PERSONE ANORMALI - Episodio 44 - Per quel che concerne noi, fortissimamente affermiamo un puro mero e meraviglioso eppure incontestabile fatto storico, che intiero si annunzia e si rapprende in questa pur trasvolante frase: alle ore 15 del 10 maggio 1939 Mondovì è fascista!
Lei arriva a Mondovì in serata. Fa piuttosto freddo, anzi se non proprio si gela modello Siberia è comunque un freddo intenso. Trova un B&B incredibilmente economico ma davvero discreto in un punto un po' negletto, vicino ad un edificio in stile tipo ventennio. Ma nell'appartamentino in cucina c'è perfino un camino, con pure la legna nella legnaia a latere. Il viaggio la ha un po' stancata e Lui non si è ancora fatto vivo e Lei comincia a trovarlo inquietante; non sa se chiamarlo per non disturbare perché magari è ancora a tavola coi suoi parenti, per non sembrare invadente. Ma Lui poteva chiamare prima, cazzo. Perché non la ha chiamata? Ora chiama. Ora chiamo. Vabbè tra una mezz'ora. Aspettiamo un attimo, magari vediamo se funziona tutto nel bilocalino; gas, acqua calda, frigorifero. Tutto ok. Magari una doccia calda, anche se la casetta è ben riscaldata. No, proprio zero voglia. Lei agguanta il telefono senza pensarci e lo chiama invece. Lui non risponde. Improvvisamente Lei pensa che tra pochi giorni sarà capodanno e Lei non sa cosa succederà. E dopo capodanno la Befana, e dopo ci saranno i giorni della Merla, della Candelora, poi Carnevale, San Valentino, Il Festival di Sanremo, e poi piano piano si uscirà dall'inverno che nonostante tutto non è perenne, anche se forse è più perenne dell'estate. E cosa sarà di Lei e di Lui a capodanno, anche se Lui non chiama, anzi soprattutto se Lui non chiama. Anzi soprattutto se Lui non risponde. Forse è stata una cazzata venire fin qui, al freddo, nel bel mezzo del lontano Piemonte, in queste lande brumose, belle ma fredde e quindi forse anche inospitali. Di colpo si sente perduta, da sola in quella casetta ai confini dell'Italia, quasi quasi di nuovo in Francia sono io, pensa Lei, con un brivido ripensando alla Corsica. Una Corsica al freddo, pure. Ma Lui dove cazzo è. Perché non chiama e non risponde, canagliadidìo? Ora le viene freddo, anche se i caloriferi sono caldi e la casetta in realtà è semplice ma accogliente. Sta per passarsi il palmo della mano su un occhio acquoso e sente dell'altro liquido lacrimale sorgere anche sull'altro occhietto che le distorce lievemente la vista, come appannato. Nel contempo si dà della deficiente; Lui la ha sempre richiamata, dopo non aver risposto per i più svariati quanto normalissimi motivi.
È che è brutto, ma forse anche bello, stare da soli in un posto che non si conosce, con fuori una notte buia e invernosa, con i lampioni di paese che illuminano poco strade semideserte perché il Natale è passato, la gente di paese sta a casa e ancora non è arrivato il capodanno, e il capodanno da soli sarebbe difficile da affrontare già normalmente, ma ancora di più con un amore da poco giunto e altrettanto troppo poco capito e consolidato, nonostante, anzi proprio a cagione dei fuochi di artificio passati insieme negli scorsi mesi e giorni. Di artificio, proprio, pensa Lei. Artificio. Arte e maleficio. O beneficio. Più maleficio è l'amore, anche se benefico. È un sortilegio. Comunque. Ma che cazzo campi a fare allora se non ce ne hai almeno uno? Mah. O anche se non ce l'hai avuto, oppure se non pensi che verrà, che potrà venire? Sì, in fondo è bella anche una vita di poche cose, una buona minestrina calda, un caminetto, un po' di vino rosso anche lui magari buono, il temporalone e forse chissà il sole che torna, sì vabbè ste cazzate, la campagna verdona, le città piene di stronzi allegrotti, i vestitini a quadretti e le scarpe di vernicetta rossa col laccetto. Ma senza di Lui si può essere ancora felicine e con la pancia che pulsa? Oppure sono tutte amare illusioni che poi ti stroncano la esistenza, dopo, quando ti arriva la badilata in faccia perché qualcosa di brutto prima o poi succederà sempre? Ma che cazzo di discorsi, diocastoro, solo perché sei stanca e vorresti essere abbracciata da uno elegante e in fondo gentile e con quella barbaccia di merda.
Lei non si toglie ancora il cappotto, si stringe un pochetto nelle braccia, accende un'altra luce posta su una lampada su un tavolino accanto al divano rossobordò della Ikea e guarda fuori dalla finestra. Poi guarda se c'è del caffè, del tè e magari dei biscotti. Ci sono perfino i biscotti e Lei ha un sospiro di conforto, almeno coi biscotti. Ma tè e caffè poi la terrebbero sveglia. E se Bertrando non la chiama Lei non ha più voglia di stare sveglia. Guarda la camera da letto, anche accogliente ma decisamente essenziale. Guarda meglio nello scaffale di cucina per vedere se c'è anche della camomilla. C'è anche la camomilla. Allora non sono poi così tanto stronzi questi piemontesi, se le hanno messo gratis anche la camomilla. E c'è lo zucchero? Sì c'è. Ma allora mi faccio la camomilla coi biscotti e vado a letto e domani si vedrà. Ma anche svegliarsi così, senza neanche un Whatsappo, sarà triste e forse persino terribile. Magari mi scrive domattina? Strano però.
Lei si toglie il giaccone e le scarpe, ma si tiene su la sciarpa e i guanti e si mette a letto sotto le coperte, dopo aver spento la luce principale, lasciando solo la luce del tavolino nel salottino e quella della lampada sul comodino. Resta così sotto le coperte senza pensare, per un tempo proprio proprio indefinito.
Poco prima di mezzanotte Lei sente la campanellina del WhatsAppo che trilla
Sei ancora sveglia?
Io sì. E tu?
Io sì. Scusami davvero se non ti ho chiamata, ero con le mie zie e ho mangiato e bevuto decisamente troppo. Mia zia Vittoria e mia cugina Serenella hanno messo su una cena luculliana. Ho a malapena la forza di scrivere un messaggio sul telefono mentre rimbalzo con la panza :))) Tu dove sei?
A letto, distrutta. Sono contenta che tu mangi le buone cose, sei proprio un po' troppo magro alla fine, sai? Meglio se ingrassi un tantino
Senti chi parla :)
Ma ugualmente mi manchi un po' lo stesso, anche se sei un deperito pezzo di cazzo
Anche tu. Cioè, voglio dire, anche tu manchi un po' lo stesso, anche se sei una deperita pezza di cazzo
Forse mi manca solo il pezzo di cazzo
Forse!
Forse devo darla via al primo grasso che incontro, per vendicarmi che non mi hai cagato per tutto il giorno, animale!
Ma infatti lo penso anch'io. E come è stasera che non vai in giro a scopare a strascico, in mia assenza? Sai i ciccioni in giro sotto Natale, troppi ce n'è eh
Stasera no davvero. Vediamo domani!
Domani con chi?
Non lo so. Ci penso! Con un grasso piemontese magari!
Mi sembra una ottima idea
Domani te lo dico, domani. Ora dormo
Davvero?
Sì
Aspetta ti chiamo un minuto
No, sono incazzata con te
Uffa, veramente?
No.
Allora ti chiamo
No.
Allora sei incazzata
No.
Allora ti chiamo domani?
No.
Ma sei incazzata veramente?
No. :)
Ma vaffanculo hahaha mi hai fatto cacare sotto
Pezzo di merda
Però mi ami un pochetto
Non so, vedremo
Forse!
Forse!
Di Lapo Mazza Fontana