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Lodi, il celebre ristorante 'La Coldana' rinuncia alla stella Michelin per rimettere al centro il cliente

I titolari del locale gourmet hanno deciso di dare una svolta 'più umana' al loro percorso

10 Gennaio 2026

Lodi, il celebre ristorante 'La Coldana' rinuncia alla stella Michelin per rimettere al centro il cliente

Un caso più unico che raro. Il ristorante La Coldana rinuncia alla stella Michelin, che ha riportato Lodi nell’Olimpo dell’alta cucina. E apre una nuova fase del progetto, per tornare a essere un luogo dove i clienti, magari locali, possano sentirsi a casa. È questa la scelta del locale fondato da Alessandro Ferrandi e Fabrizio Ferrari, seguito dall’annuncio dell’uscita di scena da parte dello chef Alessandro Proietti Refrigeri. «Negli ultimi anni La Coldana ha attraversato un percorso intenso di crescita, confronto e riconoscimento. E tre anni di stella Michelin hanno rappresentato un’importante occasione di apprendimento, rigore e stimolo professionale - spiegano i due titolari - : ora, dopo 15 anni di attività, si apre una nuova fase del progetto». A partire dal 2026, la Coldana ha deciso di non essere più interessata al riconoscimento Michelin e di non proseguire nel percorso di valutazione. Una svolta «maturata nel tempo, che non nasce da un giudizio negativo sul lavoro svolto né da una presa di distanza dal mondo delle guide, ma dalla volontà di riallineare il ristorante alla propria identità più profonda». Il nuovo corso, mette al centro una cucina misurata ed essenziale, fondata su pochi ingredienti, qualità riconoscibile e tecnica, con piatti «pensati per essere gustati, non interpretati» e una «cucina che invita a tornare, prima ancora che a stupire», perché «cucinare per noi non è mai stato un esercizio di bravura, ma un gesto quotidiano, fatto di presenza, attenzione, tempo condiviso». Al centro c’è anche un’idea di accessibilità, che non riguarda solo il prezzo, ma il modo in cui il ristorante si apre alle persone, mettendole a proprio agio. La cucina sarà guidata da Andrea Vignale, cresciuto all’interno del progetto, mentre la pasticceria continuerà a essere curata da Carlotta Goretti. L’intera brigata di cucina e di sala, chiariscono ancora i titolari, ha scelto di restare, «condividendo visione e passaggio».

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