dal direttore creativo Demna: