Golfo Paradiso, a marzo ripartono le gite lungo la costa ligure. Ma l’auto, il parcheggio, il traffico?!... Sciocchezze! Si va solo via mare, a tutto whale watching

Da Camogli a Portofino è magia tra delfini, feste e fugassa entrata nel mito. Ne sapevano qualcosa la Taylor e Richard Burton

Nomen omen, nel nome c’è il destino”, dice una celebre locuzione di Plauto. E come dice bene! per quanto riguarda il Golfo Paradiso: minuscolo gioiello incastonato nel Golfo di Genova dove, dal 28 marzo a fine ottobre, riprende il cosiddetto “Tour dei due Golfi” in battello, tra romantici borghi marinari.

Il quid in più? Subito servito. In queste acque trasparenti vivono numerosi cetacei: delfini, balene, capodogli. Frequenti gli avvistamenti, i salti spettacolari, gli spruzzi scenografici tra il balenare delle pinne. E le escursioni in barca, supportate da biologi marini che prodigano informazioni e curiosità, consentono di praticare whale watching ammirando comodamente tanta bellezza senza stress, cullati dalle onde e con il vento in poppa.

Previste anche le uscite al tramonto da giugno a settembre: preparate i fazzoletti, è uno spettacolo di una poesia che spezza il cuore. Gli organizzatori consigliano la macchina fotografica, ma farebbero bene a consigliare anche…l’anello di fidanzamento: infatti è un attimo, e potreste ritrovarvi ad esalare “sì, lo voglio”…

Le opzioni di viaggio sono due: mezza giornata o giornata intera, con soste e visite sulla terraferma. La parola d’ordine è una sola: meraviglia! Tutti i paesini del percorso incantano tra verdi uliveti ed agrumeti, offrendo ghiottonerie che più saporite non si può nella tersa aria salmastra. Prendiamo Recco. Qui impastano un po’ di farina, olio e stracchino, et voilà, fanno Sua Maestà la Focaccia al Formaggio IGP: leccornia di una valente cuoca locale che, nel 1885, fu la prima a ‘inventarla’ e servirla nella sua osteria, poi frequentata da D’Annunzio, Einstein, Marconi.

La fugassa era così buona che la Genova-bene della Belle Époque, all’uscita da balli e teatri, affrontava in carrozza una ventina di chilometri per arrivare a Recco e farsela sfornare calda calda nel cuore della notte. E fin dal 1955 la Festa della Focaccia celebra immancabilmente questa sovrana dei forni liguri nella IV domenica di maggio: versione classica o con cipolle per forchette più robuste, tra mercatini, musica e animazione per tutta la famiglia.

A 2 km scorgiamo la pittoresca Camogli e la sua inconfondibile “Palazzata” di case colorate, alte sui flutti spumeggianti. Anche qui, gente di mare che di street food se ne intende e coltiva testardamente la focaccia-mania tra Passeggiata Garibaldi, porticciolo e labirinto di vicoletti dominati dalle moli medievali del Castel Dragone e della Basilica di Santa Maria Assunta. Però, bighellonando, non dimenticate i camogliesi a base di cioccolato e rhum, la pizza bianca crocca e la famosa ”Galletta del Marinaio”: pane del buon tempo antico, creato per i lunghi viaggi in nave perché si conservava sempre gustoso.

Se riuscite, organizzatevi per arrivare la II domenica di maggio: c’è la Festa del Patrono dei pescatori, San Fortunato, e il suo motto “per San Fortunato, pesce regalato” è tutto un programma. Si allestisce infatti una padella gigantesca dal diametro di quasi 4 metri e manico di 6, e in 2000 litri di olio si friggono quintali di pesce azzurro da distribuire gratuitamente alla folla dei turisti.

I natanti proseguono poi la loro corsa tra continui cambi di prospettiva. Quando raggiungiamo l’Abbazia benedettina di San Fruttuoso avvertiamo subito l’antifona: via i piaceri del palato, largo al più puro misticismo tra sole, mare, silenzio e un magnifico monastero duecentesco, oggi restituito al suo fulgore grazie ai restauri del FAI. Approdati a Portofino respiriamo invece il borgo chic, le immagini patinate da dolce vita snob: turismo internazionale, maliarde misteriose, divi hollywoodiani, tra boutique glamour, l’inimitabile “piazzetta” dove si fa a gara per la mise più elegante e il celebre Hotel Splendido dove Richard Burton chiese a Elizabeth Taylor di sposarlo, nel corso del loro amore appassionato e tempestoso.

Imperdibile, da giugno a settembre, il “Museo del Parco - Centro Internazionale di Scultura all’Aperto” con opere di Pomodoro, Depero, Cucchi, Spoerri: preziosa galleria open air in un giardino di piante rare, a terrazzamenti, progettato verso i primi del ‘900 dal Barone Von Mumm, sì, quello dello champagne omonimo. Il parco divenne in breve famosissimo: lo visitò anche il Kaiser Guglielmo II, con il barone che, per non dargli mai le spalle, in segno di rispetto, ebbe la pazienza di fargli da guida camminando sempre a ritroso per tutto il tragitto. Noblesse oblige.  

Ma è l’ora di una pausa sfiziosa? Qui va forte il pandolce genovese, la farinata di ceci nei tipici tegami di rame, e, manco a dirlo, la focaccia: fare un aperitivo senza servirla è un reato perseguibile penalmente!, ed è talmente appetitosa che s’inzuppa perfino nel cappuccino provocando una sensazione dolce-salata al limite dello choc…

Insomma, come diceva quel noto film del 1978 con Warren Beatty e Julie Christie? Il Paradiso può attendere? Forse. Ma il Golfo Paradiso, lui, proprio no.

di Carla Di Domenico