Cortina 1956, quando l'Italia mostrò la sua rinascita al mondo attraverso i VII Giochi Olimpici invernali grazie alla televisione
A pochi giorni dall'apertura dei Giochi invernali 2026 di Milano-Cortina, ricordiamo quando nel 1956 Cortina ha ospitato i Giochi mostrando un'Italia nuova dopo la II Guerra Mondiale
Cortina 1956 in quell'occasione l'Italia mostrò la sua rinascita al mondo attraverso i VII Giochi Olimpici invernali grazie alla televisione. A pochi giorni dall'apertura dei Giochi invernali 2026 di Milano-Cortina, ricordiamo quando nel 1956 Cortina ha ospitato i Giochi mostrando un'Italia nuova dopo la II Guerra Mondiale. In quell'evento l'Italia ebbe l'occasione di mostrarsi al mondo attraverso lo sport.
Per la prima volta i Giochi invernali vennero trasmessi in televisione, trasformando lo sport in un’esperienza collettiva. Uscita da poco più di un decennio dalla tragedia della guerra, il Paese cercava un nuovo equilibrio economico, sociale e internazionale. In questo contesto, l’Olimpiade non rappresentò soltanto un grande evento sportivo, ma divenne una vetrina simbolica della rinascita italiana. Le cronache del tempo raccontarono in modo dettagliato l'evento sportivo.
L’apertura dei Giochi avvenuta il 27 gennaio 1956 è stata descritta così dall'Osservatore romano: “Lo stadio del ghiaccio offre un grandioso spettacolo. Le tribune sono piene di pubblico e di personalità della politica e dello sport”. Il silenzio rispettoso durante l’esecuzione dell’inno di Mameli e l’accoglienza calorosa riservata al presidente della Repubblica Giovanni Gronchi restituivano il senso di un orgoglio nazionale condiviso, aperto però al mondo. Successivamente sfilarono le delegazioni degli atleti con le 24 bandiere e i 5 cerchi olimpici.
La fiamma olimpica partì da Belluno, attraversò paesi e vallate ampezzane, diventando un segno visibile di continuità e unità. Come racconta l'Osservatore Romano: “Tutta Cortina, si può dire, ha seguito dal basso la suggestiva arrampicata sciistica degli alpini nella notte illuminata dalla luna”. Parole analoghe pronunciate a quelle dal Presidente Mattarella qualche giorno fa vennero espresse anche dal Presidente Gronchi:" Proclamo aperti i VII Giuochi olimpici di Cortina d'Ampezzo celebranti le XVI Olimpiadi dell’era moderna”. Il momento culminante arrivò quando Guido Caroli, pattinando sul ghiaccio, accese il braciere nello stadio: un gesto carico di valore simbolico.
La chiusura dei Giochi, il 7 febbraio, confermò lo stesso clima di partecipazione. Lo stadio tornò a riempirsi per la consegna delle medaglie e le cerimonie finali, tra esibizioni sportive e il rituale passaggio delle bandiere, segno di un’eredità che non si esauriva con la fine delle competizioni. Durante quella cerimonia “mentre risuona l’inno nazionale americano, sale sul pennone di sinistra la bandiera degli Stati Uniti, organizzatori degli ottavi Giochi olimpici invernali a Squaw Valley” come ricorda l'Osservatore Romano.