L’ importanza del FAI in un paese come l'Italia
Ce lo racconta Roberto Di Monte Presidente Regionale FAI di Abruzzo e Molise
Dott. Roberto Di Monte Presidente Regionale FAI di Abruzzo e Molise ci racconta il Ruolo della Fondazione.
Spesso sentiamo parlare del Fai, Fondo Ambiente Italiano, ma per saperne qualcosa in più abbiamo fatto qualche domanda al Roberto Di Monte Presidente Regionale FAI di Abruzzo e Molise che approda al FAI nel 2018 dopo un percorso articolato tra impegno nel sociale e nel volontariato.
Qual è l'importanza del FAI in un Paese come l'Italia
Il FAI è una Fondazione senza scopo di lucro che si occupa della tutela e valorizzazione di storia, arte e natura sul territorio italiano e opera nel verso della sensibilizzazione della collettività sulla necessità di salvaguardia del mondo che ci circonda, vigila e interviene quando necessario. Con questo fine il FAI fa proprio quanto disposto dall'articolo 9 della Costituzione, che così recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La Legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali." L'Italia ha un immenso patrimonio, molte volte nascosto e inaccessibile e che spesso non riesce a gestire, un patrimonio che necessita di cure ma che non sempre ha a disposizione le risorse economiche o di forza lavoro necessarie per essere curato. Il più delle volte non è neanche un problema di mancanza di fondi quanto di cultura e mentre il patrimonio pubblico sconta sì problemi di mancanza di fondi e di personale, quello privato va disgregandosi e dissolvendosi in divisioni ereditarie o beghe familiari nelle quali certamente nessuno di noi può entrare. Il FAI in quest'opera è al fianco dello stato, la campagna di sensibilizzazione portata faticosamente avanti ogni giorno ha portato al salvataggio di beni pubblici e privati che senza il FAI oggi sarebbero luoghi abbandonati e lasciati a loro stessi. Ed è in questa direzione che dobbiamo andare avanti, coinvolgendo quanti più cittadini possibile, la continua ricerca sul territorio non può che essere orientata a proseguire in quella campagna di educazione alla cultura del territorio che deve iniziare dalle scuole proprio con i più piccoli, il salvataggio del nostro mondo passa attraverso l'educazione civica e attraverso il concetto del rispetto del prossimo e del territorio su cui viviamo.
2 - Da quando hai iniziato a collaborare con il FAI:
Seguo il FAI da tanti anni, sono stato uno dei tanti visitatori delle Giornate FAI e sono entrato come Volontario con lo spirito di essere utile alla collettività ed essere nel FAI mi ha dato la possibilità di capire meglio il senso e l'importanza dell'opera del FAI sul territorio. Ho riscoperto in me il senso di un un dovere civico che ognuno dovrebbe avere, se non altro per poter lasciare un mondo migliore a chi verrà dopo di noi. Dal 2018 ricopro la carica di Capo Delegazione di Chieti e dal 2022 quella di Presidente Abruzzo e Molise e continuo ad essere un Volontario animato dalla voglia di scoprire, vedere e salvaguardare non solo i beni che già sono alla portata del grande pubblico ma anche quelli nascosti e magari ritenuti di minore importanza, quelli che spesso necessitano di maggiori cure e ai quali nessuno pensa poiché luoghi solitamente chiusi.
3 - Che differenza c'è tra il fruitore straniero e quello italiano quando il FAI apre le porte di luoghi solitamente inaccessibili:
A livello di curiosità non c'è differenza tra un fruitore italiano e uno straniero, quello che li differenzia è l'oggetto della propria curiosità. Cerco di spiegarmi meglio: in Italia abbiamo costantemente sotto gli occhi ben visibili resti dell'antica Roma oppure del Medioevo, possiamo ammirare opere rinascimentali o barocche e tutto questo non solo nelle grandi città, abbiamo tanto e forse troppo per i nostri occhi ogni giorno, tanto da farci sembrare normale tutto quello che per uno straniero normale non è affatto. Chi viene in Italia spesso, per questioni di tempo, visita solo le grandi città, Roma, Venezia, Napoli sono super gettonate, ma esiste anche un turismo orientato alla scoperta di cose meno conosciute e così da qualche anno stiamo conoscendo un mondo che viene da noi per ammirare piccoli borghi, campagne, sentieri e boschi. Il visitatore straniero viene in Italia dopo aver studiato il luogo da visitare e spesso con la propria ricerca puntuale e precisa viene proprio per vedere cose che noi italiani trascuriamo e non conosciamo anche se vi abitiamo accanto; a volte ho la sensazione che chi viene da noi conosca il territorio meglio di noi. Le Giornate FAI sono il modo per avvicinare il visitatore alle bellezze del territorio e l'opera del FAI ha in questo senso una funzione educativa, chi si avvicina alle nostre Giornate FAI viene per vedere luoghi inaccessibili ma poi si rende conto di conoscere poco anche quelli accessibili come ad esempio i musei. Il fatto di poter entrare in un luogo solitamente chiuso porta poi alla voglia di approfondire e questo mette in risalto la ricchezza di un territorio come l'Italia e quanto sia possibile vedere e conoscere non solo in occasione di eventi ma, come nel caso dei musei, anche quotidianamente.
Ringraziamo il il Dott Roberto Di Monte per il tempo a noi dedicato