Armani dopo Armani e il trittico dell’eleganza: la grazia di Leo Dell’Orco e Silvana Armani, nel segno di Re Giorgio
C’è un momento, rarissimo nella storia della moda, in cui un nome smette di essere solo una firma e diventa un linguaggio. Armani è questo: una grammatica dell’eleganza che ha attraversato decenni senza mai perdere la propria voce. Oggi, nel tempo che segue Re Giorgio, quella lingua non si interrompe. Si declina. Si moltiplica. Si riflette come la luce su una superficie cangiante.
Il futuro di Armani prende la forma di un trittico: l’energia contemporanea di EA7 Emporio Armani che dialoga con la città e con lo sport globale; la collezione uomo 2026/27, primo atto creativo firmato da Leo Dell’Orco; e il debutto di Silvana Armani nell’alta moda Privé, con Jade, una dichiarazione di grazia, forza e continuità femminile. Tre movimenti di una stessa sinfonia, un’unica idea di stile che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare.
Milano Cortina 2026: l’eleganza entra in città
Mentre Milano si prepara a diventare capitale olimpica insieme a Cortina, EA7 Emporio Armani si conferma interprete ideale di un’eleganza che vive nel movimento. Partner della Fondazione Milano Cortina 2026, Official Outfitter dell’Italia Team e Olympic & Paralympic Eyewear Partner, il brand inaugura una stagione di iniziative che trasformano la città in un palcoscenico diffuso.
Il via è stato dato con un evento immersivo nello store Emporio Armani Milano: una facciata accesa da giochi di luce, un grande cubo di ghiaccio in via Croce Rossa che, sciogliendosi lentamente, rivela le divise ufficiali dell’Italia Team, e all’interno un racconto sensoriale fatto di suoni, profumi, immagini e LEDwall. La nuova campagna con Sofia Goggia – icona di forza e precisione – ribadisce la vocazione di EA7: portare l’innovazione tecnica dentro una visione estetica coerente, mai urlata.
La presenza del brand si estende poi alla città: dalla Triennale, dove installazioni multimediali raccontano una collaborazione con l’Italia Team iniziata nel 2012, a Casa EA7 in piazza Duca d’Aosta, hub narrativo e luogo di incontro per atleti, tecnici e ospiti. Fino all’Armani Hotel, dove anche il gusto diventa parte dell’esperienza olimpica. È un racconto urbano, elegante e partecipato, che culmina nello EA7 Slalom Urbano: un percorso che invita il pubblico a vivere la città come un’esperienza estetica continua.
Giorgio Armani Uomo 2026/27: il riflesso cangiante di Leo Dell’Orco
“Cangiante” è la parola chiave della prima collezione uomo firmata da Leo Dell’Orco. Non una rottura, ma un cambio di prospettiva. Dell’Orco, forte di quarant’anni accanto a Giorgio Armani, debutta con un gesto misurato e sicuro: lascia che la coerenza storica del marchio si illumini di nuovi riflessi.
Il colore emerge con discrezione decisa: verde oliva, viola ametista, blu lapislazzuli attraversano una palette di grigi, beige e blu profondi. Le materie – velluti, crêpe, ciniglie, cashmere garzati e lane battute – dialogano con superfici iridescenti e mani opache, creando un gioco raffinato di lucido e opaco, di ciò che sembra e ciò che è.
Le silhouette sono fluide, i volumi sciolti: giacche a bassa abbottonatura, cappotti avvolgenti, pantaloni ampi che accompagnano il passo. Anche l’abbigliamento da neve si piega a questa idea di eleganza naturale, mai costrittiva. La maglieria, morbida e materica, trova un momento iconico nel cardigan jacquard nato dalla collaborazione con Alanui, ponte ideale tra maschile e femminile. È una collezione che non impone, ma accompagna. Che non definisce, ma suggerisce.
Giorgio Armani Privé: Jade, lo sguardo di Silvana Armani
Se Leo Dell’Orco lavora per rifrazione, Silvana Armani entra nel mondo Privé con una visione limpida e femminile, racchiusa in una parola-simbolo: Jade. La giada, pietra di armonia ed equilibrio, diventa metafora di una couture coerente ma nuova, idealizzata ma concreta.
I colori – verde, rosa e bianco – sono delicati, quasi sussurrati, contrastati dal rigore grafico del nero. Le silhouette sono liquide, verticali, costruite su rasi e sete che si appoggiano al corpo con grazia assoluta. Tailleur dall’impronta maschile, giacche svuotate di struttura, bustini ricamati indossati con pantaloni netti: il dialogo tra forza e leggerezza è continuo.
I ricami, raffinati e mai ridondanti, diventano dettaglio narrativo: si posano sugli abiti o sorprendono, come nei fazzoletti trompe l’oeil sulle giacche. È una couture che non ostenta, ma seduce. Che non racconta un debutto, ma una continuità naturale.
Dopo Re Giorgio, l’eleganza continua
Nel tempo che segue Re Giorgio, Armani non diventa un’eco nostalgica. Diventa un sistema vivo, capace di rinnovarsi senza tradirsi. Leo Dell’Orco e Silvana Armani non “prendono il posto”, ma raccolgono il testimone con rispetto, visione e una profonda comprensione di ciò che Armani è sempre stato: un’idea di eleganza che non teme il cambiamento, perché lo attraversa con grazia.
E così, mentre Milano si accende per le Olimpiadi e la moda guarda avanti, Armani resta esattamente dove deve essere: un passo davanti al tempo, senza mai correre.