Il Cardinale François-Xavier Bustillo è stato nominato cardinale patrono e Gran Priore degli Ordini Dinastici di Casa Savoia

Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale François-Xavier Bustillo, O.F.M. Conv.,Vescovo della Diocesi di Ajaccio, ha accettato di assumere l’alto incarico di Cardinale Patrono e Gran Priore degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia

Il Cardinale François-Xavier Bustillo è stato nominato cardinale patrono e Gran Priore degli Ordini Dinastici di Casa Savoia

Sua Eminenza Rev​erendissima il Cardinale François-Xavier Bustillo, figura di eminente spessore spirituale e pastorale, appartiene all’Ordine dei Frati Minori Conventuali, nella cui casa francescana ha maturato uno stile di servizio fondato sulla semplicità evangelica, sulla fraternità e su una profonda attenzione alla dimensione umana e spirituale della persona. Il Suo ministero si è distinto per la capacità di coniugare fedeltà alla Tradizione della Chiesa e apertura al dialogo con il mondo contemporaneo, sempre nella luce del Vangelo. La Sua presenza quale guida spirituale e riferimento morale rappresenta per Casa Savoia motivo di onore e di rinnovato slancio nel perseguire gli ideali di fede, carità e testimonianza cristiana che da sempre ne ispirano il cammino.  Il Gran Maestro degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, Emanuele Filiberto, dà il più cordiale benvenuto a Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale François-Xavier Bustillo, e invita tutte le Dame e i Cavalieri ad accompagnare questo nuovo capitolo con la preghiera, la leale collaborazione e il rinnovato impegno al servizio del bene comune. Nei giorni scorsi, esattamente sabato 31 gennaio, nella suggestiva cornice della Basilica della Santa Casa di Loreto, si è tenuta la Santa Messa di commemorazione in suffragio del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, nel secondo anniversario della sua scomparsa. Alla celebrazione ha preso parte il figlio Emanuele Filiberto, Gran Maestro degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, accolto da oltre duecento Insigniti e Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, giunti da numerose regioni italiane. La scelta di Loreto porta con sé un forte valore simbolico: il Principe Vittorio Emanuele, appassionato aviatore, nutrì per tutta la vita una sincera devozione verso la Madonna di Loreto, Patrona degli Aviatori. Un luogo che, ancora una volta, ha unito memoria, fede e identità. La liturgia è stata presieduta da S.E. Mons. Fabio Dal Cin e concelebrata dai Cappellani degli Ordini Dinastici, con la significativa presenza di S.B. Boris, metropolita della Chiesa del Montenegro, che ha voluto rendere omaggio alla memoria del Principe. Alla celebrazione hanno partecipato i Delegati degli Ordini Dinastici di Abruzzo e Molise, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Marche, insieme agli ispettori e ai delegati dell’Istituto per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Presenti anche i sindaci di Loreto e di Serra de’ Conti (AN), a testimonianza del legame tra il territorio marchigiano e la Casa di Savoia. Prima della cerimonia, i partecipanti hanno condiviso un momento di fraterna convivialità presso le antiche sale del ristorante del palazzo apostolico, sottolineando il clima di unità e comunione che ha caratterizzato l’intera giornata. Nel secondo anniversario della sua scomparsa, la figura del Principe Vittorio Emanuele è stata ricordata con sincero affetto, nel segno della tradizione, della continuità e della fede cristiana che da sempre accompagnano la Casa Reale di Savoia. Gli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, supportati dalla relativa Associazione, si occupano storicamente di opere di beneficienza e solidarietà, in Italia e all’estero, grazie anche alle molte delegazioni che ne diffondono e promuovono l’attività in tutto il mondo. Essi sono governati dal Gran Maestro, assistito dalle Alte Cariche e dal Consiglio. Le Alte Cariche comprendono: il Gran Cancelliere, il Gran Priore ed il Gran Tesoriere.  L’attuale Gran Maestro, Principe Emanuele Filiberto, di Savoia, è anche assistito da un Consiglio, da una Commissione Araldica e dalla Giunta per gli Ordini Dinastici e Cavallereschi. Gli Ordini sono strutturati con delegazioni italiane e delegazioni estere. Il Gran Magistero degli Ordini Dinastici e della Gran Cancelleria si trova a Ginevra.

L‘Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è nato dall‘ unione di due distinti Ordini che, sul finire del secolo XVI, sotto il Magistero della Real Casa di Savoia, si riuniscono in un unico OrdineApprofondire la personalità dei due Santi patroni, ci permette la riscoperta di due personaggi affascinanti: Maurizio e Lazzaro. L‘ Ordine di S. Maurizio fu istituito dal Duca Amedeo VIII di Savoia nel 1434. Il culto per S. Maurizio, capitano della leggendaria Legione Tebana (di stanza in Tebe), martire della fede cristiana, era antica tradizione della casa di Savoia, che aveva già istituito chiese e monasteri dedicati al Santo, oltre a coniare monete e usare bandiera di guerra con l‘ immagine del guerriero.  San Maurizio era stato in vita un eccellente condottiero militare che, tra il III e il IV secolo, si era fatto massacrare con tutta la sua legione formata da 6.666 uomini,  pur di non perseguitare ed uccidere i cristiani locali. Non appena Amedeo VIII , insieme con alcuni dei suoi  consiglieri, si ritira nel territorio dell‘ Alta Savoia nel Monastero di Ripaglia (Chiablese),  nella solitudine per consacrarsi a Dio, ispirandosi proprio alla figura di San Maurizio, costituisce  questa prima congregazione la “Sacra  Milizia“ di San Maurizio, che aveva per scopo di servire Dio in vita devota e claustrale. Amedeo VIII  stesso lasciò scritto nel suo testamento (1439) quale carattere dovesse essere questa Istituzione, in cui si dovevano eleggere “uomini egregi, lungamente e laudabilmente esercitati in onorate militari fazioni,  e disposti per finir bene la vita, a rinunziare volenterosamente al cavalierato ed alla pompa mondana, ed a vivere casti nell‘ esercizio delle virtù“. I Cavalieri che entrarono il 16 ottobre 1434 col Duca nel convento secolare di Ripaglia furono cinque coi loro scudieri e valletti. Quando nel 1439 Amedeo VIII lasciò Ripaglia perchè eletto Pontefice, (eletto antipapa con il nome di Felice V) egli fu seguito dai suoi Cavalieri: e quel primo nucleo di milizia o di ordine equestro – religioso non fu piú continuato (in assenza di una legittima autorizzazione ecclesiastica). Con la  morte di  Amedeo VIII di Savoia esso cessò di fatto di esistere. L‘ Ordine dei Cavalieri di S. Lazzaro, ancor più antico dell‘ Ordine di S. Maurizio, aveva per principal scopo la cura della lebbra,, la terribile malattia che da tempo immemorabile infieriva sulle coste asiatiche. Il nome stesso del patrono S. Lazzaro, assunto dall‘ Ordine, richiama la mente tanto al povero lebbroso della Bibbia (nel Vangelo secondo Luca 16, 19-31) che attende invano alla mensa del ricco Epulone, quanto  a quell‘ altro Lazzaro, fratello di Marta, che Cristo risuscitò, e della prima Chiesa cristiana fu quindi vescovo e martire. Da un‘ antichissima compagnia di nobili e pietose persone che in Gerusalemme, specialmente al tempo delle prime Crociate, aveva per ufficio di servire i poveri lebbrosi, e ricevere i pellegrini che si recavano in Terra Santa, difendendoli in armi dagli attacchi dei mussulmani,  derivò pertanto l‘Ordine di San Lazzaro. I Cavalieri di esso professavano la regola di S. Agostino, e sull‘ abito nero portavano una croce verde. Intorno al 1100 sorse a Gerusalemme un ospedale specificamente dedicato ai malati di lebbra. Questi Cavalieri, si chiamarono inizialmente fratelli di San Lazzaro e costruirono questa prima casa fuori dalle mura della città. Entro breve tempo sorsero altri stabilimenti a Betania e Tiberiade. Verso il 1150, al tempo della seconda Crociata, si ebbero poi le prime filiazioni dell‘ Ordine di San Lazzaro in Occidente con la fondazione di stabilimenti a Burton, in Inghilterra, e a Boigny, presso Orléans, in Francia. Aiutato  dai principi, dai privati, dai papi, l‘ Ordine  andò  a mano a mano dal XII secolo accogliendo donazioni di case, di danaro e di rendite. Ed è così che si intensificarono le chiese ed ospedali in varie parti d‘ Oriente. Verso la fine del secolo XIII, fuggendo l‘ invasione dei Saraceni, cui lasciarono in preda le terre della Cristianità, i Cavalieri di S. Lazzaro ripararono in Occidente, specialmente nei Regni di Napoli e di Sicilia e in Francia dove continuarono il loro ufficio, fondando nuove case ed ospedali per i lebbrosi. In Italia gli Istituti Lazzariani sorsero a Foggia, a Campobasso, a Benevento, a Bitonto, a S. Severo, e a Capua. Ed è proprio a Capua  per circa duecento anni, durante i secoli XV e XVI, si stabilirono la sede principale ed il principale Ospedale dell‘ Ordine. Nel XV e XVI secolo l‘ Ordine visse la travagliata esistenza di tante istituzioni analoghe, continuamente sul punto di essere vendute, abolite o regalate per l‘ indefinita situazione giuridica. Inutilmente Papa Sisto IV nel 1480, ed Innocenzo VIII nel 1489, tentarono di dar nuova energia e nuova compagine all‘ Ordine cedendolo – formalmente -  ai cavalieri di San Giovanni (Bolla di Innocenzo VIII del 1489). Ma questo non ebbe un buon esito. E sotto il pontefice Pio IV (1565) che l‘Ordine cominciò tuttavia a restaurarsi nella sua costituzione. Lo stesso papa vi prepose al Gran Magistero un suo parente, Giannotto Castiglioni, suo nipote milanese, uomo colto, raffinato e buon cavaliere. Il Gran Maestro Giannotto Castiglioni tentò con saggie disposizioni di rinnovare l‘Istituzione. Ma la situazione precipitò nel 1566 quando venne a mancare Pio IV e, non trovando appoggio sufficiente nel nuovo pontefice, e cedendo alle esortazioni del Cancelliere dell‘Ordine Conte Carlo Cicogna, il Gran Magitero passava al Duca Emanuele Filiberto di Savoia. E fu proprio lui, Emanuele  Filiberto  duca  di Savoia, a richiamare in vita l‘ antica fondazione dell‘ antenato Sabaudo, ricostituendo l‘ antico Ordine di San Maurizio eretto con la Bolla “ Christiani  Populi“ del 16 settembre 1572 dal Sommo Pontefice Gregorio XIII.

Con la successiva Bolla “Pro Commissa Nobis“ del 13 novembre 1572 si univa, poi, l‘ Ordine di San Maurizio a quello Gerosolimitano di San Lazzaro di Gerusalemme. Nacque così ufficialmente l‘ Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, sotto il Magistero di Emanuele Filiberto Duca di Savoia, quale  Gran  Maestro, col principio della difesa della fede cristiana  e di dare soccorso ed aiuto verso chi è nel bisogno. Con la stessa Bolla Papale del 13 novembre 1572 di Papa Gregorio XIII, furono date disposizioni  al nuovo Ordine Militare e Religioso, ponendolo sotto la Regola di San Benedetto della Congregazione Cistercense prima, e di quella di Sant’Agostino poi, dichiarando i legittimi successori del Duca di Savoia, Gran Maestri dell‘ Ordine. Nessuno poteva ottenere la croce se durante i tre anni di noviziato non avesse militato almeno in tre campagne marittime. Inizialmente i Cavalieri dell‘ Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro erano simili ai Cavalieri di San Giovanni, detto poi di  Malta  (l‘attuale SMOM – Sovrano  Militare  Ordine  di  Malta). Per l‘ ammissione all‘ Ordine era necessario appartenere al ceto nobiliare. Infatti, fin dai primordi dell‘istituzione i Cavalieri si distinguevano in “Cavalieri di Giustizia“ e “di Grazia“. Questa distinzione venne abolita nel 1849, rendendo così accessibile l‘Ordine ad ogni categoria di Sudditi. Emanuele Filiberto duca di Savoia, soprannominato Testa di Ferro, dotò l‘Ordine con 15.000 scudi annui, case conventuali  in Torino e Nizza, ospedale  e collegio in Torino. Nel corso del Seicento, venendo a mancare i suoi obiettivi militari (Emanuele Filiberto trascurò ogni impresa marinara, l‘ Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro finì col trasformarsi in Ordine onorifico, a un livello inferiore, ma con le stesse finalità dell‘ Ordine del  Collare dell‘ Annunziata. Col tempo andò poi recuperando in parte la più antica tradizione ospedaliera dell‘ Ordine di San Lazzaro, come ente amministratore di case di cura e di ospedali. I successori di Emanuele Filiberto si dedicarono ad accrescere  lustro e potenza all‘ Ordine, mentre i pontefici concorsero ad aumentare i possessi e i redditi, unendo ad esso benefici  ecclesiastici. Intanto fin dal 1573 Emanuele Filiberto aveva fondato in Torino il primo Ospedale Mauriziano. Nel 1729 il Re Vittorio Amedeo II dette all'Ordine la sua sede religiosa in Torino, convertendo l‘antica chiesa di San Paolo nella Basilica Magistrale di Santa Croce, divenendo da allora  la Basilica Magistrale dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel secolo XVIII, si aggiunse alla dotazione dell‘Ordine la penisola di Sant‘Antioco. Un altro ospedale Mauriziano sorse poi a Valenza, con un lascito della marchesa Del Carretto. Nel 1816 Vittorio Emanuele I raccolse le leggi e gli statuti dell‘ istituzione in un codice unico. Sua Maestà il Re Carlo Alberto, con le “Magistrali Patenti“ del 9 dicembre 1831, formó tre classi di Cavalieri: Cavalieri di Gran Croce, Commendatori e Cavalieri, modificandone gli statuti e ribadendone la prioritaria funzione ospedaliera. Arrivando così all‘ascesa al trono sabaudo di Vittorio Emanuele II, abbiamo le “Patenti Magistrali “ del 1855 che divise l‘Ordine in cinque classi: Cavalieri di Gran Croce, Commendatori di prima classe, Commendatori di seconda classe, Ufficiali e Cavalieri. Successivamente i Commendatori di prima classe ebbero il titolo di Grandi Ufficiali. Divenuto Vittorio Emanuele II re d‘ Italia, nel 1868 stabilì le categorie di persone che potevano essere decorate dei vari gradi dell‘ Ordine. Il numero degli insigniti delle prime quattro classi fu limitato, quello dei cavalieri illimitato. Le successive modifiche datate 11 giugno 1985 e 23 gennaio 1988, effettuate dal XVII Gran Maestro dell‘Ordine Santi Maurizio e Lazzaro, S.A.R. il Principe Reale Vittorio Emanuele IV, Duca di Savoia, Principe di Napoli, diedero un‘ ulteriore classificazione delle classi, consentendo l‘ingresso anche alle Dame. L‘insegna della Milizia consiste in una croce trifogliata d’oro, smaltata di bianco dell’Ordine di San Maurizio accollata ad altra croce biforcata, smaltata di verde, posta in decusse, antico simbolo dei Cavalieri di San Lazzaro. Con la proclamazione del Regno d‘ Italia (17 marzo 1861) Vittorio Emanuele II, Re di Sardegna, Duca di Savoia, Capo della Casa di Savoia, aveva assunto per sé e per i suoi discendenti il titolo di Re d‘ Italia. Come Capo della sua Casa era titolare del Magistero degli Ordini della SS. Annunziata, dei SS. Maurizio e Lazzaro, dell‘Ordine Militare di Savoia e dell‘Ordine Civile di Savoia, tutti istituiti, in varie epoche, dai suoi predecessori nel ruolo, in forza della propria qualità di “fons honorum“ in quanto sovrani assoluti. Dopo il mutamento istituzionale avvenuto in Italia nel 1946, gli Ordini Cavallereschi di cui era titolare il Re d‘Italia e Capo di Casa Savoia, sono ritornati patrimonio della  Real  Casa che ne aveva il Magistero prima della proclamazione del Regno d‘Italia, in quanto nel pieno, legittimo e giuridico possesso delle “Prerogative  Dinastiche“ consistenti nella “Fons Honorum“, comprendenti i due diritti fondamentali  (jus majestatis e jus honorum). Pertanto, l’insigne Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro conserva intatta la sua validità e viene trasmesso “jure sanguinis“  all‘infinito ai propri discendenti, in persona del  “Capo di Nome e d‘Arme della Dinastia“. L‘Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, - di collazione dinastico-familiare del proprio Casato - essendo stato istituito nell‘ambito dell‘ordinamento della Chiesa (Bolle Pontificie da Papa Gregorio XIII), gode in perpetuo dell‘ assistenza di un alto Religioso cattolico presbitero. Oggi, l‘Ordine Sacro dei Santi Maurizio e Lazzaro continua incessantemente il suo ruolo fondamentale di assistenza e beneficenza verso i più bisognosi, attraverso i suoi Cavalieri e Dame distribuiti in larga misura in tutto il mondo. La storia dell‘Ordine Mauriziano vive più che mai per grande parte in monumenti religiosi e alcuni fra essi serbano solennità di ricordi ed artistica rinomanza. Tra gli insigniti dell'Ordine degni di rilievo si ricordano diversi monarchi come gli imperatori Francesco Giuseppe I d‘ Austria, Guglielmo II di Germania, Nicola II di Russia, Napoleone III di Francia ed Hailé Selassié di Etiopia, oltre a sovrani come Giorgio V del Regno Unito, Mozaffar ad-Din Shah Qajar di Persia, Alfonso XIII di Spagna nonché alcuni Gran Maestri del Sovrano Militare Ordine di Malta come Angelo de Mojana di Cologna, Ludovico Chigi Albani della Rovere, Matthew Festing e l'attuale Gran Maestro in Carica Fra' John Dunlap, o sovrani stranieri come il Principe Alberto II di Monaco, Juan Carlos I di Spagna, il Granduca Enrico di Lussemburgo. Fra i capi di dinastie già regnanti si ricordano il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Don Duarte Pio di Braganza, Capo della Real Casa del Portogallo, il Principe Nicola Petrovic-Njegos del Montenegro, il Granduca George Mikhailovich Romanov, erede degli Zar di Russia. Di Andrea Cianferoni