Mulish, storia di successo Made in Italy, sceglie il palcoscenico di Pitti Uomo per presentare la nuova collezione Fall/Winter 2026–27
La collezione FW 26–27 si sviluppa come un racconto coerente e dinamico in cui la sartoria incontra l’outerwear e ne ridefinisce i codici, individuando nella Field Jacket il capo manifesto della stagione
Mulish sceglie Firenze e il palcoscenico internazionale di Pitti Uomo per presentare la nuova collezione Fall/Winter 2026–27 con un evento esclusivo nel cuore della città: mercoledì 14 gennaio, dalle 20 alle 22.30, Piazza degli Strozzi farà da cornice a una serata speciale presso il Colle Bereto, un evento che conferma la presenza del brand a Pitti e rappresenta un momento chiave nel suo percorso di crescita. La serata vedrà la partecipazione di numerosi special guest del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, tra cui Raoul Bova, Maria Grazia Cucinotta, Nicolò De Devitiis, Edoardo Stoppa, Juliana Moreira, il mago Jey Lillo, Gigi D’Alessio e il judoka Marco Maddaloni, a testimonianza del forte legame del brand con il mondo dello showbiz e dello stile di vita contemporaneo. L’esperienza dell’evento si arricchisce anche sul piano gastronomico grazie alla presenza di un angolo dedicato ai crudi curato dal ristorante Punto Nave, riconosciuto come miglior ristorante d’Italia da quattro anni, che accompagnerà gli ospiti in un percorso di eccellenza perfettamente in sintonia con i valori di qualità, ricerca e stile del brand. Quasi trent’anni di Mulish raccontano una storia di successo Made in Italy che nasce nel 1997 a Napoli dalla visione di Daniele Gervasio, fondatore e direttore creativo, e si sviluppa oggi in una dimensione internazionale, mantenendo salde le proprie radici sartoriali. La collezione FW 26–27 si sviluppa come un racconto coerente e dinamico in cui la sartoria incontra l’outerwear e ne ridefinisce i codici, individuando nella Field Jacket il capo manifesto della stagione: un’icona funzionale che viene reinterpretata attraverso costruzioni sartoriali, volumi equilibrati e materiali tecnici di nuova generazione, studiati per garantire comfort, protezione e una vestibilità impeccabile. Antivento, traspirante, essenziale nelle linee ma ricca nei dettagli, la Field Jacket Mulish diventa espressione di un’eleganza in movimento, pensata per accompagnare l’uomo contemporaneo tra lavoro, viaggio e tempo libero. Accanto ad essa, la collezione riscopre il doppiopetto come simbolo di un’eleganza consapevole e introduce overshirt ibride, ispirate alla sahariana, che fondono la praticità di un capo utility con la raffinatezza di una giacca sartoriale, indossabili sia come outerwear sia come parte di un completo formale. Una palette cromatica profonda, materiali ricercati e una costante attenzione al dettaglio definiscono una proposta che interpreta il bisogno di autenticità e qualità, in un momento storico in cui il vestire torna a essere espressione di identità. Nel corso degli anni Mulish ha costruito un’immagine forte e riconoscibile anche grazie a testimonial d’eccezione come Gabriel Garko e Carlo Ancelotti, simboli di eleganza, carisma e stile internazionale, affermandosi come brand di riferimento nei guardaroba di attori, vip, calciatori e protagonisti dello showbiz. Il brand è stato inoltre sponsor ufficiale dell’Udinese Calcio, consolidando il proprio ruolo come uno dei partner più fashion della Serie A e rafforzando il dialogo tra moda, sport e lifestyle. «Mulish è cresciuta partendo da una dimensione artigianale fino a diventare una realtà internazionale con oltre 400 collaboratori, mantenendo salde le proprie radici e investendo costantemente in prodotto, immagine ed eventi: il nostro obiettivo è continuare a portare la sartorialità napoletana nel mondo, evolvendola senza mai tradirne l’essenza», afferma Daniele Gervasio. Il futuro vedrà Mulish protagonista di nuovi eventi e sfilate esclusive che accompagneranno il brand verso la presentazione ufficiale della collezione Fall/Winter 2026–27, aprendo una nuova fase del percorso creativo e confermandone la vocazione internazionale. Di Andrea Cianferoni