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Benedetto Croce

Arte e cucina

L’incontro di due talenti

Di Ivan Rota

30 Giugno 2022

Arte e cucina

Arte e cucina…
L’incontro in Puglia,di due donne, due professioniste ognuna un’artista nel suo campo, Sandra Menoia pittrice astrattista e Donata Rizzo Chef creativa fra i fornelli spinge a porsi questa domanda :
Il cibo è arte? O meglio, il cibo può essere arte?
Può il lavoro di cucina essere paragonato a quello creativo proprio dell’artista?
Arte e cucina. Cucina e arte. Si tratta di un binomio che ormai torna sempre più sovente.


L’entusiasmo, la voglia di scoprire e di far scoprire, incanalando l’immaginazione in un percorso specifico, verso un tema, pensando a come stuzzicare negli altri la curiosità e il piacere della vista e del palato sono alla base del concetto di creatività.

L’arte e la storia della cucina, degli ingredienti, di come pittori, poeti, filosofi, storici hanno traghettato nel tempo le tradizioni e le conoscenze alla base della nostra cultura culinaria.

Dalla pop art fino a Caravaggio, dal modernissimo Arcimboldo fino alle particolarità dell’arte contemporanea, passando per Pascoli, Dalì, Leopardi, Voltaire e Proust, è da sempre divertente indagare negli interessi e nelle passioni di ogni artista che, con la penna o con il pennello, ha saputo parlare di cibo.
Gualtiero Marchesi. Amava ripetere : io non cucino , io faccio arte!
E’ stato anche il primo a mettere opere d’arte nel suo ristorante, per affiancare la sua personale galleria d’arte, che era la cucina»

L’arte non si mangia, si consuma solo con gli occhi, cosa che invece non accade col cibo. Il cibo si guarda e poi si mangia lo sa bene la Chef Donata Rizzo, che crea piatti che diventano quadri da contemplare si, ma soprattutto da gustare.
Non è facile creare un’opera e renderla gustosa, del resto la vera opera d’arte di un piatto è proprio il gusto.
La differenza tra l’essere creativo e l’essere geniale è immediata: il creativo ha sicuramente ottime idee, il genio è chi stravolge le cose e Sandra Menoia lo conferma, attraverso le sue pennellate , la scelta dei colori, l’intensità dei gesti il tutto per dar vità ad un sentimento che trova solo nell’astrattismo la sua realizzazione.
Se prendiamo in considerazione il dipinto “Marrakech” della pittrice veneta, possiamo ritrovare i colori del Marocco, le sensazioni , i ricordi di un viaggio , perché allora non chiedere alla Chef Donata Rizzo di affiancare i sapori di quella terra creando un piatto in grado di completare questo binomio, aggiungendo il gusto all'appagamento visivo..?

Entrambe nei loro gesti inseriscono conoscenza, scelte, passioni e voglia di sperimentare, poco importa che alla fine si manifesti il risultato su una tela o in un piatto, in ogni caso sarà sempre “Arte”


 

 

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